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E se la Raffineria Tamoil va a fuoco?

Cosa fare, come difendersi, dove fuggire

L'incidente di martedì 10 aprile alla Raffineria Tamoil, se in se stesso non sembra aver avuto conseguenze gravi se non la fermata dell'impianto per un paio d'ore, torre principale a parte, tuttavia ha posto in modo molto serio i cittadini di fronte alla domanda. Se la Raffineria va a fuoco ( non dimentichiamo anche l'eventualità dell'attantato) come debbono comportarsi i cittadini cremonesi? Esiste un piano di emergenza che francamente può solo limitare i danni. Il rischio alle porte della città in una zona densamente abitata e scarsamente tutelata da un bosco (per non parlare della società canottieri, totalmente esposta) è in realtà tale da configurare scenari da incubo. Ma restiamo al piano di protezione, che comunque deve essere conosciuto e preso molto sul serio. Risale al 5 gennaio 2004. Non è dunque giovanissimo e meriterebbe qualche consistente revisione, ma è quello che attualmente esiste.



Fumi per l'incidente del 10 aprile 2007 alla Raffineria Tamoil. Si noti come il complesso ad altissimo rischio - sul punto di passare ad altra proprietà - incombe sulla città, in modo estremamente preoccupante nell'eventualità di un incidente grave o di un attentato. La foto è dell'architetto Simona Saccani ed è stata scattata dal balcone della sua casa.

Passo a passo il piano di emergenza

Mezzi di segnalazione di incidenti


La Raffineria di Cremona è dotata di un sistema di allarme acustico costituito da sirene. Detto sistema di allarme è previsto al fine di consentire l'allertamento della popolazione residente all'esterno dell'impianto.
Le procedure di allarme previste nel Piano di Emergenza Esterna prevedono in particolare, che l'allarme sia dato immediatamente a seguito del verificarsi delle ipotesi incidentali che potrebbero determinare gli scenari incidentali più gravosi sotto il profilo della tutela della popolazione.
L'allarme mirato ad allertare la popolazione è articolato con un suono intermittente, della durata di tre minuti.

L'attivazione della sirena compete, salvo casi particolari, al Tecnico di Turno, il quale decide in merito secondo le istruzioni contenute nel Piano di Emergenza Esterno.
Il segnale di allarme dato per mezzo di sirena segnala la situazione di potenziale pericolo in seguito alla quale la popolazione interessata dovrà assumere un comportamento tale da ridurre al minimo o eliminare le possibili conseguenze derivanti dalla predetta situazione di pericolo.

Comportamento da seguire

Al SUONO della SIRENA INTERMITTENTE per una durata di oltre tre minuti la popolazione residente nel raggio di 700 metri deve cercare immediatamente RIPARO AL CHIUSO nelle rispettive abitazioni seguendo le seguenti istruzioni:


cercare immediatamente riparo nella propria abitazione o nell'edificio più vicino; gli edifici sono la migliore difesa contro le alte temperature e le onde di pressione provocate da incendi o esplosioni;
chiudere porte, finestre, prese d'aria e stare al riparo da porte e finestre in vetro;
non usare apparecchi che possono formare scintille; non fumare e spegnere qualsiasi fiamma;
non usare il telefono se non per assoluta necessità; le linee telefoniche dovranno essere a disposizione dei soccorsi;
disattivare l'impianto elettrico;
interrompere l'erogazione di gas;
non uscire: la strada è il luogo più esposto ai pericoli.


In ogni caso compete al Prefetto dichiarare lo stato di emergenza e rendere note, attraverso un comunicato stampa ed altri sistemi di informazione (altoparlanti), le misure adottate a tutela della pubblica incolumità.
Le misure di sicurezza adottate a seguito della dichiarazione dello stato di allarme o di emergenza possono cessare solo a seguito di dichiarazione di cessato allarme o di cessata emergenza.
Quest'ultima compete esclusivamente al Prefetto il quale vi provvede mediante decreto e, quindi, a mezzo di comunicati stampa che ne diffondono il contenuto.
La popolazione direttamente coinvolta dalle misure di sicurezza verrà a conoscenza della dichiarazione del cessato allarme con le stesse modalità con le quali è stata allertata: la cessazione dello stato di allarme esterno o di emergenza esterna a seguito del quale sia seguita la misura del riparo al chiuso, è data a mezzo di sirena avente suono continuo della durata di tre minuti; la comunicazione di cessato allarme a seguito di un'evacuazione è data a mezzo della predetta sirena, di altoprlanti e delle radioemittenti locali.


Nella simulazione a destra: ipotesi di incendio di una cisterna, ipotesi di propagazione del fuoco in raffineria. Come si noterà le fasce gialle vanno ben oltre il confine della raffineria, investono i boschi filtro e le Canottieri per primi.

Posti di blocco e aree di sicurezza

Il piano dei posti di blocco da effettuare nei pressi della Raffineria, mirati ad assicurare il controllo del traffico in caso di incidente rilevante, ha una duplice valenza: consentire il rapido deflusso della popolazione e bloccare il traffico in entrata, qualora sia stata disposta l'evacuazione della zona (700 m. ambito del P.E.E. 2003), ma anche quella di cooperare con le altre componenti di Protezione Civile quando sia stato impartito l'ordine di non abbandonare le abitazioni. I posti di blocco dovranno essere effettuati a cura delle Forze di Polizia, ivi comprese quelle della Polizia Locale del Comune di Cremona.
I posti di blocco, che potrebbero subire delle modifiche secondo le necessità determinate dall'emergenza, sono stati suddivisi in posti di blocco di prima e seconda categoria; i primi corrispondono a quelli che, per ragioni di sicurezza, devono essere effettuati in via prioritaria; i secondi hanno un grado di priorità inferiore rispetto ai primi, in quanto, anche se effettuati meno tempestivamente, non pregiudicano in modo significativo il buon esito degli interventi mirati alla tutela della pubblica incolumità.

I posti di blocco previsti sono:
A cura della Polizia Locale di Cremona
1/A - tangenziale-svincolo S.S. n. 415, con il blocco della circolazione sulla carreggiata occidentale della tangenziale a partire dallo svincolo della strada statale ed una deviazione del traffico verso il tratto settentrionale della tangenziale (divieto di transito verso Sud);
1/B - via Sesto incrocio con la tangenziale, impedendo il passaggio sulla rampa che da via Sesto consente l'immissione sulla tangenziale e facendo proseguire il traffico lungo la via Sesto (divieto di transito in direzione Sud);
1/C - S.S. n. 234 incrocio con via P. Corazzi, con il blocco del traffico sulla strada statale, all'altezza di via P. Corazzi, facendo proseguire il traffico verso Ovest (con divieto di transito verso Est); con il presidio dell'eliporto su piazzale Piacenza e dei punti di convergenza su parking Corazzi, ex Aselli e Centro Sportivo Stradivari.


A cura dei Carabinieri
2/A - S.S. nr. 234 incrocio con via Picenengo, con il blocco della circolazione sulla strada statale all'altezza dell'incrocio con via Picenengo in direzione Est, ed incanalando il traffico verso Nord (via Picenengo) e Sud (zona industriale Porto Canale);
2/B - S.S. nr. 234, incrocio con via Sacco e Vanzetti, con il blocco della circolazione sulla strada statale, all'altezza dell'incrocio con via Sacco e Vanzetti, respingendo il traffico verso Est (con divieto di transito verso Ovest e verso Sud) e presidiando i punti di convergenza sull'area del Seminario ed il relativo oratorio;
2/C - via Trebbia incrocio con via Ciria, con il blocco della circolazione su via Trebbia, ed incanalando il traffico verso Sud e verso Est (dividendo il transito verso Ovest via Monviso);
2/D - via Eridano incrocio V.le Po, istituendo il divieto di accesso a via Eridano da v.le Po, e deviando il traffico verso la SS. n. 10 o verso via del Sale (con divieto di transito verso Nord), presidiando l'eliporto e il punto di convergenza sul parco impianti sportivi comunali.


A cura della Polizia di Stato (Questura)
4/A - via Riglio c/o Mandracchio, con il blocco della circolazione su via Riglio all'altezza del mandracchio del Porto di Cremona, respingendo il traffico verso Ovest (con divieto di transito verso Est).

A cura della Polizia Stradale
3/A - ex S.S. 234 incrocio S.P. n. 47, con il blocco della circolazione sulla strada statale n. 234, all'altezza dell'incrocio con la strada provinciale, in Comune di Grumello Cremonese, e deviando il traffico pesante verso Sud (con divieto di transito verso Est);
3/B - S.S. nr. 10 incrocio S.P.7 (S.S. nr. 588 "dei due porti"), con il blocco della circolazione sulla S.S. nr. 10, in Comune di Castelvetro Piacentino, incanalando il traffico pesante verso la A21(divieto di transito direzione Nord).

Il Prefetto può disporre, a mezzo delle risorse disponibili, un controllo del traffico e, se necessario, anche il blocco del medesimo, sulla via Giuseppina, sulla via Giordano, su via Massarotti e su v.le Po.
Misure analoghe alle precedenti potranno, quindi, essere adottate anche sulla S.S. 415 "Paullese" e sulla S.P. 234 "Codognese".

Aree di sicurezza

Qualora il Prefetto ravvisi la necessità di EVACUAZIONE, e la disponga, la popolazione interessata dopo averne ricevuta comunicazione a mezzo altoparlanti dovrà procedere seguendo le seguenti istruzioni:
abbandonare le abitazioni e dirigersi a piedi verso le zone di "raccolta temporanea" dove appositi mezzi del Comune e dell'A.E.M. trasferiranno le persone coinvolte presso l'area dell'Ente Manifestazioni Fieristiche di Cremona p.zza Zelioli Lanzini o presso lo stadio "Zini" di via Persico o presso il Campo Sportivo di via S. Quirico;
evitare la formazione di fuoco o scintille, non fumare e spegnere qualsiasi fiamma;
se necessario, respirare proteggendo la bocca con un panno bagnato;
usare l'automobile esclusivamente per trasporto di bambini, anziani, persone inabili o malate; - sospendere l'evacuazione e ritornare nelle proprie abitazioni solo a seguito del segnale di cessato allarme.

Le zone di "raccolta temporanea" individuate sono:
zona piscine comunali ovvero piazzale Azzurri d'Italia;
parking ditta Corazzi, via Milano;
parking Centro Sportivo "Stradivari" via Milano;
parking Istituto di Agraria ex Aselli di via Milano;
parking antistante l'oratorio del Seminario di via Milano;

I gestori delle attività industriali ed artigianali site in prossimità dell'azienda, fino alla distanza di 700 m. dalla medesima, ricevuto il segnale di allarme esterno dovranno procedere alla messa in sicurezza dei relativi impianti e disporranno che il personale operi le misure di protezione raccomandate dai segnali di allarme ricevuti.

Mezzi di comunicazione previsti

All'interno dello stabilimento i mezzi dei comunicazione utilizzabili in emergenza sono:sirena d'allarme
reti telefoniche interna ed esterna rivolti all'esterno: sirena di allarme.

Presidi di Pronto Soccorso

I presidi di pronto soccorso esterni allo stabilimento disponibili per la popolazione e previsti nel Piano di Emergenza Esterna sono:
Comando provinciale dei Vigili del Fuoco
Ospedale Civile di Cremona.

La raffineria ENI di Sannazzaro de' Burgundi, qui finiranno quasi di sicuro le lavorazioni della Tamoil Cremona


Nella prima metà degli anni ’60, sul terreno allora agricolo della cascina Cantaberta, iniziarono i lavori di costruzione di quella che un trentennio più tardi sarebbe diventata una tra le più importanti e complesse Raffinerie d’Europa. Perché a Sannazzaro de' Burgondi, un paese della Lomellina a carattere prevalentemente agricolo? Principalmente per la sua posizione geografica strategica, essendo situato vicino agli svincoli autostradali delle tratte Genova-Milano e Torino-Piacenza e sulla linea ferroviaria Pavia-Alessandria, ma soprattutto perché al centro del triangolo industriale Milano – Torino – Genova che rappresentava negli anni ’60, e rappresenta ancora adesso, una delle zone economiche ed industriali più importanti d’Italia.
Con una capacità di raffinazione primaria bilanciata di 170 mila barili/giorno e un indice di conversione del 46,2% la Raffineria di Sannazzaro è una delle raffinerie più efficienti d'Europa. Situata nell'area sud occidentale della Pianura Padana, tra i fiumi Po e Ticino rifornisce principalmente i mercati dell'Italia nord occidentale e della Svizzera.

L'elevata flessibilità della raffineria consente di lavorare un'ampia varietà di greggi costituita da greggi russi, africani e asiatici, il greggio CPC Blend proveniente dal Mar Caspio attraverso l'oleodotto CPC, nonché il greggio del vicino giacimento Eni di Villafortuna.

Dal punto di vista logistico, la raffineria si colloca lungo il tracciato dell'Oleodotto dell'Europa Centrale che collega il terminale di Genova con la Svizzera francese. La raffineria dispone di due impianti di distillazione primaria e di una unità di vacuum. La conversione si attua attraverso l'unità di cracking catalitico a letto fluido (FCC), l'unità di conver sione distillati medi mild hydrocracking (HDCK) e l'unità di conversione termica visbreaking.

Completano il ciclo produttivo i due impianti di reforming catalitico, l'impianto di isomerizzazione, l'alchilazione, l'impianto MTBE e tre impianti di desolforazione dei distillati medi e uno per le nafte da cracking.

Nel 2005 è proseguita la realizzazione dell'unità di gassificazione del tar (residuo pesante da visbreaker) per la produzione di gas di sintesi destinato all'alimentazione della vicina centrale termoelettrica EniPower di Ferrera Erbognone.

Entro il 2009 è prevista la costruzione di una nuova unità vacuum da 50 mila barili/giorno. Le nuove unità consentiranno di incrementare ulterior mente la flessibilità di approvvigionamento della raffine ria attraverso la possibilità di raffinare maggiori quanti tativi di greggi a più elevato tenore di zolfo (ATZ) e di aumentare le rese in prodotti pregiati. Gli investimenti previsti ammontano a 400 milioni di euro.

È in corso la valutazione di dettaglio per la realizzazione di un impianto della capacità di 20 mila barili/giorno che utilizzerà la tecnologia Eni Slurry Technology (EST - v. il capitolo "Tecnologie Innovative") per la lavorazione di greggi extra-pesanti e di sabbie bituminose.

L’impegno della Raffineria non è però rivolto soltanto alle esigenze di produzione, ma, in linea con le politiche societarie dell’Eni, anche a garantire la sicurezza e la salute nelle proprie attività, a salvaguardare l’ambiente, ad assicurare un buon rapporto con il territorio.

Per questo la Raffineria si è dotata di efficaci strumenti gestionali, quali un complesso Sistema di Gestione della Sicurezza ed un Sistema di Gestione Ambientale che ha ottenuto la Certificazione Internazionale ISO 14001.

La quantità di greggio ricevuta da Genova, proveniente via nave principalmente da Russia, Africa, Nord Europa, e Medio Oriente, ammonta a circa il 90%. La restante quantità proviene dal giacimento di Villafortuna presso Trecate (NO), anche essa mediante apposito oleodotto.

La Raffineria dispone di un parco di 170 serbatoi per una capacità complessiva di stoccaggio di oltre 2,3 milioni di metri cubi. Il greggio viene suddiviso in base alle caratteristiche e stoccato in 11 serbatoi aventi capacità unitaria di 35 mila e 120 mila metri cubi.

Il greggio ed i vari prodotti vengono stoccati in serbatoi di diversa tipologia. Per evitare la formazione di miscele esplosive da idrocarburi ed aria, i prodotti volatili, quali il petrolio greggio, la benzina ed il kerosene, vengono stoccati in serbatoi a tetto galleggiante, tutti dotati di doppia tenuta ad anello liquido per evitare evaporazione di idrocarburi leggeri nell’ambiente. In particolare i serbatoi di kerosene a tetto galleggiante sono dotati di una ulteriore copertura per evitare contaminazione da acqua piovana. Per i prodotti più pesanti, quali gasolio ed olio combustibile, si ricorre invece a serbatoi a tetto fisso. I serbatoi per lo stoccaggio dei prodotti pesanti ad alta viscosità, quali bitume ed olio combustibile, sono coibentati e dotati di impianto di riscaldamento con vapore e/o olio diatermico.

Tutti i serbatoi sono protetti da dispositivi antincendio e sono circondati da appositi argini di protezione che costituiscono i cosiddetti bacini di contenimento necessari a contenere, in caso di grosse perdite, il prodotto stoccato nel serbatoio stesso.

Lo stoccaggio del Gpl avviene in particolari strutture a pressione separate e protette. Dal 2000 la Raffineria ha predisposto uno stoccaggio di Gpl che fa uso di sigari tumulati.

La Raffineria di Sannazzaro copre il fabbisogno di prodotti petroliferi di gran parte della Lombardia, del Piemonte, della Liguria e dell’Emilia, utilizzando un sistema misto di trasporti: oleodotti, autobotti, e ferrocisterne. Inoltre vengono riforniti alcuni depositi in Svizzera ed Austria. Il 75% dei prodotti viene spedito attraverso oleodotti che collegano la Raffineria ai grandi depositi di Rho (MI), Volpiano (TO), Fiorenzuola (PC), Arquata (GE) e Genova.

Per il caricamento via autobotti, la Raffineria dispone di 30 pensiline dalle quali possono essere caricati tutti i tipi di prodotto. Le operazioni di carico e pesatura hanno raggiunto un elevato livello di automazione che consente di avere una movimentazione media di 300 autocisterne al giorno.

Altre pensiline consentono inoltre di caricare fino ad 60 cisterne su rotaia, movimentate nel raccordo ferroviario interno allo stabilimento.




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di Lun, 13 lug 2009