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L'emergenza Tamoil, si va verso la dismissione della raffineria, Cremona ha fatto quel che doveva?


Ad alibi dell'impegno delle amministrazioni pubbliche cremonesi assai tardivo sulla raffineria riappare in queste ore di preoccupazione il vecchio piano della amministrazione Torchio a sostegno di un piccola novità che nei fatti non sembra cambiare nulla della situazione determinasi negli ultimi tempi- La novità è una generica attivazione del Ministero per le procedure di VIA in relazione al progetto da 890 milioni che peraltro Oilinvest sembra decisa ad accantonare in vista di un accordo in negoziazione per andare a raffinare con maggiori vantaggi a Sannazzaro de Burgundi dove l'ENI ha una raffineria di enormi potenzialità e molto più moderna dell'ormai obsoleto e antieconomico impianto di Cremona, oltre tutto gravato dai problemi di inquinamento
Riemerge intanto ad alibi il piano della amministrazione Torchio (a suo tempo già presentato da "Il Vascello") per sostenere l'investimento di 890 milioni sulla raffineria, progetto che molti danno praticamente defunto, salvo che non giungano a buon esito le trattative con ENI. Eccolo.

Il sito indicato come Raffineria Tamoil - golena aperta si pone come punto nodale di una complessa e ampia operazione di recupero e reindustrializzazione della parte ovest della città di Cremona, alla quale sono collegati interventi di risanamento e bonifica già avviati o in via di definizione.
II principale intervento previsto nell'area interessata riguarda la realizzazione di una moderna centrale di cogenerazione, che può essere utilizzata per l'ampliamento del teleriscaldamento nella zona ovest della città. Si tratta di una nuova centrale di produzione di vapore ed energia elettrica, è prevista la cessione a terzi dell'energia elettrica prodotta in eccedenza.
Connesso all'intervento relativo alla centrale di cogenerazione è l'ampliamento del teleriscaldamento di Cremona, attraverso la realizzazione di un collettore tra Raffineria Tamoil, la centrale di cogenerazione di via Postumia e il termovalorizzatore dei rifiuti, oltre che centrali a gas metano utilizzate per i periodi di punta. Il progetto prevede l'utilizzo del calore proveniente dall'insediamento industriale costituito dalla Raffineria Tamoil per il teleriscaldamento degli edifici allacciati al sistema di riscaldamento urbano della città.
Un ulteriore intervento riguarda la costruzione e messa in opera di un impianto di gestione rifiuti non pericolosi (materiali inerti) mediante stoccaggio e trattamento meccanico di triturazione e selezione.
All'interno dell'area portuale in fregio all'area della Tamoil è collocata una discarica di rifiuti speciali/inerti che occupano un'area di circa 70mila metri quadrati per un'altezza media di circa 5 metri. Tale area in fase di post chiusura potrebbe essere utilmente utilizzata con insediamento di aziende di carattere produttivo. Il risanamento di detta area è realizzabile attraverso lo spostamento di acqua lungo il canale navigabile e il conseguente collocamento dei materiali in una discarica di recente autorizzazione.
Per quanto concerne gli interventi di bonifica, il sito Tamoil Raffinazione Spa e le aree poste idrogeologicamente a valle, sono interessate da una contaminazione dei suoli da idrocarburi. Il piano di caratterizzazione porterà alla completa determinazione delle caratteristiche del sito ed alla conseguente definizione delle modalita di intervento da attuare.
Interventi infrastrutturali previsti
Raddoppio tratta ferroviaria Cava-Cremona - Il progetto prevede il raddoppio del binario tra la stazione di Cremona e Cavatigozzi per potenziare lo scalo merci di Cava. Costo del progetto 29.200.000 euro (cofinanziamento sul Fondo europeo di sviluppo regionale 14.600.000 euro).
Potenziamento dei raccordi
ferroviari - Dalla stazione di Cavatigozzi si stacca un raccordo ferroviario di proprietà della Provincia di Cremona che raggiunge l'area portuale ed alcune aziende insediate lungo in canale navigabile. Si intende ora promuovere l'estensione del raccordo ad altre aziende. II progetto prevede un nuovo raccordo ferroviario finalizzato a realizzare, nella zona industriale del porto di Cremona, una nuova connessione ai servizio dello stabilimento Oleificio Zucchi, un potenziamento per l'Acciaieria Arvedi.
Obiettivi: incrementare il traffico merci su ferrovia laddove viene localizzato il nuovo scalo merci-polo logistico di Cremona. Progetto presentato in partnership con Acciaeria Arvedi e Oleificio Zucchi. Costo totale: 1.997.225. Importo richiesto come cofinanziamento Fesr:988.612 euro.
Terminal intermodale aerea portuale
L'intervento consta di un Terminal tri-modale acqua-ferro-gomma (unico in Italia con affaccio su darsena portuale, già dotata di gru per trasbordo diretto di container da nave a treno) costituito da unì ascio di 5 binari collegato con la stazione di Cava e la linea CremonaCodogno-Milano, piazzali operativi per le operazioni di carico e scarico, pensiline di stoccaggio, impianti di sollevamento e movimentazione. Terminal utile al riequilibrio modale, all'abbattimento delle emissioni nocive, alla competitività delle imprese del nostro 'territorio: il terminal garantirà una riduzione di costi di trasporto del 3O con innalzamento degli standard della logistica ai livelli Ue. Costo totale 17 milioni dieuro.
Trasporto fluviale
Sviluppo del trasporto fluviale e dell'area portuale: ad oggi attracco di quattro chiatte con notevole riduzione di traffico su gomma e inquinamento. Decollo dell'idrovia padano-veneta con trasporto commerciale da Venezia a Cremona (sfarinati e cereali) e implemento merceologico con nuovo container della Fluviomar, togliendo l6mila tir all'anno dalle strade.

Dopo il trionfale annuncio di un investimento di oltre 800 e più milioni di euro (salutato in un comunicato delle autorità cremonesi), l'allarme con molti inquietanti particolari lanciato da oltre un anno da "Il Vascello" su nuove strategie di Oilinvest e quindi sul futuro della raffineria Tamoil, che dipende dalla holding controllata dalla famiglia Gheddafi, non fu accolto certamente con la dovuta tempestività dal sindaco di Cremona Corada e dal Presidente della Provincia Torchio. I due esponenti del territorio non si sono affrettati certamente a chiedere i dovuti chiarimenti, che in pratica oggi hanno finito col non ricevere. Adesso cercano di riparare chiedendo una sollecita definizione delle pratiche per la riqualificazione della raffineria presentate dalla Tamoil agli organi ministeriali . Ma i tempi corrono molto più velocemente all'interno di Oilinvest, che da gennaio ad oggi ha probabilmente cambiato molti orientamenti.

Molte indiscrezioni danno ormai per definito il destino della raffineria Tamoil di Cremona. Oilinvest che è la holding dalla quale dipende il marchio Tamoil ed il destino di tutti gli impianti in Europa, interamente in mano alla famiglia Gheddafi, avrebbe ormai revocato ogni ambizione dare il via all'investimento di 890 milioni di euro annunciato un paio di anni fa per la completa modernizzazione dell'impianto di Cremona e la sua bonifica.

Il fattore determinante è che la raffinazione con gli attuali impianti in funzione a Cremona non è più redditizia e nel contempo i problemi di messa a norma e di bonifica si sono rivelati talmente imponenti che la strategia andrebbe in tutt'altra direzione. Niente Livorno che in quanto a qualità degli impianti pone i medesimi problemi dell'impianto di Cremona, ma ricorrere alla raffineria ultramoderna (leggere le caratteristiche, cliccando qui) di Sannazaro de'Burgundi - Lomellina (proprietà ENI) che ha enormi capacità di lavorazione ancora da sfruttare e che consente di ricavare dal petrolio grezzo quantità ben più rilevanti di prodotti a maggior reddito, portando in secondo piano (addirittura dal 50 al 5%) le lavorazioni residue. In quest'ottica si spiega lo scarso interesse ormai per la pratica di VIA avviata presso il Ministero per l'ammodernamento della raffineria di Cremona (la modesta notizia che il ministero si sarebbe attivato per le procedure relative non va oltre questo formale rassicurazione... Il ministero deve pur dire qualcosa per l'inerzia mostrata ormai da due anni).

Ma c'è di più: la Tamoil non sembra preoccuparsi molto, anzi sotto sotto protrebbe gradire il fluire di notizie apparentemente negative per i suoi interessi (l'ultima, peraltro vecchia di mesi - si veda la denuncia di Legambiente - ma che ha mosso soltanto adesso i carabinieri: riguarda 38 serbatoi che avrebbero delle perdite. La domanda più ovvia che tutti dovrebbero porsi è: perchè non li aggiusta? Non è un problema spaventoso. Non li aggiusta semplicemente perché la raffineria di Cremona non la interessa più. In questo senso, peraltro è a dir poco sorpendente anche la presa di posizione del nuovo assessore all'ambiente che muovendosi esattamente come i suoi predecessori del centro sinistra proclama: state tranquilli, i pozzi di sbarramento funzionano. Ma può un assessore all'ambiente cavarsela così? L'assessore dovrebbe pretendere che non si inquini più e avanzare pretese molto forti in questo senso).

Non si provvede. Un suicidio Tamoil? O una possibile furbizia?

Ambienti competenti sostengono che un provvedimento di chiusura della raffineria sarebbe, tutto sommato, bene accolto da Oilinvest. "Mi hanno imposto di chiudere ed io me ne vado": un bel alibi nei confronti di tutti, in primis dei sindacati. Il silenzio ufficiale assoluto , le dichiarazioni generiche sul suo futuro danno certamente un notevole credito alle indiscrezioni che si raccolgono particolarmente nei Paesi Bassi dove ha sede Oilinvest.

Quale futuro si prospetterebbe, dunque? Un ordinanza di chiusura tout court della raffineria - si è detto - non sarebbe sgradita. Ma appare anche possibile, e sembra la destinazione più probabile, che l'impianto diventi un grande deposito, dopo un opportuno lavoro di bonifica integrale. Questa ipotesi non allontanerebbe radicalmente i problemi e i pericoli di un'area alle porte della città stipata di prodotti infiammabili, ma renderebbe meno traumatico l'abbandono della produzione a Cremona. Si aggiunga che grazie a un accordo con Abibes, la Tamoil continuerebbe a commercializzare, da Cremona, il gas liquido.

Conferma, dunque, delle notizie che il Vascello dà da diversi mesi.

La situazione è pesante sotto il Torrazzo. I dipendenti Tamoil sono in allarme, i sindacati esprimono i soliti, flebili vagiti che giungono a loro volta e come sempre in ritardo, inadeguati, e in un clima di grande confusione (in tutta la vicenda l'azione dei sindacati è stata persino più vacua di quella delle autorità cremonesi).

In questo quadro, entra una denuncia di Legambiente e Isde (medici per l'ambiente) secondo cui i vertici Tamoil non avrebbero diffuso i risultati delle video ispezioni sul sistema fognario della raffineria e nemmeno dati sul funzionamento della barriera idraulica e sulla tenuta dei fondi dei serbatoi ( quest'ultimo problema è tornato a galla, il tutto tocca la salute specialmente dei soci della canottieri adiacenti e dei cremonesi in genere).

Le prospettive potrebbero essere drammatiche. Sarebbero così inquietanti se, venendo a galla, e da anni, la dimensione del problema Tamoil le autorità cremonesi e i sindacati non avessero promosso la cura dei cerotti per curare un cancro, ed avessero invece premuto almeno dal 2003 (e con coraggio) per una ricollocazione della raffineria in una zona più idonea? Nulla invece, silenzio assoluto. O addirittura una sciocca opposizione. Si è messa una coperta tranquillizzante sullo scandalo che via via emergeva. Bodini fece un viaggio in Libia, i dati ambientali vennero tenuti sottotono da Corada come presidente della Provincia e quindi come sindaco, dei rappresentanti dei lavoratori si è detto, l'associazione industriali non si è mai esposta con una parola. Cremona è molto vicina a perdere o comunque dal ridurre fortemente un'altra significativa fonte di lavoro.

Chi dovranno eventualmente ringraziare i 400 e passa dipendenti Tamoil di Cremona (senza includere l'indotto che porta a mille persone coivolte localmente)?

A fronte di questa situazione gli enti locali cremonesi hanno tentato di correre affannosamente al riparo per non essere denunciati un'altra volta di inerzia. Ed hanno lamentato, senza rendersi conto dell'enormità che conferma la politica confusa e deficitaria di cui sopra (perché non hanno protestato per il silenzio?) che neppure il ministero si è fatto vivo con loro dal 5 giugno 2008.

Hanno convocato un summit locale, allora, al quale Tamoil ha risposto con due lettere. Ne parliamo qui sotto.

Gli enti locali approdano solo a una dolente raccomandazione al Ministero che però non si fa più vivo dal 5 giugno 2008

L'atteso vertice locale non produce nulla, la Tamoil si rappresenta con due lettere che hanno qualche significativa diversità tra di loro: dal che sorge un terzo dubbio, Tamoil scarica sul ministero possibili sfavorevoli future decisioni sul destino di Cremona? Ha interesse a che Roma ritardi la pratica? Le due lettere prospettano tutte le vie d'uscita, negano e nel contempo ammettono la chiusura della raffineria cremonese. Si vedrà insomma, come andranno le trattative in corso. E se si dovrà chiudere Cremona, è chiaro che Tamoil ne darà colpa al governo italiano e alla crisi. Gli investimenti da 800 e passa milioni di euro sono in pratica cancellati. Non se ne parla più. Pizzetti: "Bisogna stanarli!". Ma come?

Eccoci allora agli Stati Generali Cremonesi (tutti gli interlocutori locali chiamati) sulla situazione Tamoil sempre più allarmante anche sotto il profilo delle prospettive occupazionali. Ci sono tutti a questi Stati Generali che sembrano proprio , per la loro inermità, quelli convocati a Parigi che diedero origine alla Rivoluzione Francese. Mentre fuori rumoreggiano in molti, mancano infatti gli interlocutori che hanno il potere di dire qualcosa. Ovvero rappresentanti autorevoli di Tamoil. I quali si fanno vivi con due lettere.

Due lettere che però sono la chiave di tutto, se si vogliono leggere in profondità.

Vediamone i passi fondamentali.


Questo lo stato dei fatti e i propositi per l'area Tamoil

Il Ministero per lo Sviluppo Economico intende inserire nel Pss (Progetto Speciale Strategico), su esplicita richiesta della Provincia, anche il sito di Interesse Regionale “Tamoil golena aperta”. Dopo questo passaggio - informa un comunicato ufficiale -"la Provincia ha presentato alla Regione e al Ministero il progetto degli interventi da realizzare nell’area Tamoil, punto nodale di una complessa e ampia operazione di recupero e reindustrializzazione della parte ovest della città di Cremona, alla quale sono collegati interventi di risanamento e bonifica già avviati o in via di definizione. 

Il principale intervento previsto nell’area interessata riguarda la realizzazione di una moderna centrale di cogenerazione, che può essere utilizzata per l’ampliamento del teleriscaldamento nella zona nord ovest della città. Si tratta di una nuova centrale di produzione di vapore ed energia elettrica.

Strettamente connesso all’intervento relativo alla centrale di cogenerazione è l’ampliamento del teleriscaldamento di Cremona, attraverso la realizzazione di un collettore tra la Raffineria Tamoil, la Centrale di cogenerazione di via Postumia e il Termovalorizzatore dei rifiuti, oltre che centrali a gas metano utilizzate per i periodi di punta. Il progetto prevede l’utilizzo del calore proveniente dall’insediamento industriale costituito dalla raffineria Tamoil per il riscaldamento degli edifici allacciati al sistema di Riscaldamento Urbano della città"

Il 23 marzo 2009 Enrico Gilberti (( per conto del direttore generale, impegnato all'estero.... come se non esistessero telefoni, e.mail e fax....! Già questa surrogazione dimostra come non ci si voglia davvero impegnare direttamente con le autorità cremonesi, quasi un fastidio che si lamenta anche in premessa affermando che la lettera delle autorità cremonesi è datata 27 febbraio ma è stata ricevuta da Tamoil il 9 marzo - ndr), Enrico Gilberti, appunto, afferma:

.... vi confermiamo che non è stata assunta alcuna decisione in merito alla nostra raffineria; infatti non ci sono ancora pervenute le autorizzazioni necessarie per dar corso al progetto di upgrading.... una volta ottenute le autorizzazioni, provvederemo a valutare le eventuali prescrizioni. I relativi investimenti, Voi comprendete bene, dovranno essere attentamente rivisti, stante anche la difficile congiuntura finanziaria mondiale, per essere certi che essi siano idonei ad ottenere i necessari finanziamenti ed assicurare il ritorno commerciale a lungo termine. Per quanto concerne l'eventuale interessamento di Tamoil all'acquisto di Livorno... non siamo soliti commentare voci e supposizioni".

Una lettera che, senza bisogno di sottolineature ulteriori, anche un bambino capirebbe,, mette tutti i dipendenti di Tamoil sui carboni ardenti. La Tamoil in pratica si sgancia da ogni impegno precedente e si rende libera di fare quello che vuole. Qui non si parla lontanamente di un conferma della raffineria di Cremona.

Conferma che pare giungere, invece, da una seconda lettera datata 2 aprile, che stavolta porta la firma proprio del direttore generale di Tamoil Raffinazione spa, il libico M.Abulaiha, dove si scrive esplicitamente:

"Riteniamo fornire assicurazioni.... circa l'interesse della nostra Azienda a dare continuità e sviluppo alla Raffineria di Cremona".

Dice quello che non aveva affermato esplicitamente Enrico Gilberti. Ma attenzione, ecco subito dopo la doccia fredda:

"Questo però.... è subordinato a che la nostra richiesta di autorizzazione presentata il 30 gennaio 2008 ai Ministeri competenti, venga approvata e che le eventuali prescrizioni alle quali la stessa fosse subordinata siano giustificate sul piano tecnico e sostenibili economicamente, anche in relazione all'andamento del mercato".

Le autorità cremonesi lamentano di non essere più state chiamate dal ministero dal 5 giugno 2008! E adesso, quasi un anno dopo, si affrettano a chiedere interventi del ministero. Grande tempestività.

Ma si legga bene la seconda parte della lettera di mister M. Abulaiha e la si traduca: "... il ministero italiano non si fa vivo...". Dunque se tutto dovesse saltare, la responsabilità sarebbe italiana, non è Tamoil che ha abbandonato Cremona, è costretta a farlo. Con un sospetto: nel procedere delle trattative di Tamoil verso altri obiettivi, non farà comodo che il ministero stia in silenzio? Nei fatti Tamoil si è liberata di ogni impegno, compreso il piano da 800 e passa milioni di euro su Cremona salutato trionfalmente dalle nostre autorità e a sua volta dimenticato per mesi, nonostante anche le sollecitazioni del nostro giornale in particolare a Corada, a Torchio, ai sindacati ad approfondire, a darsi da fare, in sede Oilinvest, il cuore decisionale di tutto, scomparso letteralmente nel procedere della vicenda.

Quando parliamo di 800 milioni di euro che possono essersi volatilizzati, ecco infatti, la seconda precisazione di Abulaiha. Mettiamo il caso che finalmente a Roma si proceda.: " le eventuali prescrizioni devono essere compatibili con la crisi, con il ritorno commerciale, con la sostenibilità economica". A questo punto che vale la premessa del direttore generale libico? Nulla. Tutto è possibile, Tamoil si riserva di fare quello che vuole. In relazione alle trattative che ha in corso.

"Bisogna stanarli": ha affermato amaramente l'on. Luciano Pizzetti. Ma come? Con una tardiva lettera al ministero delle nostre autorità? Campa cavallo.


La raffineria in città, una bomba inquinante, dati ufficiali impressionanti

E' in linea anche la Tabella INES 2006

Difficilmente leggibile, è comunque in linea la tabella ministeriale INES 2006. Il Registro INES contiene informazioni su emissioni in aria e in acqua di specifici inquinanti provenienti dai principali settori produttivi e da stabilimenti generalmente di grossa capacità.


Più orgfacilmente leggibili, un nostro affezionato lettore, Carlo Inzaghi, mette in tabella le emissioni in acqua e aria (espresse in kg e Mg per anno). Commenta: "oltre al nichel in acqua abbiamo una nuova entrata, il selenio nell'aria: sarebbe interessante conoscere gli effetti sulla salute di questa "miscela" che ci viene regalata, ma forse sono io che sbaglio, dovrei dire che siamo fortunati, il selenio infatti è ottimo per la salute (elimina i radicali liberi...). "

Così il dato 2004 nel registro europeo delle polluzioni

Questo registro è in fase di rielaborazione secondo le nuove direttive emesse dalla Unione Europea e viene annunciato che ai primi
del 2009 saranno comunicati i dati del 2007. Non sono quindi disponibili aggiornamenti dopo la tabella qui sotto. L'update in tabella si riferisce all'intero sito EPER, non alla tabella specifica che risale invece al 2004.



I nuovi dati dell'inquinamento secondo i parametri usati dalla UE, raffronto prezioso:
sottoposto ai politici di maggioranza e minoranza, non hanno battuto ciglio


Abbiamo recuperato sul sito ufficiale del Ministero un documento eccezionale e aggiornato al 2005 (l'ultima data disponibile), in pratica di attualità perché non si possono immaginare sostanziali variazioni: le emissioni della raffineria Tamoil(cliccare qui per chi voglia verificare sul sito ministeriale). E all'interno abbiamo aggiornato i dati all'ultimo rilevamento dell'Unione Europea (per chi voglia verificare, qui il link). Ecco la tabella ministeriale: e c'è da spaventarsi con l'impianto a ridosso della città. Dati fuori, anche di dieci e più volte rispetto al consentito. Si guardi al benezene, alle polveri sottili, all'ossido di zolfo, agli ossidi di azoto. Nessun parametro è a norma: peggio, tutti sono da emergenza assoluta! Qualcosa è migliorato con il trascorrere del tempo, ma i dati di partenza della analoga denuncia UE (2001) sono impressionanti e li assorbiamo da decine d'anni. Nel silenzio generale. Si valuti la percentuale di tumori per renderci conto che può esserci qualche nesso. Di questi dati ufficiali, tranquillamente reperibili sui siti ministeriali e dell'UE, nessuno ha detto ne ahi ne bai. Tutto rimandato alla prossima emergenza. Clicca qui per i dati UE e del Ministero al completo.


La Magistratura e gli avvisi di garanzia ai vertici della Raffineria

Sei anni dopo l'autodenuncia e la pubblicazione dei dati sulla polluzione dell'UE - Un "inquinamento grave" dai fusti sotterrati ed esteso all'area golenale delle Canottieri Bissolati e Cral Tamoil
La buona notizia è la conferma che l'acquedotto non corre rischio di inquinamento da idrocarburi

Si moltiplicano gli aspetti sconcertanti della vicenda Tamoil. L'azienda petrolifera si autodenuncia nel 2001. Da quella denuncia l'UE pubblica i dati sulla polluzione aerea e nel terreno della Raffineria di Cremona. Ma nessuno negli enti locali fa accertamenti, neppure legge i dati pubblicati dall'Unione Europea che sono davvero desolanti. Eppure ci sono continue segnalazioni dei miasmi da idrocarburi che si propagano spesso soprattutto nella zona Po della città. Ma Comune e Provincia non battono ciglio, appunto. Ed anche oggi affermano che non sapevano nulla. Il che è davvero scandaloso.

Da questa situazione desolante l'ultima notizia proveniente dalla magistratura: a seguito immaginiamo della denuncia Tamoil ma anche, ci auguriamo, come doveroso seguito della denuncia presentata dagli ambientalisti quando il guaio viene a galla, la Magistratura, se dio vuole, apre un'inchiesta. Sei anni dopo l'autodenuncia la lacuna nello scorso settembre è stata finalmente colmata. Il pm Cinzia Piccioni ha fatto partire gli avvisi di garanzia per i vertici Tamoil e affidato la materia ai propri periti.

Gli avvisi di garanzia non sono certo ingiustificati. Eccoci, in questa metà maggio 2008 alle conclusioni dei periti: "Se dall'ARPA sono venute rassicurazioni ( peraltro non da tutti condivise) sulle emissioni in aria dalle falde inquinate, la situazione Tamoil non si può considerare tranquilla per neppure per i soci della canottieri. La consulenza tecnica affidata lo scorso settembre dal sostituto procuratore Cinzia Piccioni è giunta alla conclusione seguente: "Si conferma il gave inquinamento sotto la Tamoil, che ha superato i confini catastali della raffineria "estendendosi all'area golenale delle canottieri con particolare riferimento al Cral Tamoil e alla Bissolati. Sono stati rinvenuti rifiuti pericolosi cancerogeni nei fusti sotterrati tra il 1980 e il 1994. "I dati sono ormai poiuttosto pacifici, non sono opinabili.

Il Pm dà atto alla Tamoil di essersi attivata dopo l'allarme dello scorso anno, ma non invita a conclusioni trionfali perchè l'effetto bonfica dell'area si manifesterà in decenni. Comunque il PM ha rilevato la "piena eficienza della barriera idraulica, sono già stati aspirati più di 250 mila litri di idrocarburi..., ma bisognerà attendere che tutto il prodotto liquido venga aspirato per valutare quali saranno le concentrazioni residue lasciate dal prodotto stesso".

Confermato, invece, ed è una buona notizia, che per l'acqua dell'acquedotto non c'è alcun rischio di inquinamento da idrocarburi.

E se la Raffineria Tamoil va a fuoco?

Cosa fare, come difendersi, dove fuggire. Vai




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di Gio, 16 lug 2009