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Tamoil, ASL e la guardia bassa: davvero non c'è allarme leucemia? Analizziamo i dati e il pericolo nelle canottieri, lasciano davvero sereni?

L'approfondimento di Legambiente - ISDE, contestata la "tranquillità ufficiale"

Beati dell'ARPA: "A giugno le conclusioni. Non si sa se ci sono altri rubinetti di inquinamento aperti" . Così sia con buona pace dei cremonesi.

Una raffineria in città. A un centinaio di metri dalle canottieri cittadine frequentate da migliaia di cremonesi, comprese donne e bambini. I dati di un inquinamento gravissimo attraverso le falde e le emissioni in aria. Davvero non c'è pericolo? Davvero è opportuno che le autorità cremonesi non si siano poste mai il problema della delocalizzazione della raffineria? Non cresce adesso la prospettiva che la Tamoil, la raffineria appunto, non si delocalizzi in una zona "cremonese" più sicura e invece stia pensando di delocalizzarsi a.... Livorno?

Ma la campagna all'insegna del"tutto va ben mandama la marchesa" per affrontare un problema che sovrasta di gran lungo la capacità propositiva delle istituzioni cremonesi va avanti. Una campagna simile tende sempre a minimizzare. Anche sul problema più grave: quello dell'allarme cancro, in particolare l'allarme leucemia. In questo senso, ecco (pagine collegate: Cronaca) - la dura contestazione di Legambiente e ISDE (International Society of Doctors for the Environnement). Da rabbrividire. C'era attesa per un vertice convocato per venerdì 3. I dirigenti Tamoil non si sono visti. Hanno mandato due lettere che commentiamo in altra parte del giornale. Per quanto riguarda la salute, i dati finali ARPA sono rimandati a dopo il rilevamento dei gas interstiziali, che avverrà a giugno, ha riferito il dirigente dell'ARPA Beati. E solo dopo allora si potrà delineare un eventuale progetto di bonifica. Rispondendo ad una precisa domanda ha però aggiunto: "Non si può dire se ci sono altri rubinetti di inquinamento aperti". E così sia, con buona pace dei cremonesi. E dei canottieri in particolare.


(Pagine collegate: la vicenda Tamoil e le tabelle di inquinamento- Cremona, città di PM 10, la mortalità per cancro)


Il Comunicato stampa di Legambiente-ISDE del 29 marzo 2009

Due settimane fa, esattamente il 13 marzo 2009, sono comparsi sui giornali locali di Cremona alcuni dati riguardanti la mortalità per leucemia della zona. Come è noto, da tempo la popolazione locale richiede l'effettuazione di una indagine, per verificare la possibilità che la raffineria Tamoil possa avere una influenza negativa sullo stato di salute della popolazione di Cremona, con attenzione particolare verso i frequentatori delle società sportive sorte su un terreno fortemente inquinato. dai reflui e dalle perdite da serbatoi provenienti dalla Tamoil (arriverà presto un esposto in Procura - ndr).

Come Legambiente e ISDE abbiamo preferito non commentare tali dati 'a caldo', in parte per non fare prevalere il rammarico che ci deriva dal sentire affermazioni così discutibili da parte delle Autorità, dopo anni di attesa, ma soprattutto per documentarci meglio sull'aspetto tecnico della questione allo scopo di non limitarci a criticare ciò che riteniamo sbagliato, per verificare se esiste la possibilità di indicare una strada da percorrere più seria, in grado di dare risposte definitive, da gran tempo dovute alla popolazione esposta all'inquinamento proveniente dalla raffineria. Perché le associazioni Legambiente e ISDE desiderano collaborare con le autorità, e offrono la massima disponibilità a confronti produttivi e costruttivi.

Certo diventa difficile collaborare se non c'è disponibilità da ambo le parti, e se anzi, siamo di fronte a comportamenti che sembrano volti più a tranquillizzare la popolazione che a verificare l'esistenza di problemi nell'ottica di ricercare i mezzi più idonei ad affrontarli e risolverli. Con questo spirito, diremo con lealtà e apertamente la nostra opinione, proponendo nel contempo a Comune, Provincia e ASL la costituzione di un tavolo di confronto comune, ove sia possibile affrontare i problemi senza infingimenti, remore o malintesi. Vorremmo uscire dal campo sterile delle polemiche, per verificare la possibilità di collaborare allo scopo di risolvere una volta per tutte le problematiche connesse ai gravi fenomeni di inquinamento di cui Tamoil è fortemente indiziata.

Tornando agli articoli sulla 'indagine' condotta dalla ASL, riportiamo di seguito le 'conclusioni' . Il direttore generale della ASL Locatelli e la direttrice del Dipartimento di prevenzione dottoressa Boldori hanno fatto alcune affermazioni che ci hanno lasciato molto stupiti. Eccole elencate:

• Non c'è nessun cluster di leucemie, né fra la popolazione né fra i frequentatori delle Canottieri.

• Ciò non esclude che sia in atto un inquinamento

• I numeri sono troppo piccoli e l'epidemiologia non è in grado di dare risposte definitive

• Comunque si continuerà l'indagine attraverso questionari somministrati ai frequentatori delle società sportive

• I dati raccolti, seppur parziali e discutibili, non dimostrano presenza di effetti negativi sulla salute umana causata dalle sostanze chimiche fuoriuscite da Tamoil, in particolare dal Benzene, nota sostanza leucemogena

• Non risultano alla ASL casi di leucemie fra i lavoratori di Tamoil


Sinceramente non capiamo da dove si possano trarre simili conclusioni, se non dalla lettura distorta dei dati pure riportati dai giornali e da una sostanziale ignoranza (nel senso di mancanza di conoscenza) delle tecniche statistiche e dell'epidemiologia.

Spieghiamo questa affermazione. La ASL ha suddiviso la popolazione di Cremona in cinque aree aree: centro, sudovest, sudest, nordest, nordovest.

Per l'area sudest, quella più vicina alla raffineria, i dati di mortalità per leucemia (tutti i tipi di leucemia) sono i seguenti: 20 decessi, SMR 1,62, IC 1,06-2,37.

Questi dati, secondo i canoni della epidemiologia, che è una scienza , e non dovrebbe quindi essere maltrattata da interpretazioni che non ne seguono le regole, vogliono dire che nel quartiere più vicino alla Tamoil la mortalità per leucemia è più alta che nelle altre zone del Comune, circa una volta e mezza.

La probabilità di sbagliare affermando che questa alta mortalità sia dovuta ad una causa locale (con tutta probabilità alla Tamoil) è inferiore al cinque per cento: infatti i limiti di confidenza sono entrambi superiori ad uno. 20 decessi non sono pochi, anche se non permettono conclusioni definitive; certo però che i dati depongono per la presenza di un cluster, non per la sua assenza.


Da notare che il Comune ha a sua volta una mortalità leggermente superiore alla Provincia. Per quanto riguarda le canottieri - se non sono stati calcolati gli SMR, cioè i tassi standardizzati di mortalità, che tengono conto della età della popolazione studiata, per eliminare l'effetto dell'età stessa sui tassi di mortalità di una popolazione - è possibile che il confronto fra Comune di Cremona e frequentatori delle canottieri sia alterato dal fatto che questi ultimi hanno una età inferiore o, aggiungiamo noi, sono generalmente più sani perchè esercitano una attività sportiva.

In effetti, la lettura dei tassi di mortalità generale dice che i frequentatori delle canottieri muoiono molto meno del resto dei cremonesi.

Il loro tasso di mortalità è del 49,5 per mille, contro il 78,8 per mille del Comune e l'81,2 per mille della Provincia.

Se fossero stati calcolati gli SMR (dalle tabelle non si capisce se per i canottieri i conti siano stati fatti su tassi grezzi o standardizzati), rimarrrebbe l'ipotesi di una selezione dovuta al fatto che gli sportivi sono in genere più sani della popolazione in generale.

Però (anche se concordiamo che i numeri sono alquanto bassi e non permettono conclusioni definitive) va notato che i tassi di mortalità per leucemia si invertono: sono più alti fra i frequentatori delle canottieri che fra i cremonesi o fra gli abitanti della provincia; rispettivamente 1,1 per le società sportive, 1 per il Comune e 0,8 per la Provincia. Gente più sana che però muore per leucemie come e più di gente meno sana, o più vecchia?

I dati sicuramente dicono che è necessario approfondire le indagini con strumenti più raffinati di quelli adoperati finora.

Per quanto riguarda i lavoratori, ci preme osservare che nella letteratura internazionale (Asbestos exposure and cancer mortality among petroleum refinery workers: a Poisson regression analysis of updated data. Arch. Environ. Health 59(4): 188-193 apr 2004) gli operai addetti alla manutenzione degli impianti di raffinazione confrontati con i “colletti bianchi”, presentano una mortalità significativamente superiore per tumori digestivi, malattie emopoietiche (Linfomi non Hodgking, Leucemie, Mielofibrosi, Policitemia vera), tumore polmonare (esposizione all'amianto) e Malattie respiratorie.

A parte il lungo tempo di insorgenza di queste patologie, bisogna osservare come spesso i più esposti (addetti al carico delle autocisterne), appartengano a ditte esterne e non al personale della raffineria.

Non è vero che l'epidemiologia non è in grado di dare risposte sulla base di piccoli numeri; il suo sviluppo più recente al contrario ha affrontato con successo proprio il problema dei piccoli numeri,e lo ha anche risolto, seppure parzialmente.

Siamo perciò andati a curiosare dove è già stata condotta, proprio in Italia, una indagine sulla frequenza delle leucemie fra la popolazione residente attorno alle raffinerie. Due sono i lavori conosciuti in Italia, uno studio su una decina di raffinerie, non ancora completato, e che perciò non prenderemo in considerazione, e uno studio sulla raffineria di Falconara, nelle Marche. Questo studio è stato effettuato dalla fondazione IRCCS 'Istituto Nazionale dei Tumori', e si può leggere sul sito dell'ARPA delle Marche sotto il titolo. 'Indagine epidemiologica presso la popolazione residente a Falconara marittima e comuni limitrofi'. Datato 29 gennaio 2009.

Siamo andati a discutere delle problematiche di Cremona con il dottor Andrea Micheli , uno degli autori. Le nostre conclusioni sono state comuni; a Falconara la situazione era identica; anzi, i dati di partenza della mortalità per leucemia sembrano peggiori a Cremona; occorre con urgenza condurre una indagine più approfondita. Non illustriamo qui le tecniche statistiche utilizzate a Falconara, sono complesse e possono essere reperite facilmente sul sito dell'ARPAM. Ci interessa in questa sede riportarne le conclusioni.

L'indagine ha dato un forte sostegno all'ipotesi di un eccesso di rischio di morte per tumore emolinfopoietico suggerendo l'avvio:

a) di immediati interventi di prevenzione primaria per la riduzione/eliminazione dei fattori che hanno determinato tale eccesso

b) di uno stringente programma per il controllo ambientale da promuovere nel corso dei processi di contenimento del rischio di un programma specifico di controlli sanitari della popolazione esposta '.

Purtroppo, Il dottor Micheli non può, per i numerosi impegni di lavoro, rendersi disponibile per una indagine simile a Cremona, però, assieme a noi (Legambiente e ISDE) è in grado di confrontare la sua esperienza con coloro che eventualmente dovessero essere incaricati di uno studio analogo.

Ribadiamo in conclusione la nostra volontà di collaborare con le Autorità: ma, per favore, lavoriamo assieme per risolvere i problemi, non per nasconderli!

Legambiente, ISDE Italia

Nella seconda foto: L'inizio del dramma Tamoil nelle storica fotografia di Fazioli: la trasformazione del deposito Camangi sulle rive del Po in una raffineria alle porte della città, la raffineria Italia




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di Ven, 3 apr 2009