Resta in discussione a Cremona (se ne è appropriato anche il programma del centro destra) la tangenziale sud, vecchia idea trasferita nel programma di Corada che, come ribadì l'assessore Soregaroli, è intoccabile proprio come il Vangelo. E siamo alla quinta proposta. Affidata alla ideazione preliminare dell'Autostrada Centro Padane, la tangenziale sud cambia nome e diventa strada urbana che, nel rispetto del vincolo ambientale posto a suo tempo dalla Giunta Corada, si chiama strada "parco". Con una sorpresa malefica peraltro che lascia davvero sconcertati sulla capacità di previsione della Giunta caduta: perché il cambiamento di destinazione della strada da tangenziale a urbana ne fa una via tutta cittadina, il che comporta il fatto che il suo costo, minimo oltre i 16 milioni di euro, dovrà essere sostenuto interamente dal Comune di Cremona, ovvero dalle tasse e da tagli dei servizi alla cittadinanza.
Parco, poi... il parco c'è, effettivamente. Ma è quello del Po e del Morbasco che, come si vede nel tracciato qui sopra, viene ora violato sulla fascia di sinistra, con un tracciato di circa 3 chilometri e mezzo che prevede anche la costruzione di un ponte, piuttosto importante, nell'attraversamento del Morbasco, una serie di rotonde e limiti di velocità a tratti di 70 all'ora ed altri di 50. Dove porta questa strada parco? Non riesce ad arrivare all'ospedale ma risulta di buon servizio per i mezzi pesanti che raggiungono il depuratore e la discarica, sfruttando anche alcune strade (di servizio) già esistenti e da riqualificare. Con quali vantaggi? E qui viene il bello.
Le ipotesi sono svariate. Quella dei proponenti è un passaggio di circa diecimila mezzi al giorno, in gran parte sottratti, questo sarebbe al beneficio, al traffico di via Giordano.
Tuttavia alla domanda a proposito di quanti di questi mezzi servano i cittadini cremonesi e quanti provengano da fuori, non si sa rispondere,
Soregaroli resta imbarazzato. "Noi possiamo contarli - dice - ma non possiamo sapere di più su chi e da dove".
L'ingegner Pagliarini corregge un po', ma la cifra non viene fuori. Eppure non è irrilevante: perché se quanti percorrono via Giordano, come riteniamo a lume, sono prevalentemente mezzi cremonesi, è assolutamente chiaro che continueranno ad utilizzare via Giordano che è strada più diretta, più corta per andare da piazzale Cadorna all'altra parte della città e che conduce, oltre tutto, alla svelta all'ospedale.
Ma facciamo buona la idea dei progettisti: cioè che la via "parco" susciti le attenzione che una simile spesa pretende.
Traffico e scorrimento imporranno nei punti che si avvicinano di più alla città una serie di barriere di attenuazione e terrapieni. La strada in se stessa si pone in rilievo di circa un metro, non molto si dice, ma in ogni caso con una propria identità e con il suo asfalto. Parco allora? Torniamo al discorso ambientale. Resta un progetto devastante, anche in prospettiva. La nuova arteria cementifica e stringe la città a sud. Dunque nel caso abbia successo, chiamerà progressivamente ad espandere le abitazioni e i fabbricati commerciali nella sua direzione, mangiando una bella fatta di parco del Morbasco. Non è una responsabilità da poco per la amministrazione Corada e per quella che gli succede codificata nel nome di Perri che da canoista il verde dovrebbe amare, soprattutto guardando alle generazioni future.
Soregaroli non resse molto alla contestazione e si inalberò, sciorinando tutti i numeri, quando gli lanciammo questa osservazione.
Rispose Soregaroli:"Siamo noi che nel 2004 abbiamo codificato, allargato e definito il parco del Po e del Morbasco per quello che è ".
Giusto, perché negarlo? Ma proprio questa impresa non giustifica il fatto di mangiarne di volta in volta una fetta.
Impresa assurda, allora. Si va avanti perché la demagogia fiuta che i cittadini, senza conoscerne tutti i risvolti, secondo i sondaggi proclamati da Ceraso, sarebbero favorevoli.
La prossima spesa? Dopo la brillante idea, si stanzieranno quattrocentomila euro per un progetto preliminare da approntare entro il 2009. E via così.