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Dopo il ballottaggio per il Comune di Cremona

Il centro destra ha saputo raccogliere la mela matura

di Antonio Leoni


Le elezioni si sono concluse come molti indizi facevano prevedere con largo margine di sicurezza. Oreste Perri con il centrodestra ha conquistato Cremona. Il ribaltone è avvenuto, è netto, completo, indiscutibile.
Città capoluogo e provincia sono hanno cambiato colore. Due capisaldi della sinistra da 19 anni sono caduti rovinosamente non tanto per la chiara differenza di voti, che è solo l’espressione ufficiale dei mutati umori della città, ma anche perché allo tsunami della politica nazionale e in particolare della Lega Nord si è sommato il fatto che entro le mura del centro sinistra i capitani e l’esercito sono da troppo tempo dilaniati e in rotta tra loro. Basterebbe citare la vicenda Belluzzi.
Lo sprint finale è stato meno difficile del previsto per Oreste Perri. La bassa affluenza, 12,7% in meno rispetto al primo turno, dava qualche ultima, esile speranza al centro sinistra. Si sa che solitamente i sostenitori di quella parte sono fedeli alle urne. Ma stavolta non è andata così: soprattutto ha impressionato la mobilitazione della Lega Nord che ha raggiunto i cittadini incerti quasi uno per uno. Non è stato difficile convincerli.
In altre fortezze italiane il PD ha resistito allo tsunami. Qui è caduto. La giunta Corada nella prima parte del mandato è apparsa svogliata, il neo sindaco proveniente dalla Provincia sembrava essersi installato obtorto collo, si è svegliata tardi, ha commesso errori a non finire, ha persino sbagliato con la operosità mostrata nella fase elettorale che a tutti è sembrata una dimostrazione di debolezza, la rincorsa impossibile della maglia nera. L’improvviso mutamento di volto della città, trascurata, sporca in altri tempi di poco lontani, ha fatto dire a molti: se avete trovato tutte queste risorse, perché non vi siete mossi prima e durante tutto il vostro mandato?
La gestione è stata debole, a volte contradditoria. Così colpe che, spesso, si potevano ascrivere a pressioni e consigli del centro destra (la vicenda di piazza Marconi, ad esempio, con la incapacità di vedere soluzioni dirette e indirette di stampo europeo) sono tutte cadute sulla schiena di Giancarlo Corada. Mediatore dell’impossibile, ha rincorso l’unità della Giunta, ma non non altrettanto bene ha tenuto in mano il timone delle iniziative caratterizzanti: molta incertezza (e diverse colpe) lui e Bodini se le sono divise nella vicenda Tamoil che non hanno saputo governare con chiarezza e fermezza neppure quando si è presentata l’occasione. Contraddicendosi ulteriormente con la realizzazione di opere che potevano benissimo essere rinviate ad altra data e che invece sono state portate avanti ostinatamente, provocando la durissima reazione dei cittadini, imbrigliati negativamente anche dalla ostinazione pervicace, invincibile dell’assessore all’urbanistica Daniele Soregaroli, tra i personaggi meno popolari della sua Giunta, criticatissimo all’interno dello stesso schieramento. Ma il fatto che in extremis Corada lo abbia scaricato all'ultimo momento, annunciando le prospettive di una futura giunta, non è stato certamente bello, negativo per il centro sinistra.
In alcune direzioni, dove il centrosinistra poteva dire la sua, pensiamo alla installazione nucleare, Corada e C. sono stati reticenti, deboli, debolissimi, proprio come - strategicamente - è stato remissivo Giuseppe Torchio per la Provincia, dove non ha sfoderato con il dovuto rigore e con un pizzico di aggressività, tutti i torti della Regione, spianando la strada nel dibattito elettorale alla longa manus del neo Presidente, Massimiliano Salini, impiantato in corso Vittorio Emanuele da quel Formigoni che è espressione di una realtà potentissima come Comunione e Liberazione e del suo braccio operativo, la Opus Dei.
Dal che è derivato che molti obiettivi si sono sovrapposti e per le buone prospettive si è giovato il centrodestra, per quelle più discutibili l’intera negatività è stata adossata a Corada e C.
Abbiamo parlato a lungo del centro sinistra perché, la vittoria del centro destra viene soprattutto dalla paura di perdere del centro sinistra che non ha capito, in primis, neppure che doveva contrastare con risorse, proposte e fantasia negli uomini e nei programmi un’elementare situazione psicologica: dopo 19 anni la gente ha comunque voglia di cambiare. Con chi, non importa troppo. Cambiare, sì cambiare per vedere cosa c’è oltre la siepe, nel deserto dei Tartari tanto invocato dal potere dominante da essere venuto a noia.


Non interessano troppo alla gente i programmi, c’è anche la crisi e tanto basta, l’aria tira altrove. A questo stato d’animo, il centro sinistra non ha dato la benché minima risposta, non ci sono uomini e speranza, perlomeno non le hanno fatte vedere il PD e gli altri . Basta dare un’occhiata alle candidature e ai programmi . Qui almeno 19 anni di esercizio amministrativo dovevano avere il loro peso. La sfida sulle cose da fare, l’inoltro nei meandri della difficilissima gestione della burocrazia pubblica poteva risolversi a favore di Corada, data la sua esperienza di lungo corso come capitano in Provincia e nel Comune. Per Perri il confronto sarebbe stato imbarazzante, ovviamente.E’ giunto dallo sport e poteva non avere le risorse tecniche per replicare.
Invece è mancata la sfida anche sul terreno tecnico. Non si dica che sono state le urla invereconde dei fans a impedirla nella brutta giornata ai giardini pubblici. Non era quella sera che Corada poteva convincere gli incerti. Un messaggio su questioni fondamentali come queste non è mai stato inviato ne prima ne dopo.
Dunque, al centro destra è bastato attendere che la frutta maturasse sull’albero. E così ha fatto. Ha colto la mela matura.
Il vantaggio maggiore per Cremona potrebbe venire dalla compatibilità della linea politica con quella della Provincia. Ma Massimiliano Salini e con lui Formigoni diventano i numi tutelari di una persona brava, ferma ed onesta come Oreste Perri, ma assolutamente inesperta di gestione pubblica, come si è detto. La prospettiva di mettersi nelle mani di CL non è di certo confortante. (Leggi il PDF). Non si può neppure dimenticare che con lui guida la lega Nord. Dalla quale ci aspettiamo finalmente in Provincia un beneficio immediato. Il completamento di un progetto cinquantennale, la operatività del canale. Bossi l’ha promessa.
Vedremo inoltre come Perri ed i suoi entranno negli enti collaterali, governati con uomini quasi tutti espressione del centro sinistra, vedremo quanto cambieranno, quante poltrone daranno agli esperti e quanto come compenso elettorale, altra pessima e spietata abitudine di 19 anni dei loro avversari, che ha fatto considerare Cremona quasi una città sovietica (esagerando, naturalmente).
La città per darsi un colpo di reni chiede amore, competenza, altruismo, intelligenza, passione: rifiuta la casta, le poltrone di comodo, i fannulloni schierati, i manuali Cencelli e quant’altro di simile.
Vedo in Oreste Perri un intelligente pater familias. Con un gran polso, la dote che gli riconosco di più e non solo perché gli ha dato la pagaia mondiale.
Regga Cremona con la stessa fermezza. Glielo auguriamo oggi nel giorno felice della sua vittoria.


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Nella foto di Cesare Castellani il neo sindaco: Oreste Perri è nato a Marzalengo di Castelverde (Cremona) il 27 luglio 1951 ed è residente a Cremona. Diplomato all’Isef nel 1977, Perri è stato docente di Educazione Fisica dal 1973 al 1984 nelle Scuole medie inferiori di Cremona e provincia, dal 2004 ad oggi è professore a progetto presso l’Università degli Studi di Ferrara (Facoltà di Medicina e Chirurgia – Corso di laurea in Scienze motorie).

Lettere: Il PD sconfitto dal PD

Caro direttore,
il centrodestra ha conquistato la provincia e la città di Cremona.
Presumo che il calo storico del 13%, in meno di votanti rispetto al primo turno, abbia determinato la sconfitta del centro sinistra. Qualcuno ingenuamente riteneva che il centro sinistra confidando sui suoi sostenitori, storicamente fedeli alle urne, ne avesse tratto vantaggio ma non aveva fatto i conti con l’elettorato di rifondazione, dei comunisti Italiani, ed i verdi, che essendo stati esclusi dalla possibilità di entrare in consiglio, non hanno certamente premiato il PD, che - a detta di molti elettori di tali schieramenti - è la causa della loro scoomparsa anche sul piano nazionale. Aggiungiamo poi al conto i radicali.
L’unica eccezione per la nostra provincia si rileva con il candidato presidente della provincia, Dusi Gian Paolo rappresentante di Rifondazione comunista, Sinistra Europea, e Comunisti Italiani, che grazie al 3,56 % dei voti ottenuti al primo turno è nel consiglio provinciale di Cremona.
Era prevedibile che il ballottaggio è stato una occasione ghiotta per la inevitabile resa dei conti, che ha fatto scattare l’inevitabile sindrome del "Muoia Sansone con tutti i Filistei".
Se poi consideriamo la vicenda Tamoil, Piazza Marconi, la Pensilina, la nuova zona ZTL, la realizzazione di opere che potevano essere posticipate e razionate intelligentemente nel tempo, le candidature contestate a pochi mesi dalle votazioni, le proteste della gente sulle scelte della giunta, e di alcuni suoi assessori,è inconfutabile che si determinasse un clima di obiettiva difficoltà per il centro sinistra.
Sebbene il PD sia il primo partito a Cremona con il 32% dei consensi , circa 5 punti sopra la media Nazionale, il risultato delle votazioni in provincia e città, lo hanno penalizzato, non poco.
Ora il centro destra è chiamato a governare ma la presenza, massiccia di una realtà come Comunione e Liberazione e del suo braccio operativo,Opus Dei, da sempre vicina a Formigoni, reclamerà di saldare il conto,e potrebbe essere molto salato.
IL nuovo Sindaco Oreste Perri, che conosco personalmente sia dal punto di vista sportivo, che umano, conoscendone ed apprezzandone le doti di indubbia onestà e serietà, dovrà supplire alla mancanza di esperienza amministrativa,con la propria acquisita tenacia e la determinazione di sempre. Dovrà superare indenne i primi sei mesi, di amministrazione della città, gestendo con sagacia la difficile situazione,economica che si sta riverberando sulle fasce deboli della popolazione, quali anziani e lavoratori, il suo compito primario sarà quello di coinvolgere fattivamente nel superamento della crisi, tutte le associazioni imprenditoriali rappresentate nel territorio, spronando le timide banche al credito ed in simbiosi con le istituzioni ed aziende partecipate impegnarsi al fine di ridurre i problemi economici che scaturiranno a valle delle crisi di diverse aziende locali.
Elia Sciacca

Le poltrone sono il termometro del cambiamento

Caro direttore,
stiamo assistendo, dopo la “vincita” del canoista, al primo dei REBELOT cittadini. Non è che l’Oreste, ora sindaco padano, debba risolversi con il più classico dei classici “obtorto collo”? “Eccioè”: con il collo storto? Tanto per capirci, direttore, “mica” andrà ad accettare certe imposizioni da parte dei CIELLINI (Rossoni, Salini, Formigoni…. ”epperchèno Malvezzi)? State a vedere, direttore che, sotto sotto, si prefigurano scenari apocalittici del tipo: “Caro il mio caro Oreste, ti abbiamo aiutato…o no? L’Emiliani si è defilato, producendo una “costretta” rinuncia per se stesso; dunque ora ti presentiamo il conto! ”. Fuori metafora: “Caro Oreste, anche contro la tua volontà, ti IMPONIAMO, anche se tu l’accetterai malvolentieri perché costretto, che la poltrona di Vicesindaco vada ad uno dei nostri, precisamente al tuo rivale, “cosicche” la TORTA ce la spartiamo in…DUE. voi e noi! ”
Direttore…. e non è finita qui. Anzi, è appena cominciata. E ne vedremo (“dippiù”) ed anche ne leggeremo “delle belle”!
Nel frattempo, tra un REBELOT, un PASTIS ed un CINCEL/ speriamo almeno che l’Oreste non diventi un…. ZIMBEL!!!
giorgino carnevali

Caro direttore,
i più contenti della vittoria della destra a Cremona dovrebbero essere i neodemocratici, se sono sinceri quando esaltano (ogni minuto) i sacri principi della democrazia: l'alternanza, assieme ai numeri, è l'inevitabile conseguenza. Non voglio neanche sospettare che per essi, al potere a Cremona dal 1990, l'ora della destra debba suonare nel 2029 o giù di lì. Ho gioito con la destra in Galleria il 22 sera e non era il caso di misurare i modi, come padre Dante abbiamo esclamato: troppo avem sofferto !
Ma non vorrei che la mia parte, presa dall'euforia, dimenticasse che in Comune abbiamo vinto di 1082 voti su 36 000: Cremona ci ha detto sì, con la condizionale. In parole povere, fate subito qualcosa di diverso, e meglio, dagli altri. Non perdo tempo a indovinare perché ci han dato fiducia, al massimo posso sapere di quelle dieci persone con cui parlo di politica. Ma un vantaggio tanto lieve mi fa pensare che se il suo partito lo avesse lasciato in pace Corada non avrebbe fatto tutte le cappelle, nei momenti sbagliati, che l'han danneggiato. Non è questione di vento, Torchio è saltato alla grande al primo incontro, Corada ci ha fatto penare fino all'ultimo. In condizioni normali avrebbe gestito in maniera più esatta i casi Zanotti /Quinzani, non avrebbe permesso le strade all'aria tutto d'un colpo o l'orrore di una stazione rifatta per chi i treni non li deve usare. Quindi, Lega o Comunione che sia, attenti a quel che fate .
Flaminio Cozzaglio
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In queste ore si si conferma che il centro destra ha una sua roccaforte: è il quotidiano locale, con il suo supporto a tutto campo, neanche Emilio Fede. Con questa campagna elettorale che continua e che dura da mesi senza soluzione di continuità, giusto osservare che 1082 voti sono pochi. O il quotidiano locale conta poco, o la fortezza del centro sinistra esiste (o esisteva?) ancora.
Tutti ormai convengono che con la scelta di Beluzzi l’allora vituperato Pizzetti aveva in mano la riconferma. Ma la poltrona alletta troppo anche a sinistra.
Il punto 1 è, di conseguenza una speranza in fondo al Vaso di Pandora: che il primo distinguo del centrodestra sia nell’assegnazione delle poltrone. In Giunta e negli enti collaterali: trionfi la competenza, non la sottomissione alle correnti, agli interessi dettati o agognati, e neppure la rincorsa ai poteri forti che da sempre dominano Cremona, fino a sei mesi fa ossequiosi verso chi reggeva la città ed ora addirittura pronti a proporsi come guida del carro del vincitore. La Compagnia delle Opere è un bel e soprattutto promettente obiettivo.(
Leggi il PDF) Qui Perri sta lottando a denti stretti come scriviamo nel nostro editoriale. In questo senso apprezziamo lo sforzo.
Il punto 2 è una questione di democrazia. In città continui il dibattito sul suo futuro, non capiti ancora con l’aria che tira (di cui sopra) che un’altra volta i cittadini si sentano soli, limitati e censurati quando denunciano gli sbagli. Perché se manca l’obiettività, torna a calare sulla città il peso di un potere sordo, ed allora sono guai.
Il terzo punto è come il centrosinistra uscirà dalla crisi. L’analisi della sconfitta è chiarissima. Non condivido affatto che la caduta di Corada sia soltanto l’esito dell’onda lunga berlusconiana. Qui la battaglia è avvenuta su altri livelli. Corada è stato sconfitto da Corada e dai suoi. Domanda: il centrosinistra e soprattutto il PD, mettiamoci Corada, sono davvero in grado di riformarsi? La Giunta Corada ha dato pessimo esempio di sé, aggrappandosi alla proprie sedie, per egoismo e supponenza non ha compreso quanto stava accadendo. Tanti colpevoli in questa Giunta, anche chi adesso insegna come si fa. Puniamoli, han detto in molti, persino a sinistra. Io frugerei accuratamente nell’alta percentuale di astensioni. Potremmo trovarci 1082 voti rossi mancati.
Le poltrone, per l’appunto, ragione prima di sconfitta: siamo tornati al punto 1.

Caro Antonio,
chi scrive già da tempo avvertiva la crisi drammatica della Giunta Corada. Ha perso per poco, ma in una città feudo della sinistra da decenni non è cosa da poco. Il Pd ha la colpa di questa sconfitta, la sua dirigenza, è stata spesso ispirata da dilettantismi e atteggiamenti supponenti. Ribaltare la città pochi mesi prima delle elezioni con una ztl gestita nel peggiore dei modi e con un progetto della stazione ferroviaria che ha peggiorato l'accessibilità al sito, piuttosto che chiedere e pretendere treni più puntuali sono due esempi eclatanti . Quello che tutti noi pendolari desideriamo, non sono le aiule perfette di verde che al primo sole di giugno cuociono e appassiscono. Cito solo questi due, ma potrei continuare per molte pagine. Certo cambiare può servire a molto e a molti. Aspettiamo Perri, il suo dilettantismo da neofita ma anche la sua presunta buonafede di "non adetto ai lavori". Speriamo che sia la Giunta Perri e non Iotta. Sarà il tempo a dircelo.
Angelo Garioni Sabadini Architetto
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Per verità i treni in orario non sono questione cremonese. Ma certo l'azione di Corada e Torchio non è stata dura, determinata , sensazionale (èurtroppo viviamo in un mondo così.... prediamone atto) come la gravità del problema avrebbe imposto. Vedremo cosa faranno in questo ambito i cieloduristi della Lega Nord. Altro che ronde...



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23:06:32
di Ven, 3 lug 2009