Le immagini (e le inchieste) dei reporter e dei lettori de "Il vascello" ©


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Cremona protesta 2

Italia Nostra allarmata per un altro attentato al panorama di Cremona e rischi idreogeologici

Alle porte di città un buco di oltre 22 ettari, profondo 20 metri, per cavare 1milione 410mila m3 di sabbia e ghiaia!

Reazione del Comune di Cremona : toglietela dal Piano Cave della Provincia! Non è ammissibile
La domanda giunge alla Provincia da "Stradivaria", la società costituita da Centropadane e altre società bresciane e bergamasche promotrici dell' autostrada Cremona - Mantova - Il terreno è stato recentemente ceduto dal proprietario cremonese a un bresciano, Sandro Fabrizio Lingiardi- Da notare che nei pressi esistono il budrio Vacchelli e la cava dismessa oggi pesca sportiva sortita da un analogo scavo quando si costruì ( in condizioni urbanistiche diverse) la Cremona - Brescia - Di prospettiva - denuncia Italia Nostra - pericoli per le scarpate e, ad estrazione esaurita un grande buco che "Stradivaria" promette di tipo... naturalistico - Guastata la visione di San Sigismondo ed anche, seppure in tono minore, quella del Torrazzo - Dopo il panorama dal Po, la minaccia dunque di un'altra prospettiva della città profondamente alterata dall'enorme cava, "i laghi di Cremona"- Ma stavolta il Comune di Cremona ha reagito con il dovuto rigore

Una buona notizia. Il Comune di Cremona non ci sta. Lo conferma una nota dopo la Giunta che si è tenuta questo mercoledì.

Ieri avevamo dato notizia che proprio una società di ispirazione cremonese, basta il nome "Stradivaria" ovvero la coalizione di Centropadane con società bergamasce e bresciane per la realizzazione della autostrada Cremona - Mantova ha presentato alla Provincia di Cremona richiesta di autorizzazione per la realizzazione di un enorme buco alle porte della città, il più grande mai visto dalle nostre parti, una cava gigantesca tra la zona dell'inceneritore e l'autostrada, di fianco all'inutile tangenzialina.

Bastano le cifre: dimensione di oltre 22 ettari, profondità di 20 metri il tutto per cavare quasi un milione e mezzo (esattamente 1 milione e 410 mila m3 di ghiaia e sabbia. Non solo un guasto alla campagna verde sottostante. Il proprietario cremonese l'ha venduta ad un veloce imprenditore bresciano Sandro Fabrizio Ligiardi, che deve aver fatto con prontezza i suoi bravi conti. Pure un buco immenso sulla prospettiva panoramica diretta dell'abbazia di San Sigismodo, che negli interessi cremonesi non è più un gioiello della città , ma un monastero di clausura, e sull'altra prospettiva (dall'autostrada, quella che si gode dall'area di servizio), la visione del Torrazzo che occhieggia tra le piante attorno al combustore.

In questa indifferenza (strategica) della "Stradivaria" si è però inserita una crepa: il Comune di Cremona ha solennemente bocciando la proposta facendo proprie gran parte delle osservazioni che nel frattempo gli erano giunte da italia Nostra (e che riferiamo qui sotto).. Forse il nostro settore urbanistico e la Giunta Corada tutta non hanno ha poi dimenticato di essere stati troppo di manica larga con il quartiere di via Del sale. Resterà poi da supportare la riaffermata ambizione di guastare il panorama di Cremona con la tangenziale sud, nel pieno del parco del Po e del Morbasco.

Il Comune di Cremona non c'è stato e Italia Nostra ha presentato un dettagliatissimo eposto alla Provincia, alla Regione di Cremona e alla Soprintendenza. Qui invita Torchio e C. a stralciare quest'area dalla revisionanda stesura del Piano Cave per ben sette ragioni.

1) l'enorme ingombro ambientale; 2) la posizione di eccezionale interesse paesaggistico che rischia di essere deturpata per anni dai lavori di coltivazione della cava e dalla incerta futura sistemazione del terreno; 3) il netto contrasto con le disposizioni di tutela ambientale che salvaguardano la visione del Torrazzo come "luogo di identità",poi il vincolo ambientale del 13 febbraio 1981 che tutela i terreni circostanti la basilica di S. Sigigmondo, l'inclusione del contesto interessato nel piano locale di interresse sovracomunale del Po e del Morbasco.

Italia nostra aggiunge: 4) decisamente singolare appare poi la scelta di collocare tale Cava a cavaliere di una strada di recente impianto (via Campanella) appositamente creata per collegare via San Rocco con la tangenziale urbana: si ha ragione di ritenere che la stabilità del fondo stradale possa ricevere significative compromissioni; 5) l'ambito idrogeologico caratterizzato in parte da diverse zone umide potrebbe venire sconvolto; 6) la cava è ai piedi della vecchia discarica dei rifiuti solidi urbani sciaguratamente collocata in golena del Cavo Morta, con possibili ulteriori sconvolgimenti di una situazione già tutt'altro che tranquilla; 7) il nuovo PGT di Cremona carica giustamente di attenzioni ambientali e urbanistica il contesto interessato.

Giusta la domanda di ieri: come potrebbe ora il Comune di Cremona dare il proprio assenso a una siffatta macroscopica alterazione ambientale? La risposta della Giunta ha confortato la nostra domanda. Nella zona da notare che esistono già il budrio Vacchelli e la cava dismessa oggi pesca sportiva sortita da un analogo scavo quando si costruì ( in condizioni urbanistiche diverse) la Cremona - Brescia.

Ecco la visione satellitare dellla zona, delimitata in rosso l'area della gigantesca cava, le frecce verdi indicano le prospettive paesaggistiche che appaiono anche nelle foto grandi.

Naturalmente la cava non è stata ancora cancellata. Ma siamo sulla buona strada. Una notizia che fa tirare anche al Vascello un sospiro di sollievo.

L'area parking da via Dante: l'abbattimento degli alberi è in una parte già avvenuto (foto A. Leoni ©)

Anche in via Orti Romani scempio di verde? Sì, purtroppo

Caro Direttore,
Vorrei segnalare l’ennesimo scempio perpetrato ai danni della nostra città. Da qualche giorno sull’angolo d’accesso a via Orti Romani è stata innalzata una palizzata volta a coprire i lavori (e le brutture) che verranno effettuati in loco. Tra l’altro la palizzata ha incorporato anche il marciapiede ed occlude la vista del semaforo agli automobilisti. Ora io mi chiedo dove passeranno i pedoni che devono procedere nei due sensi dato che anche dalla parte opposta c’è il cantiere?
Ma questo è solo un aspetto marginale del problema che coinvolge principalmente il verde che nella zona è florido e lussureggiante (come può vedere dalla foto che Le invio in allegato). Tali piante decennali saranno tagliate e sacrificate sull’altare dei parcheggi. Ma non è la vicina via Dante diventata un immenso parcheggio? Credo che dietro tale operazione, come sempre accade, ci siano degli interessi economici da soddisfare ma non è possibile una volta tanto far emergere il bene comune il bene pubblico l’esigenza di avere una città accogliente, gradevole e finalmente a misura d’uomo così come l’abbiamo immaginata tutti noi ?
E’ per questo che rivolgo un accorato appello ai responsabili, al sig. Sindaco Oreste Perri, all'assessore Carlo Malvezzi che conosco e stimo affinchè si prendano a cuore la questione e, con i mezzi a loro disposizione, evitino questo ennesimo scempio.

Dr. Gabriele Zambelloni, Via Orti Romani 14, Cremona

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Lo "scempio denunciato dal lettore è la conseguenza di una indifferenza urbanistica della giunta di sinistra, solo dilettantisticamente attenta ai dettagli e priva di una visione complessiva della città che ha prodotto danni ben più gravi di quelli denunciati dal lettore. Ne parliamo nel servizio sulla colata di cemento nel cremonese. Guardiamo come passo a passo e a forza di concessioni viene ridotto da anni viale Trento Trieste che un tempo, pare impossibile a veder come è ridotto era la passeggiata elegante, in carrozza ed a piedi, della società bene di Cremona, sorto a compensazione dell'abbattimento delle mura (questa storia si può leggere per intero in un servizio del 2006 del Vascello, con splendide fotografie d'epoca, cliccare qui).

Nel caso specifico citato dal lettore, purtroppo, con la buona volontà, che va riconosciuta di assecondare la Banca del Cremonese nell'obiettivo di dotare via Dante di un parcheggio pubblico (ma anche privato , ce ne siamo occupati nei giorni scorsi, si può rileggere), non si è tenuto conto che nell'area prescelta, privata, esistevano molti alberi di qualità. E con totale leggerezza, se ne è consentito l'abbattimento. L'impresa che sta effettuando i lavori ha già questo permesso da anni. Finora ha abbattuto (ufficialmente) due alberi, forse ma non è garantito, a fronte delle proteste ne salverà un paio dei restanti che appaiono nella fotografia qui sopra. Di sua volontà, peraltro. Perché il completo abbattimento di ogni essenza sarebbe autorizzato. Colpa del Comune, ma anche indifferenza dei progettisti ad ogni problema ambientale. Mettiamoli sotto torchio anche loro, per favore.  



Abbattimento di alberi per il parking di via Orti Romani

Il taglio di alberi all'Istituto Stanga: tutto normale?

Caro Direttore,
siamo un gruppo di insegnanti e personale tecnico-amministrativo dell’Istituto Tecnico Agrario “Stanga”. Il nostro istituto, che condivide lo stabile dell’ex sanatorio G. Aselli di via Milano 24 con l’Università di Economia Agroalimentare, era separato dall’area Tamoil da un bosco di grandi piante che svolgevano una duplice funzione: arricchivano l’ampio parco della struttura e filtravano, per quanto possibile, le emissioni della raffineria. Dalla nostra scuola ammiravamo una meravigliosa barriera verde che ci impediva di vedere le cisterne e le altre strutture della Tamoil di cui siamo confinanti. Dalle vacanze di Natale sono iniziati i tagli: gli alti alberi sono caduti, qualcuno in effetti è rimasto, ma ora possiamo vedere benissimo la raffineria.

Il consigliere Ladina ha presentato in Provincia (vedi allegato) un’interrogazione per sapere il perché di questa decisione: gli alberi erano malati? Di quale malattia soffrivano? Non era possibile potarli e curarli nel corso del tempo come avviene negli altri paesi europei? Immaginiamo che, come già successo per l’interrogazione sul taglio dell’albero di via Rosario, fra tre mesi il Presidente della Provincia scriverà una lettera al consigliere interessato. Per il maestoso pioppo di via Rosario (vedi risposta allegata prot. 1908 del 13/1/2009 all’interrogazione del 17/10/2009), abbiamo con gran soddisfazione saputo che: c'era un bosco, la Commissione paesaggio provinciale ha detto "trasformatelo, ma salvate il pioppo". Raso al suolo il bosco (si chiama in codice "trasformazione area boscata") e rimasto, il solo pioppo, la zona non era più in "area vincolata paesisticamente" e quindi soggetta a provvedimenti urbanistico-edilizi comunali. In Comune qualcuno molto sensibile all’ambiente ha dato il nulla osta all'abbattimento. Inoltre il pioppo per sua sfortuna non era censito come albero monumentale e, anche se lo fosse stato, non si poteva tutelare perchè la Legge regionale n. 10 del 31/3/2008 rimanda la definizione di "albero monumentale" a successiva delibera che, ad oggi, non è stata emanata.
Ora solo un muro ci divide dalla raffineria e naturalmente nessuno ci ridarà le piante abbattute. Anche noi, come gli abitanti di via Rosario, aspettiamo senza fretta la delibera regionale per sapere quando un albero debba essere considerato “monumentale” (così, da incompetenti, ci sembravano i nostri). Nel frattempo godremo quotidianamente di una splendida vista e d’aria più salubre e pulita. Grazie.
I docenti e il personale tecnico-amministrativo dell’Istituto Tecnico Agrario “Stanga”. Seguono 52 firme (documento allegato)

Autostrada Cremona - Mantova, un primo percorso che potrebbe bloccarsi a.... Calvatone! Il tutto nel territorio più fertile d'Italia. Allucinante: il percorso sarà completato non prima del 2026 - 2032

Una immagine della autostrada a 21

Non è avvenuta la Valutazione Ambientale Strategica e Italia Nostra chiede l'annullamento di tutto l'iter procedurale - Risposte mancate a domande inquietanti, nel totale disinteresse per il parere dei cittadini - Soluzioni diverse neppure esplorate - Si vuole realizzare a tutti i costi un'opera che non ha neppure la prospettiva di collegamento sbandierata

La devastazione del territorio

Entro la fine della settimana ci sarà una assemblea pubblica a Piadena dove emergeranno altri dati sulla devastazione del territorio prodotta dalla Cremona - Mantova. Un volantino anticipa a sua volta diversi elementi di preoccupazione. In aggiunta a quanto denunciato da Italia Nostra, l'effettivo consumo di territorio agricolo, contro i 296 ettari dei progettisti, sarebbe di circa 1.550 ettari che, sommati a quelli necessari alla costruzione della Ti-Bre (per il solo tratto cremonese e mantovano) e del raccordo stradale e terzo ponte sul Po, porterebbe questo dato a circa 2.878 ettari. "Una vera e propria devastazione della bassa padana, altro che autostrada “leggera”.

"A fronte di tutto ciò, e al di là dei proclami dei politici locali che contano, sono ancora - prosegue il volantino - i numeri del progetto a parlar chiaro:
- i flussi di traffico previsti (pag. 54 dello studio del traffico) a regime (forse) nel 2032: 46.000 veicoli medi al giorno nel tratto Cremona-interconnessione col Ti-Bre, dato previsto già in calo nel sub tratto Pieve S.Giacomo -Piadena, e 20.000 veicoli medi al giorno nel tratto interconnessione Ti-Bre e interconnessione con l'autostrada del Brennero. "Sono numeri ridicoli per la loro inconsistenza e che sottolineano ancora di più l'inutilità di quest'opera".

Conclude il documento: "Questi dati devono essere resi noti ai cittadini elettori e soprattutto devono essere analizzati e meditati dai nostri sindaci affinchè si rendano conto finalmente di quale vera operazione stanno diventando complici: la distruzione del nostro territorio perpetrata a soli fini speculativi e per il solo interesse di chi queste opere le costruisce.
Per concludere, ai fautori di questa urgentissima opera, la cui conclusione è prevista per il 2032, vorremmo anche insinuare questo piccolo ma tragico dubbio: e se quella che è stata propagandata per un tassello della Lisbona-Kiev diventasse la Cremona-Tornata?

Coldiretti, un dossier sui danni e un convegno che ribadisce il no

Coldiretti si è posta a disposizione degli imprenditori agricoli e di tutti i cittadini, per offrire ogni informazione utile a valutare l’impatto che la realizzazione dell’autostrada Cremona-Mantova avrà sul territorio e sulle imprese agricole.
Coldiretti ha inoltre garantito tutta la consulenza necessaria per approntare osservazioni specifiche per ogni singola realtà aziendale.Dopo il termine fissato per la presentazione delle osservazioni, Coldiretti Cremona proseguirà nell’impegno di dare alla società civile piena informazione sui gravissimi danni che ricadranno sul tessuto produttivo agricolo e sul territorio. Ha supportato il suo paree negativo in un affollato convegno svoltosi in Fiera dove sono emerse le criticità che appaiono anche in questa pagina.

Italia Nostra scende in campo con la forza e il suo prestigio sulla progettata autostrada Cremona - Mantova portando una serie di argomentazioni che dimostrano con quanta fretta, demagogia e scarse prospettive per il territorio abbia sin qui operato un complesso quasi unitario di energie (dalla maggior parte delle forze politiche alle associazioni di categoria) tutte abbagliate - a differenza dei cittadini - da un principio ormai ampiamento superato, l'autostrada come dogma infrastrutturale, elemento di sviluppo per se stessa, indipendentemente da qualsiasi valutazione contraria. L'autostrada s'ha da fare. Anche se non serve a nulla. Si affollano i no. Questo 27 scade il termine per le osservazioni e il fronte del fa valere le sue ragioni che certo pesano come macigni per la forza delle argomentazioni, tenute del tutto all'oscuro dei cittadini.


Nel documento di Italia Nostra vengono alla luce elementi paradossali (per non usare alri termini) assolutamente da non crederei.

L'autostrada nella prima fase esecutiva è limitata di fatto a due collegamenti, Cremona - Calvatone e Virgilio - A22. Il completamento del percorso si prospetterebbe per la seconda fase tra il 2026 ed il 2032, programmazione assurda per un tracciato così breve.

C'è di più: il tratto di cui si è progettata la effettiva e rapida costruzione (Cremona - Calvatone) potrà avere un minimo di utenza solo se sarà effettivamente allacciato al Ponte sull'Oglio dell'Autostrada Tirreno - Brennero, della quale è peraltro tutt'altro che sicura la tempestiva realizzazione. Se dovesse essere rinviata "sine die" la Cremona - Calvatone rimarrebbe un'irrazionale e inspiegabile moncone. Tanto dovrebbe bastare ad amministratori degni di questo nome per darsi un minimo di prudenza.


Prevedere un'autostrada soprattutto per alleviare la viabilità ordinaria dal trasporto merci è rifarsi a una concezione superata; gli esempi già in atto in Austria e Svizzera prevedono linee ferroviarie ad alta capacità che colleghino interporti prossimi alle città con treni navetta. (A Cremona si progetta il dimensionamento della stazione di Cavatigozzi, proprio al riguardo - ndr)

Il progetto si inserisce nel cuore della pianura cremonese, tra i più fertili al mondo e lo dividerà inesorabilmente in due parti. Il passaggio tra i terreni a sud e nord verrà reso problematico a uomini e animali, non è chiaro se i sottopassi sono previsti in misura e posizioni adeguate, e comunque non sono assolutamente previsti collegamenti privilegiati per pedoni e ciclisti, contraddicendo il codice della strada secondo il quale le strade di nuova costruzione debbono avere, per l'intero sviluppo, una pista ciclabile.


Il nostro autostradale intersecherà la Padana Inferiore non più in sottopasso ma con un nuovo colossale rilevato alto una decina di metri, inibendo per chilometri (ed aggiungendosi allo sgarro al paesaggio che eventualmente si produrrà con la strada sud di Cremona... ndr) la libera visione del Torrazzo, il che confligge con un paesaggio della Lombardia meridionale che il Piano Territoriale Paesistico Lombardo impone di tutelare.

Il tratto cremonese non è lineare come sarebbe logico attendersi da un'autostrada e addirittura in prossimità di Piadena prevede una vera e propria "chicane".

L'autostrada si accosta spesso a costruzioni esistenti, quasi lambendole, senza preoccuparsi di rispettare il distanziamento di legge. La barriere di protezione acustica umilieranno ulteriormente il panorama.

A S. Agata l'autostrada addirittura lambisce la discarica provinciale di rifiuti solidi urbani! E pensare che la discarica fu collocata qui per minimizzare l'effetto anomalo e disturbante del macroscopico volume fuori terra, appunto invisibile dalla viabilità tradizionale..

Ad ovest di Piadena il progetto autostradale prevede un 'area di sosta a ridosso dei Lagazzi, area di protezione naturalistica. Un enorme disturbo per il microambiente protetto.


Ed eccoci al veleno in coda. Alla serie di osservazioni espresse qui sopra, si aggiunge una incredibile manchevolezza che - secondo Italia Nostra- inficia anche l'iter procedurale dell'operazione, addirittura annullandolo: ne a Cremona ne a Mantova la popolazione è mai stata consultata dagli enti promotori. Tutto ciò è in spregio alla vigente normativa comunitaria e nazionale in materia di Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S, - D. Legs 3.4.2006 n.152). Dunque "si ritiene che l'iter procedurale percorso sia da considerare nullo".

Il documento è stato inviato alla Regione lombardia, al Ministero dell'Ambiente, al Ministero per i beni e le attività culturali.

Un bel restauro e subito dopo lo sgarro... fàa e desfàa 'l è tôt lauràa

Ala Ponzone: spariscono le persiane dell'800, ecco le veneziane cilestrine

Avevamo appena finito di consolarci perchè erano tornate a dignità la facciale del Palazzo che il marchese Ala Ponzone aveva costruito per ospitare, l'imperatore d'Austria e le proprie collezioni artistiche ed ecco la immediata doccia fredda. Il tutto accade quando alla cultura, all'amore per il bello, subentrano l'indifferenza e la ovvietà (per non risultare offensivi).

Ecco un'altra puntuale segnalazione del nostro collaboratore architetto Angelo Garioni che scrive:
"Abitare a Cremona dà sempre delle forti emozioni. La città potrebbe essere incantevole, anche quando la sua popolazione l'ha abbandonata per recarsi in vacanza. Però anche ad agosto non possiamo stare tranquilli! L'attentato all'estetica e alla bellezza di Cremona, ed in particolare ai suoi monumenti storici, è sempre in agguato. Con grande sconcerto ho notato, e non solo io, che da qualche giorno campeggiano in bella vista delle veneziane su alcune finestre del piano nobile di palazzo Ala Ponzone prosicente l'omonima via. Non su di una facciata laterale o nascosta, non su di una corticella anonima (sarebbe grave comunque... per intenderci) ma su quella principale in bella vista, proprio sopra l'ingresso agli uffici dell'Anagrafe cittadini, certamente fra i piu frequentati e visitati della città. Dopo anni di incuria, la facciata è stata finalmente restaurata con un buon intervento, poi inspiegabilmente... si fa per dire... hanno tolto le persiane ottocentesche e lasciato a vista le finestre. Evidentemente si sono accorti che le persiane servivano a proteggere dalle intemperie ed ad oscurare gli ambienti interni. Così hanno deciso di rimediare facendo un danno maggiore, installando in facciata quelle orride veneziane, di colore inappropriato per giunta...


Vorrei avere dal comune per cortesia le seguenti risposte:
A) dove sono finite le persiane ottocentesche?
B) chi ha autorizzato l'intervento? La sovintendenza ne è a conoscenza?
C) si divertono a deturpare le glorie cittadine, per quanto tempo continueranno con questo atteggiamento infausto?
"

Replica il Comune: non avevamo i soldi per sostituire le persiane fatiscenti

Caro Direttore,
si ringrazia innanzitutto l'arch. Garioni per l'apprezzamento nei confronti dell'intervento di restauro delle facciate di Palazzo Ala Ponzone.
Per quanto riguarda le vecchie persiane (per le quali è difficile stabilire se fossero o meno quelle originali dell'Ottocento), va precisato che mancano quasi tutte da molti anni, tolte in passato perchè cadevano a pezzi: infatti, al momento dell'intervento sulle facciate dell'immobile ne rimanevano 6 su 30, tutte al secondo piano, e che sono state rimosse anche'esse perchè oramai irrecuperabili (si vedano le foto in allegato).
Quanto alle veneziane (a prescindere che sia effettivamente un tipo di tenda poco "adatto" ad un palazzo storico e al di là del tipo di colore scelto) sono state installate per sostituire provvisoriamente le persiane nella protezione dal sole, visto che per carenza di risorse finanziarie non è stato possibile mettere subito persiane nuove.Va infine ricordato che si tratta in ogni caso di una installazione facilmente "reversibile" senza danni per l'immobile.

Ufficio Stampa - Comune di Cremona

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Abbiamo avuto una pronta risposta. Grazie. Speriamo qualcosa cambi.. Fino ad oggi non avevamo avuto la benché minima reazione ad un'altra denuncia presente da oltre un anno sul nostro giornale. Andate a vedere gli orrendi bocchettoni dell'aria condizionata che spuntano dalle trifore di uno dei più importanti monumenti civili italiani, la Loggia dei Militi, non meno in evidenza che il rinato palazzo Ala Ponzone, visto che ci troviamo in piazza del Comune e davanti al Battistero. Il peggio è che questi bocchettoni proteggono un ufficio che dovrebbe essere particolarmente scrupoloso e attento al rispetto delle evidenze cittadine, l'ufficio economato dell'amministrazione comunale. Lo scandalo per queste manomissioni è dunque largo e neppure completo. Potremmo aggiungere altre citazioni. Per ora, basta così.

Anche perché come si vede nella foto di Cesare Castellani dentro il testo, pure i cremonesi fanno la loro parte. Ecco le condizioni della ciclabile di via Porto, erba bruciata dalla totale mancanza di manutenzione (ed irigazione), cartacce dappertutto. La ciclabile non è un nastro tricolore da tagliare, è un impegno nel tempo. Di manutenzione pubblica, di educazione civile dei cittadini.

Neppure l'economato del Comune rispetta la Loggia dei Militi
Bocchettoni dell'aria condizionata nelle trifore !

Caro direttore,

il Vascello ha giustamente sottolineato, e meritoriamente continua a farlo, come la Loggia dei Militi, uno dei più spettacolari esempi di architettura gotica del nord Italia sia ridotto a magazzino dai nostri amministratori. Per pigrizia e comodità non si spostano le transenne che vengono accatastate qui tra una manifestazione e l'altra, negli angoli sono collocati i bidoni della spazzatura, spesso stracolmi degli scarti dei bar adiacenti, a volte puzzolenti. Una vergogna insomma in quello che è anche un museo lapideo, osservato con curiosità più dagli stranieri che dai cremonesi, peraltro tutti scandalizzati da tanta indifferenza per le bellezze cittadine. E non finisce qui. Basta volgere dal Battistero l'occhio verso le trifore del salone superiore della Loggia. Ed ecco che i vetri (sporchi) sono traforati per accogliere i bocchettoni degli impianti ad aria condizionata degli uffici comunali. Possibile che non si sia minimamene tenuto conto della integrità di questa facciata e si sia così scandalosamente potuto violarla?

Antonio Ferrari

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Ai nostri rilievi, il lettore aggiunge, giustamente ulteriori osservazione. Sapete quali uffici comunali sono collocati nel salone superiore?

Quelli dell'economato comunale . Si spiega così come una bella città come Cremona si debba dolere del peggior arredo urbano della intera Lombardia.


Gli interventi di "Cremona protesta" anche in una seconda pagina. Clicca qui




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di Ven, 14 ago 2009