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Concluso il restauro dell'altare ligneo di S. Nicola in Duomo

Nascosto, un commovente S. Pietro, veronese



I frammenti di una Madonna (o S. Lucia) e S. Pietro Veronese martire

Il Duomo di Cremona rivela passo a passo i suoi gioielli, con la cautela di chi non può sminuirli in un'unica apparizione. L'Amministrazione Provinciale come contributo alla celebrazione dei novecento anni del Duomo ha finanziato il restauro dell'altare di S. Nicola da Bari, delle tele che lo compongono e di un bozzetto dell'orologio del Torrazzo di forte valenza documentaria.

Tolta la tela cinquecentesca di Francesco Casella che raffigura la Madonna col Bambino, S. Anna, San Gerolamo e San Nicola da Tolentino è emersa in tutta la sua bellezza e quasi integra anche la figura di S. Pietro Veronese, santo domenicano, da qui la tonaca nera. Sulla testa il fendente di coltello della sua martirizzazione avvenuta nel 1252.


Doppia valenza, dunque, dell'operazione di restauro finalmente conclusa. Ovviamente l'interesse va soprattutto alla novità di quel che... non si vede più, terminato il restauro.


Mons. Bonazzi, responsabile dei Beni Culturali della Diocesi di Cremona, sostiene che probabilmente il San Pietro è la più antica raffigurazione di questo santo, precedente a quella eseguita in S. Anastasia a Verona, dove c'è una chiesa dedicata a S. Pietro Veronese. L'intervento di restauro è stato eseguito dagli studenti del 2° A. F. del Corso di Policromie lignee del C.F.P. della Provincia di Cremona, sotto la guida dei docenti Mara Colonnello e Nando Carniti.
Gli sono accanto altri frammenti pittorici, su almeno tre strati. Il secondo strato mostra probabilmente una Madonna o S. Lucia, la si vede nella foto grande.


L'inserimento dell'altare, in origine dedicato a Santa Lucia, ha comportato la manomissione della struttura muraria che è stata parzialmente abbattuta per adattarla alla dimensione dell'altare stesso. Questo intervento di forza ha purtroppo danneggiato seriamente il palinsesto di dipinti murali stratificatosi nei secoli.
I frammenti che rimangono sono in parte ascrivibili alla prima fase costruttiva della Cattedrale.
Il pannello con San Pietro Martire, compatrono della nostra città, appare eseguito con grande maestria, ed è databile - sempre secondo mons. Bonazzi - poco oltre il martirio del santo.
Per quanto riguarda l'altare ora tornato al suo pieno splendore, va detto che la struttura in legno policromo e dorato è documentata nel transetto sud della Cattedrale fin dal 1623 con il titolo di S. Lucia ed occupava dapprima l'altare divenuto del Crocifisso e poi l'area dedicata a S. Andrea; infine, nella seconda metà dell'Ottocento, fu collocata nel transetto nord nell'area dedicata all'altare di S. Nicola da Bari da cui prende il nome.

I cambi di collocazione e denominazione comportano anche dei mutamenti della struttura e delle opere pittoriche e scultoree ivi inserite, alcune delle quali appartengono al primitivo altare di S. Lucia, altre risalgono al primo cambio di destinazione, mentre la pala centrale, più antica dell'altare e fino a quel momento "senza fissa dimora", viene inserita per ultima in occasione della collocazione attuale.
Nel corso del'intervento di pulitura, nella zona superiore la superfice pittorica è risultata più chiara e luminosa rispetto alla zona inferiore.
Nei sei quadri di minore dimensione sono rappresentati il sogno di Santa Lucia e la sua martirizzazione, di Stefano Lambri (prima metà del sec. XVII), San Carlo Borromeo forse di S. Battista Lodi (fine '500 - primi '600), S. Francesco da Paola di ignoto ( tra '600 - '700), S. Nicola, ambito del Borroni (sec.XVIII), S. Alberto di Villa d'Ogna firmato Carlo Vittori 1907.
Foto grande Antonio Leoni©

Un bozzetto dell'orologio astronomico



Un bozzetto in carta dipinto e dorato, conservato ed esposto in controfacciata del transetto nord della cattedrale, di fianco all'altare dedicato a S. Nicola è stato preso in considerazione per il progetto di restauro e conservazione dal Corso di restauro libri, stampe e documenti antichi del Centro di Formazione Professionale.
Si tratta di un modello dell'orologio astronomico posizionato sulla Torre che domina la Piazza Grande di Cremona, riproduce in scala 1:10 il quadrante originale, uno dei più importanti orologi astronomici in Europa che rappresenta la volta celeste con le costellazioni zodiacali attraversate dell'incessante moto apparente del Sole e della Luna.
Si presume che il modello in questione sia stato realizzato da Giovanni Battista Natali, chiamato nel 1671 a ridipingere totalmente l'affresco dell'orologio sulla facciata del torrazzo; il Natali si ispirò all'originale disegno del quadrante dei Divizioli ormai completamente degradato dalle intemperie.
Numerosi sono i materiali che compongono il nostro modello, rendendolo un'opera molto particolare; il dipinto su carta venne infatti foderato con una tela e montato su di un telaio in legno; la zona centrale è costituita da un insieme di lancette metalliche (indice del sole, indice della luna, indice orario della terra, indice del drago o indice delle eclissi) che, sovrapponendosi una sull'altra, dimostrano il reale funzionamento dell'orologio originale; l'opera è infine montata in una cornice a guisa di un dipinto su tela. Il manufatto si presenta in discreto stato di conservazione, i maggiori problemi sono stati causati da un inadeguato incollaggio della carta sulla tela con conseguente formazione di pieghe molto vistose. Queste ultime, aggettanti rispetto al supporto cartaceo, presentano abrasioni della pellicola pittorica; varie lacune e numerosi strappi interessano gran parte del disegno.
La superficie è ricoperta di polvere e di depositi di vario genere; la tela, allentata rispetto al telaio, rende l'opera fragile e a rischio di sfondamenti. La parte centrale è molto fragile essendo le lancette costituite da una lamina metallica molto sottile e notevolmente ossidata. Il progetto di intervento dovrà tenere in considerazione la complessità del manufatto composto da più materiali con caratteristiche e comportamenti diversi fra loro. Lo studio approfondito dell'opera, dal punto di vista storico - artistico e dal punto di vista diagnostico (osservazione microscopica, riflettografia TR, TR falso colore, lumininescenza UV e fluorescenza raggi X) hanno costituito la base per la definizione di un adeguato progetto di restauro e di conservazione.

Terminato anche il restauro degli affreschi dell'altare di San Michele. Clicca qui




La pagina è aggiornata alle ore 20:30:25 di Dom, 29 mar 2009