"Il Vascello" per parlare di tutto ciò che ci coinvolge

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Importanti riconoscimenti per la strada del Vino in Franciacorta

NUOVI PROGETTI


A palazzo Torri di Nigoline di Corte Franca, il presidente della Strada del Franciacorta, Gianluigi Vimercati ha elencato i principali traguardi raggiunti dall’associazione:

• La crescita della compagine associativa: dai 18 soci fondatori (tutte cantine) nel 2000, siamo oggi a 85 soci (38 cantine, 8 ristoranti/osterie/trattorie, 7 alberghi, 9 aziende agrituristiche, 2 enoteche, 1 wine bar, 1 dimora storica con B&B, 1 norcineria, 1 pasticceria, 1 golf club, 1 noleggio biciclette,1 agenzia viaggi, 12 Comuni, 1 associazione di promozione turistica, 1 associazioni di categoria) con prospettive di crescita ulteriore nell’immediato futuro.
• La capacità di “fare rete”, ossia il coordinarsi in vario modo per raggiungere una determinata finalità come importanza strategica a lungo termine, ma anche come tattica per l'immediato riconosciuta alla Strada del Franciacorta nel 2009 dalla ricerca “Reti di impresa oltre i distretti”, realizzata dall'Aip (Associazione italiana della produzione) in collaborazione con la Camera di commercio di Milano.
• Il riconoscimento come meta preferita dagli enoturisti, ottenuto nel 2008 da un sondaggio lanciato da www.winenews.it e Vinitaly. Il 54% degli enoappassionati preferisce la Franciacorta per trascorrere le proprie vacanze all’insegna del buon bere, posizionando il distretto al primo posto tra le zone più ambite con un distacco netto dalle altre zone interessate dall’indagine (Conegliano Valdobbiadene 35%, Trentino 7% e Asti 4%).
• L’offerta tecnologica al servizio dell’enoturista, con i progetti MetaFacile e www.franciacorta.mobi: due sistemi di navigazione e guida multimediale per non perdersi i punti più nascosti e affascinanti della Franciacorta, per andare alla scoperta dei luoghi di produzione del Franciacorta e dei luoghi di interesse gastronomico, culturale, artistico e naturalistico.
• Importanti riconoscimenti per il sito Internet www.stradadelfranciacorta.it, definito nel 2007 miglior sito delle Strade del vino italiane da una ricerca svolta da Città del Vino e Censis servizi. Nel 2009 un’altra indagine di Città del Vino e Censis servizi, ha ottenuto il primo posto per la “Categoria Magnete”, ossia la capacità di attrarre l’utente attraverso la descrizione del paesaggio naturale ed artistico, l’illustrazione degli itinerari degni di nota, la ricettività alberghiera, la ristorazione e l’accoglienza e il primo posto per la “Categoria Gusto”, ossia per l’esauriente descrizione dei prodotti enogastronomici e locali tipici con l’indicazione delle cantine, dei punti vendita, delle botteghe artigiane.

Santelle disseminate in campagna

di Lilluccio Bartoli

Ho amici con un pizzico di follia a quintali. Una sera questi portatori sani di cazzeggio in dose industriale, gli amici Rana (presidente dell'associazione culturale Cirrosi Epatica) e Baffo (membro del fancazzismo olimpico, difensore strenuo del minimo sindacale delle transaminasi, pennichellologo di vasta e comprovata esperienza certificata ISO 9002, vero pozzo di scienza della birra nelle sue più recondite accezioni
soprattutto quella sgargarozzabile) decidono un tour tra le varie santelle disseminate qua e là nella campagna per rendere loro un pìo omaggio.

Dette santelle ivi son poste...
Dalla cristiana devozione dei villici.
Dai previdenti proprietari dei prati e terreni che così si portano avanti con l'indulgenza quando sarà il caso di salire al piano di sopra e vedere i grandi prati di Manitou.
Dai parroci invocanti la madonna e revocanti la fecondazione assistita non mettendo sullo stesso piano le locali bellezze dai lombi freschi e la bella figliola from Nazareth alla quale un certo Gabriele dovette annunciarle che era incinta ma non era stato suo marito.
La cosa avvenne con partenza a razzo, fumo di pneumatici, ricerca delle santelle medesime con tortuosi ghirighori stradali, precipitose discese dal mezzo, genuflessioni al volo con sbandata controllata, segni della croce modello pit-stop Ferrari e scattante ripartenza per santella successiva. Per rendere omaggio di persona ai titolari delle santelle andranno poi un giorno con molta più calma e lo stesso sorriso.


Interests

 Amarone:  la G di “garantita” è ufficiale, il suo trionfo al Vinitaly

di Claudia Farina


Ufficiale la G di “Garantita” per Amarone e Recioto della Valpolicella. Un traguardo, la DOCG, atteso da 15 anni, che ora è una realtà per  152 imbottigliatori,  di cui 5 cantine sociali e per oltre 1800 aziende agricole associate al Consorzio per la tutela dei vini della Valpolicella, che include  le tipologie Valpolicella Ripasso doc e il Valpolicella doc.

L’ultimo Amarone immesso sul mercato è l’annata 2006, che pur nella varietà degli stili e delle caratteristiche dei territori produttivi, mostra un allettante profilo specifico. Ottima è l’intensità cromatica che varia dal rosso rubino al rosso porpora; grazie a una componente tannica equilibrata, esibisce già in questa fase una buona setosità e bevibilità, nonchè un ottimo grado di intensità e complessità. Al naso spiccano note di frutta matura, speziate di cannella e in alcuni vini sentori di rabarbaro e grafite. In bocca le basse acidità totali e il pH sostenuto conferiscono equilibrio, rotondità ed eleganza. In sintesi, è un’annata in cui la forte personalità del territorio con i suoi vitigni autoctoni Corvina e Corvinone superano l’incidenza della tecnica dell’appassimento, esaltando ancora una volta l’unicità e la riconoscibilità di un grande vino quale l’Amarone della Valpolicella.

 

Appuntamenti al Vinitaly (Verona 8 -12 aprile) - Le grandi firme dell'Amarone presentano le loro annate migliori, sabato 19 ore 15.30, Sala B, primo piano, Palaexpo A2. Ancora un Tasting Ex...Press di Euposia, presentato da Beppe Giuliano e Bernardo Pasquali, una prestigiosa degustazione in cui i produttori scelgono un'annata di riferimento che racconti il cru di provenienza e soprattutto la storia delle aziende. Ecco la Riserva Sergio Zenato dell'azienda di Peschiera che possiede il bellissimo vigneto a Sant'Ambrogio di Valpolicella; Allegrini di Fumane, che festeggia al Vinitaly  i sessant’anni della prima bottiglia di Amarone prodotto dalla storica cantina della Valpolicella; Tommasi che ci porterà alle origini del suo prodotto; Masi con il mitico Vigne di Mazzano; Bertani e il suo Villa Novare e la storia della Valpantena; Tenuta Sant'Antonio con il calcareo Campo dei Gigli; Corte Sant'Alda con l'estro biodinamico di Marinella Camerani.
Una grande occasione per conoscere la storia degli ultimi vent'anni di Amarone della Valpolicella.

 

I MICROCOSMI DELL’AMARONE - Convegno -degustazione che mette a confronto una serie di vini Amarone provenienti da diversi "terroir" della Valpolicella e la produzione di una delle più prestigiose cantine francesi della Borgogna, Domaine Dupont Tisserandot Gevrey-Chambertin. 

L’evento si tiene venerdì 9 aprile alle 10.30 presso la sala C fra il padiglione 8/9, organizzato dalla Cantina sociale di Negrar in collaborazione con il Consorzio per la tutela dei Vini Valpolicella. “Le differenze e le peculiarità di un vino sono fondamentali e qualificanti purché ne rispettino l’identità e la tipicità.”, spiega Luca Sartori, presidente del Consorzio per la tutela dei vini Valpolicella, “Come in Borgogna non esiste un esiste un solo Pinot Nero ma tanti quanti i vigneti di quella regione, che, nel rispetto delle loro peculiarità,  rivelano un'identità storica collettiva inconfondibile”, spiega Daniele Accordini, direttore generale della Cantina sociale di Negrar, “così il vino principe della Valpolicella, l'Amarone, non si declina in un'unica variante bensì in molteplici singolari interpretazioni, tanti piccoli microcosmi, espressione poliedrica di un unicum straordinario di terra, rocce e vigne che il pensiero e le mani dell'uomo hanno reso ineguagliabile.”

Mentre Didier Chevillon, titolare delle cantine Domaine Dupont Tisserandot Gevrey-Chambertin, spiegherà i segreti dei  rossi francesi, Diego Tommasi, del CRA di Conegliano Veneto, illustrerà le peculiarità di 5 diversi Amarone, Bernardo Pasquali giornalista enogastronomico ed Emanuele Tosi,  del centro per la ricerca in viticoltura di Verona,  guideranno gli appassionati in una interessante degustazione.

Un  nuovo percorso didattico dedicato all’ambiente

A Cascina Stella un viaggio nella storia e nella evoluzione del paesaggio padano”

 

Da sabato 18 aprile, alle 9,30, alla cascina Stella, presso Castelleone è attivo il “Percorso didattico della storia e dell’evoluzione del paesaggio padano”, nell’ambito del noto progetto denominato “Il territorio come ecomuseo”. Lo inaugurano il Presidente della Provincia di Cremona, on. Giuseppe Torchio e l’Assessore all’Ambiente, Giovanni Biondi, 

L’interessante percorso è sarà destinato alle visite sia delle scolaresche sia del pubblico più ampio, e integra il già visitatissimo attiguo Bosco didattico della Provincia di Cremona.

Si configura come un viaggio di scoperta (o di riscoperta) del paesaggio locale, inteso come prodotto dell’azione dell’uomo sull’ambiente fisico e naturale avvenuta nei millenni, ed è suddiviso in due sezioni:

-       la prima, dedicata alla storia e all’evoluzione del paesaggio padano, si propone come un “racconto” della lunga vicenda evolutiva del nostro territorio, a partire dal Golfo Padano che, circa 1,8 milioni di anni fa occupava l’area della nostra pianura, sino all’epoca attuale;

-       la seconda, dedicata al paesaggio dei fiumi, illustra gli aspetti relativi a questi straordinari ambienti, sia noti sia meno noti o, talvolta, addirittura sconosciuti, fornendo chiavi di lettura non sempre scontate.

Attori dell'iniziativa Mara Pesaro, dirigente del Settore Ambiente della Provincia, Valerio Ferrari, Cinzia Galli e Edoardo Casadei, progettisti degli apparati e degli spazi espositivi.

Contemporaneamente è visitabile una mostra fotografica intitolata “A caccia con Rino”, di Sergio Mazzoleri: una carrellata di straordinarie immagini di ambienti di casa nostra e di loro dettagli accompagnati dal vigile sguardo  di un martin pescatore.

Domenica 19 aprile al Bosco didattico e alla cascina Stella di Castelleone dalle ore 10,00 alle ore 17,00 si svolge la giornata nazionale delle oasi del WWF.

Nel tardo pomeriggio è prevista anche la liberazione di alcuni rapaci notturni curati e riabilitati al volo presso il Centro Ricupero della Fauna Selvatica che sempre il WWF gestisce presso le strutture di cascina Stella di Castelleone.


Ad Ardola di Zibello l'Arca di Noè e una fede secolare

Ci si prepara a far sbarcare in riva al Po, l’ “Arca di Noè”. Non quella vera che costituisce, da sempre, uno dei più importanti capitoli biblici, ma quella più semplice che sta scrivendo da un po’ di anni “pagine di storia” nella campagna parmense. Tutto nasce da un evento miracoloso avvenuto più di due secoli fa. Era il 15 luglio del 1746 quando, ad Ardola di Zibello, piccola borgata della Bassa Parmense, in occasione di un’epidemia di peste, le popolazioni si affidarono all’ intercessione del celebre Santo taumaturgo Rocco di Montpellier per ottenere la fine di quel flagello.
Le continue preghiere ottennero l’ effetto sperato; da un piccolo fosso antistante un oratorio di campagna dedicato allo stesso San Rocco sgorgarono sorgenti di acqua miracolosa.
Prima gli animali, e poi le persone, ne beneficiarono guarendo dal terribile morbo della peste. In seguito agli eventi miracolosi, accertati dalla Chiesa, venne costruito l’attuale santuario, dedicato sempre a San Rocco, e vennero ricavati due pozzi nel luogo in cui sgorgò l’acqua.

In ricordo di quegli straordinari eventi, ogni ano si dà vita ad una vera e propria “Arca di Noè”.
Su iniziativa del Comitato San Rocco, da anni attivo con l’obiettivo di giungere al restauro della settecentesca chiesa del paese, viene ogni anno celebrata una messa solenne alla quale sono stati invitati a partecipare, come ospiti speciali, proprio gli animali di ogni genere, razza e dimensione. Al termine della funzione cani, gatti, conigli, cavalli, uccelli ed animali da cortile e da compagnia in genere, ricevono una speciale benedizione con l’acqua prodigiosa che ancora oggi, ad oltre due secoli di distanza, sgorga davanti alla chiesa.
Contemporaneamente sono stati benedetti anche tutti i mezzi agricoli ed, a seguire, cena “sotto le stelle” a base di piatti tipici locali.

Tutto nel nome di una devozione ininterrotta di mese in mese.



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di Mer, 31 mar 2010