Cronache di Cremona e provincia


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Massimiliano Salini vuole per la burocrazia provinciale
il gioiello di via Bissolati a Cremona

I cittadini in campo: fioccano inquietanti osservazioni che esigono adeguata risposta

Il cambio d'uso di Santa Monica è tradimento di ogni principio democratico se non passa per il dibattito in consiglio comunale

Oltre tutto ignora i lavori eseguiti con precisa destinazione universitaria,
i vincoli già affrontati con la sovrintendenza, i percorsi da rispettare

Caro direttore,

Leggo sul” Vascello” questa dichiarazione attribuita al direttore generale Franco Finato: ”…nel corso dell’incontro in fondazione Arvedi” viene dichiarata ”la palese impossibilità di realizzare quel Parco dei Monasteri che avrebbe dovuto ospitare non solo la sede di Musicologia ma anche l’ IPIAL Stradivarj ed altre strutture legate al mondo musicale …….. ”.

Ritengo che la sede corretta per tali affermazioni e dichiarazioni sia il Consiglio Comunale. Ritengo che se legittimamente una Giunta vuole modificare nel corso del suo mandato un programma ed un progetto debba farlo nei luoghi deputati presentando articolate motivazioni che giustifichino il cambio di rotta e dimostrino come altrimenti verranno usati gli altri edifici, giustificandone la spesa sostenuta allora ed il futuro impiego.

Credo che l’Amministrazione pubblica per prima debba dare dimostrazione del rispetto delle regole e non sottrarsi attraverso il dibattito pubblico al giudizio dei cittadini. Sono fondamentali regoli democratiche. E non è ammissibile che siano ignorate o addirittura tradite.

Allora il percorso di una variante di tale portata deve essere:

A) verifica della disponibilita’dei sottoscrittori e dei finanziatori; B) variante dell’accordo di programma; C) variante del Piano di recupero; D) approvazione della variante da parte della Soprintendenza; E) nuovo studio di fattibilità; F) nuovo progetto preliminare; G) nuovo progetto definitivo ed esecutivo; H) Bando di gara. Attualmente sono già stati predispost dai vari Enti: 1) Progetto preliminare magazzino carri; 2) Progetto esecutivo S. Monica (1°lotto con finanziamento Cariplo-Università di Pavia e Provincia) già organizzato con impianti per ricevere aule ed uffici per musicologia ed in fase di conclusione; 3) Progetto esecutivo per la restante parte di S. Monica (il finanziamento Cariplo non è stato concesso per mancanza di motivato e determinato sostegno) ; 4) Progetto definitivo-esecutivo auditurium Cavallerizza e parte del Corpus Domini (il finanziamento Cariplo non è stato concesso per i noti motivi; 5) la fondazione Stauffer era in procinto di avviare il progetto preliminare di S. Benedetto. ” Il rispetto delle regole impone che identica trafila debba essere percorsa da qualsiasi altra proposta debba essere avanzata”. Lettera firmata

Ma Salini non demorde: infischiandosi delle prospettive e dei passi precedenti per il campus, delle spese già sostenute, vuole una sede della Provincia di importanza formigoniana

Incontro col prof. Angiolino Stella sulla sede di Musicologia, con la proposta di allargarla nella sede di Palazzo Raimondi ma il rettore dell'università è tutt'altro che allegro e prende tempo

Si è tenuto l'atteso incontro sulla sede di Musicologia. Tutto era pronto, organizzato e speso per cominciare a farla entrare a marzo nel monastero di Santa Monica, poi Salini invasato dal grattacielo più alto di Milano per la sede della Regione Lombardia, ha mutato d'improvviso idea ( a ottobre era stata data conferma all'università) ed ha deciso che anche lui deve avere la sede prestigiosa, scartando altre destinazioni evidentemente non così allettanti, specialmente quelle nella zona dell'ex macello. Non solo auto oscurate da presidente della Repubblica e megascrivanie, si annulla il campus universitario che dava grandi prospettive all'università e al turismo cittadino. Ecco l'incontro con il rettore dell'università di Pavia Angiolino Stella. Affianca Salini - ovviamente - il vice sindaco di Cremona Carlo Malvezzi, ben felice che la politica iconoclasta cancelli il caposaldo del parco dei monasteri.

Si afferma che il campus non avrebbe copertura finanziaria adeguata (la sede della Provincia sì...?) che si tenterà con la Fondazione Cariplo di mutare la destinazione d'uso di Santa Monica senza perdere il finanziamento (ma che importa... i soldi per i suoi obiettivi la casta li trova sempre - ndr) e che entro giugno sarà presentato un piano di fattibilità per allargare la sede della facoltà di musicologia nello stesso palazzo Raimondi dove già risiede, approfittando del trasferimento dell'I.P.A.LL. in Palazzo Pallavicino.

Parco dei Monasteri raso al suolo, insomma, allegro Carlo Malvezzi.

Poco allegro invece il rettore pavese. Angiolino Stella afferma: " Poichè la messa a norma di Palazzo Raimondi è costosa, vogliamo vederci chiaro per capire se questa nuova proposta è adeguata alle esigenze della Facoltà di musicologia. Una soluzione di ripiego sarebbe inammissibile. Per noi resta valida la convenzione del 2004. Procederemo ad un esame attento ed approfondito di tutti i dettagli delle due soluzioni nei tempi necessari".

Ma il Comune di Cremona non sta ad aspettare, doveva decidere a giugno con l'Università: una variante di bilancio ha già inchiodato a palazzo Raimondi musicologia

Variante di bilancio per Palazzo Raimondi: inchioda Musicologia

Nuovo e probabilmente definitivo passo avanti contro ogni ipotesi di salvaguardia di Santa Monica per destinarla a campus universitario con la facoltà di lettere e di musicologia, per la quale sono stati oltrettutto compiuti già notevoli lavori con le relative spese. Salini vuole insediare la amministrazione provinciale nello storico monastero abbandonando ogni idea precedente. No all'ipotesi di costruzione della nuova sede nell'area del Macello o dell'Ortofrutticolo. No alla impresa architettonica innovativa perché, il posto è in periferia ed il presidente delle Mercedes oscurate, delle porte insonorizzate, e delle scrivanie da film fantozziano non può sedersi davanti allo stadio dei giocatori in mutande. Gli servono S. Monica, il Magazzino dei carri, concediamogli la sua Versailles. Santa Giulia a Brescia diventa un grande protagonista della qualificazione turistica e culturale. S. Monica sarà un insieme di uffici grigiastri sotto volte millenarie. Una vergogna per la quale è subito pronta la Giunta del Comune di Cremona che destina, come leggerete, alla invereconda utilizzazione burocratica il cardine del Parco dei Monasteri. Stravolgendo i progetti su 8 ettari di Cremona, un incredibile tesoro nascosto e dunque più furbescamente alienabile, progetti condivisi e perseguiti da 30 anni e approvati dal consiglio comunale nel 2002 con una delibera mai cancellata.

La comune alleanza di Malvezzi nel nome di Comune e Liberazione porta a prendere la decisione adottata in Giunta ovvero la sistemazione di palazzo Raimondi per mantenere qui Musicologia. Se si mantiene il destinatario di S. Monica a Palazzo Raimondi, il gioco è fatto. Non solo si libera Santa Monica per Salini, infischiandosene anche del fatto che persino questo governo con Brunetta parla di possibile soppressione della Province e delle loro sedi. Altrettanto, con la caduta del Parco dei monasteri, si liberano i capisaldi della città alle privatizzazioni.

Ecco da Perri/Malvezzi il de Profundis definitivo per il Parco dei monasteri, una decisione della quale dovranno rendere conto le generazioni future dato che salta la completa sistemazione e valorizzazione dell'area della cosiddetta Citta Nova, l'area di otto ettari da S.Agata, storica cattedrale della Città bicefala, appunto la Città Nova rappresentata dal palazzo comunale di fronte, sino alla dorsale di via Massarotti.

(E la sinistra? Vegognosamente anti liberista per votarsi all'ultraliberismo del capitalismo più aggressivo e indifferente al bene comune, una opposizione che in una situazione di emergenza come questa non ha altro a cui pensare se non al voto delle regionali e diventa sostanzialmente corresponsabile del disastro, perché lancia lamenti tanto flebili che ai cittadini avvertiti sembrano piuttosto le fusa di un gatto, confermando l'animus che ha già determinato l'incredibile astensione sull' area commerciale ndella Cittadella dello Sport. Dove sono gli avi, i Bardelli, i grandi sostenitori dei doveri super partes e del ruolo della amministrazione pubblica?)

Quanto alle modalità di questo stravolgimento, non regge neppure il pretesto delle difficoltà della finanza pubblica. Se proprio non ce la si fa, si tengono ferme le bocce, si salvaguardano gli investimenti fatti, non si offrono questi investimenti ai privati che sapranno volgere a loro favore ed a poco prezzo una montagna di quattrini pubblici . Sia chiaro, noi non siamo contro l'iniziativa privata, siamo contro la deviazione del denaro che è uscito dalle nostre tasche attraverso le tasse e le tariffe pubbliche. Svendendo, sia pure legittimamente (l'unico scenario che ci viene risparmiato è quello del G8), la deviazione avviene di fatto.

Non è vero che il Parco dei monasteri sia un sogno.

A chi presento il conto?
Leggo gli articoli sul Vascello e mi sento male. Spero che lei si sbagli, signor Direttore.
Non voglio credere che le aspettative legittime di tutti quelli che come me amano questa città degradino in amarissime illusioni.
Ma se è vero quello che leggo, come è possibile che non si arrivi ad un chiarimento anche feroce ma vero sui fatti, sui progetti, sulle decisioni che condizioneranno il nostro futuro? Qui non si tratta più di opinioni diverse, qui c'è un preciso disegno di sfascio attribuibile chiaramente alla politica nostrana in carica , e stando alle parole de Il Vascello non se ne vede una soluzione!
Quello che sta avvenendo è di una enormità che ha dell'incredibile.
Del passato abbiamo visto che dei potenti di allora nessuno risponde, del presente dei potenti di oggi nessuno discute, del futuro nessuno in assoluto vuol sentir parlare.
Ma siamo fuori di testa?? E l'ignavia colpevole e incolpevole della nostra gente è così grande da non far uscire una legittima reazione davanti ad una politica tanto discutibile? Ci sono sofferenze reali, la città langue; le menti migliori vengono isolate, rinnegate , messe a tacere, tagliate fuori in ogni caso. Chi investe è una minoranza; la gente non esce, non frequenta la città se non in modo ininfluente sulle dinamiche economiche e sociali che la farebbero vivere meglio come Mantova, Piacenza, Parma, per non dire Brescia..o solamente Crema! Non ho parole. In questo momento è più forte una sofferenza sincera, che è del tutto innaturale in una persona come me che d'istinto è ottimista e fiduciosa. Io ho investito il futuro mio e della mia famiglia in questa città, ho trasferito la mia attività in centro storico: a chi presento il conto se ci rubano il futuro?

Patrizia Signorini
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I fatti, i fatti appunto. Come si legge a sinistra, si va avanti distruggendo il capisaldo del Parco dei monasteri.
Vorremmo sbagliarci, ma siamo al punto. Presenti il conto, cara Signorini che il direttore de Il Vascello ricorda bambina intelligentissima vicina di casa quando abitava a Porta Venezia. Presenti pure il conto, e con lei quei pochi cittadini che hanno ancora voglia di lottare e di impegnarsi.É il nostro auspicio, è l'unica strada per salvare il salvabile di quel che resta. Nomi e cognomi sono sui siti ufficiali di ieri e di oggi.

I monasteri sono andati avanti, eccome in tutti questi anni. Perri, Malvezzi, i Salini facciano il loro mestiere, finalmente. I soldi sono stati trovati per comperare Santa Monica, pragmaticamente ce li ha messi anche lo Stato in Santa Chiara/ Corpus Domini, altri denari sono stati spesi nel Corpus Domini. La Cavallerizza è pronta per l'auditorium ed il progetto è da vedere. Per San Benedetto la fondazione Staffer, nell'ineccepibile rispetto del bene comune espresso dal suo Fondatore, ha pronti i soldi. La mancanza di fondi non ha sin qui impedito un passo avanti dopo l'altro. Si andava per il dunque con fatti concreti, sui quali d'improvviso si mette una croce. Con quale diritto, con quale senso di responsabilità, con quale ragione reale?

I poteri forti deviano il Centro di Restauro a Pavia. E che accade? La Giunta mette le pedine tutte al loro posto. Porta l'IPIALL a Palazzo Pallavicino, così libera tutto Palazzo Raimondi per Musicologia, S. Monica viene resa disponibile per l'amministrazione Provinciale e se cade Santa Monica cade il Parco dei monasteri. Scacco matto!

Lo sbocco inevitabile è già segnato dal destino condominiale dei contenitori passati dal demanio ai privati, una vera e propria pacchia considerati i prezzi, l'Ex Caserma Vecchi, la Cavallerizza, Palazzo Visconti acquisito dalle suore lasciando in maniera invereconda alla Fondazione Moreni il fardello della chiesa di San Carlo (impresa della sinistra), la prossima vendita della ex clinica La Pace, la dismissione prossima ventura della enorme area della Caserma Manfredini ovvero Monastero dell'Annunciata, e - senza aver promosso ulteriore vincolo urbanistico- la offerta di vendita da Roma, già in atto e in attesa di ulteriore ribasso, della Banca d'Italia in Piazza Stradivari.

Ecco gli orizzonti più che probabili che si aprono con la dismissione del Parco dei Monasteri. Condomini al posto di una città.

Per S. Monica ignorate anche le proteste dell'Università nei confronti della quale si commette un ulteriore sgarbo. Il rettore ha chiesto perentoriamente di conoscere entro giugno i progetti di questa città improbabile che ancora ad ottobre gli aveva garantito S. Monic prima di decidere se abbandonare o no l'ipotesi S.Monica per palazzo Raimondi. Con la delibera qui sotto si pone l'Università di fronte al fatto pressochè compiuto. Insomma, la classica politica del fare quello che si vuole.

Tutto avviene con un apparentemente piccolo passo che si riassume in questo comunicato che peraltro dice tutto:

"L’Amministrazione Provinciale di Cremona ha segnalato a questa Amministrazione l’opportunità di un importante intervento su Palazzo Raimondi di conservazione, adeguamento e trasformazione, per stabilizzare in una sede adeguata la Facoltà di Musicologia e Filologia Musicale, dedicando alla stessa anche gli spazi disponibili dopo il trasferimento dell’IPIALL. Tale intervento potrebbe beneficiare in futuro di un contributo da parte della Fondazione CARIPLO in seno ai fondi destinati al Distretto Culturale di Cremona. La Giunta Comunale ha ritenuto di recepire e fare propria tale opportunità dando corso alla ridefinizione dei programmi e del Bilancio di Previsione 2010/2012 come proposto dall’emendamento presentato dal consigliere comunale Domenico Maschi".

Difficilmente la Fondazione Cariplo potrà dirottare il suo finanziamento sulla sede della provincia: musicologia è la pietra angolare del contributo

C’è dell'altro, va considerata la irritazione dell’ Ateneo Pavese (con quali conseguenze sul futuro universitario dopo lo sgarro di una città che si dimostra inattendibile ?) Altri finanziamenti sono stati dirottati altrove (Fondazione Moreni in particolare), la Provincia non ha nemmeno optato per il completamento del recupero del Magazzino Carri per il quale la Giunta Torchio aveva ottenuto il finanziamento di un milione – Pare che Malvezzi abbia accompagnato Salini all’incontro col rettore pavese senza aver concordato la posizione con Perri.
Ci appelliamo ad Arvedi: ma perchè, lui che ha tanto cara l'Università di Pavia, prima che tutto finisca al peggio, non convoca un altro bel tavolino a Palazzo Lodi?

Architrave per la rinascita del monastero di Santa Monica è stata l’approvazione del progetto di trasferimento della facoltà di Musicologia con il finanziamento delle azioni emblematiche maggiori nel 2004, anno della super assegnazione della Fondazione Cariplo ( ovvero l’anno nel quale, a rotazione, tre province tra quelle aventi titolo beneficiano di una elargizione straordinaria).

A questo contributo eccezionale e ben finalizzato si è aggiunta la partecipazione diretta dell’Università di Pavia con 160 mila euro oltre che della Provincia stessa che ha implementato la sua partecipazione a suon di milioni di euro.

L’accordo per musicologia è dunque la pietra angolare dell’intervento della Cariplo. Nonostante l’ottimismo di Salini, si debbono nutrire seri dubbi sulla possibilità di dirottarlo, a posteriori in una diversa destinazione ( la sede dell’Amministrazione Provinciale). Al riguardo è indicativa la prudenza e la freddezza con la quale le autorità accademiche pavesi, assistite dai responsabili tecnico-finanziari, hanno approcciato il problema.
Non è neppure da sottovalutare un altro aspetto.
Il mondo accademico pavese è dal suo canto estremamente perplesso. Il balletto delle sedi, come ha detto chiaramente il preside di musicologia Giancarlo Prato, è sconcertante e l’università rimpiange ormai il periodo di forte sinergia con le amministrazioni Corada e Torchio che aveva portato non solo alle intese per Musicologia ma anche al Decentramento di Scienze Motorie a Santa Chiara di Casalmaggiore ed all’ipotesi di una Facoltà di Medicina gemellata al San Matteo nel nostro Ospedale Maggiore.
La nuova Giunta Provinciale, nonostante la meticolosità dell’ing. Ghizzoni e la determinazione del precedente assessore Morini, che mensilmente riferivano e recavano i riscontri tercnico-contabili in giunta, la Provincia non ha sostenuto con vigore il progetto. Così le risorse della Cariplo sono state orientate alla iniziativa della Cascina Moreni (pare 7,5 milioni di euro) che ospiterà l’inizitiva de “Il Ponte” (Cl) oltre che della Caritas. Nel cambio di indirizzo è stato sostituito alla guida della fondazione Moreni Mons. Attilio Arcagni, arciprete di San Pietro con Don Mangili, parroco del Migliaro e referente Cl di Cremona.
C’è altro da dire, le nuove Giunte, nel vuoto di potere lasciato dopo le elezioni, non hanno nemmeno optato per il completamento del recupero del Magazzino Carri per il quale la Giunta Torchio aveva ottenuto il finanziamento di un milione in conto capitale da parte dell’agenzia Arcus, braccio operativo del Ministero dei Beni Culturali.
C'è anche un risvolto politico che coinvolge i rapporti di potere in Comune. Perri non sarebbe d’accordo con Malvezzi il quale avrebbe accompagnato il Presidente Salini nell’ateneo senza avere concordato la posizione con il sindaco. Pare che poi ci sia stato un feroce scambio di opinioni tra i due.
Ecco il quadro poco confortante di S. Monica oggi. Trent’anni di lento, faticoso, lavoro, distrutti in un giorno


1160 -2010: dopo 850 anni è scoccata l'ora della vendetta

Il titolo è ovviamente da ridere. Ma l'immmagine del cremasco Massimiliano Salini che guarda per la prima volta il monastero di Santa Monica e tutto soddisfatto afferma sostanzialmente: "Me ne impossesso io" è davvero inquietante, esprime un un piacere intenso, viscerale all'idea di poter andare contro ogni regola democratica (nessun dibattito istituzionale), contro ogni contratto e convenzione, contro i lavori già in corso e tutti dedicati alla installazione di un campus universitario, contro trent'anni di sforzi dei cremonesi per farne il fulcro del Parco dei Monasteri, la nuova gemma cremonese.

E' noto che i cremaschi non l'hanno mai perdonata ai cremonesi per la distruzione di Crema appena fortificata operata da Federico Barbarossa (a destra) nel 1160. E per comprendere, 850 anni dopo e contro ogni buon senso, come i cremaschi doc coltivino in fondo all'anima una avversione viscerale (bastano le vendite dei giornali cremonesi a testimoniare) e perché abbiano tentato di fare provincia a parte, basta andare nella sala del consiglio comunale dove un grande (e obiettivamente orrendo) affresco mostra il sublime eroismo della cremaschità: gli ostaggi legati dal Barbarossa alle torri d'attacco delle novelle mura di Crema invitano i propri concittadini a lanciare con tutta forza le frecce anche contro il loro petto. Metà del Novecento, non 1200!

Però, non avevano torto i cremaschi di prendersela. Riferisce l'Anonimo bergamasco nel Carmen de gestis Frederici, che i cremonesi i quali diedero una ben più che consistente mano per far fuori i cremaschi, così descrivevano la città sul Serio: "Crema, fondata sotto funesti auspici, fu popolata da una banda di scellerati, accorsi dappertutto abbandonando le case dei loro padri; non hanno mai da allora osservato alcuna legge, né rispettato i diritti delle città vicine... È qui che affluiscono impunemente tutti coloro che vogliono nuocere al re, qui tutti i servi e coloro che sono stati cacciati dalla loro patria a causa dei loro crimini. Qui abitano la frode, il furto, lo spergiuro, l'assassinio, la truffa, tutti i crimini e l'orgoglio del lusso". E' naturale che per otto secoli e mezzo i cremaschi non abbiamo mai abbandonato il sogno di vendicarsi. E questo è un dato di fatto, per quanto sembri inverosimile nell'era della globalizzazione e molti, giustamente, ci ridano su, come facciamo noi. Oltre tutto non è ben chiaro che il detto "Mestiere cremasco" che definisce l'abitudine a fare lavori malfatti sia un'auto flagellazione o una nuova calunnia cremonese. Il fatto è che Salini ritorce crudelmente, a proposito di mestieri malfatti, dunque non è male come novello vendicatore. Con l'aggiunta di un particolare, peraltro. Che il vice sindaco Malvezzi si è ben guardato dal farsi legare alla torre saliniana, invocando l'eroismo cremonese. Addio Zanèen. Meglio Formigoni. O tempora, o mores...

Nella fotina il vendicatore degli ostaggi nella pattuglia cremasca con l'ostaggio cremonese consenziente. A destra la fonte dei...guai a Santa Monica. Ecco il patto mancato con la Università di Pavia. Le evidenze di S.Monica, e quelle del monastero del Corpus Domini

Tutti i sogni ed i progetti negati : ecco il progetto cancellato e in parte già avviato e finanziato del Parco dei monasteri





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di Mar, 9 mar 2010