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La Giunta Perri: alt alla ZTL, sorveglianza elettronica, una scuola per l'infanzia, il Palazzetto dello Sport sale a 3.513 spettatori

Sospesa la ZTL: sarà concertata una nuova organizzazione del traffico


La Giunta Comunale relativamente alla Zona a Traffico limitato ZTL, comunica che " vista la complessità delle problematiche in campo, nonché il mutato indirizzo politico, ha ritenuto opportuno addivenire ad un nuovo studio delle modalità di accesso e gestione del centro storico in generale e della zona preclusa alla normale circolazione in particolare. Al fine di predisporre questo nuovo strumento di pianificazione della viabilità, la Giunta Comunale ha stabilito di avviare alcuni tavoli di concertazione con i rappresentanti delle attività economiche e dei residenti. Nel frattempo, la nuova Amministrazione ha ritenuto opportuno sospendere fino a nuova data, e comunque dopo i risultati del lavoro di cui sopra, l’entrata in funzione, ai fini sanzionatori, dei varchi elettronici.


Una centrale operativa presso il comando vigili per la video sorveglianza


Il Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica ha approvato il progetto presentato dal Comune di Cremona per la costruzione, presso il Comando di Polizia Locale in Piazza Libertà, di una nuova centrale operativa di gestione del sistema di videosorveglianza condiviso con le Forze dell'Ordine, il cui costo ammonta ad euro 712mila.
Si tratta del primo progetto sottoscritto dal Sindaco, Oreste Perri, dopo due giorni dal suo insediamento a Palazzo Comunale.
Il corpo di fabbrica, progettato dal Settore Progettazione del Comune di Cremona, oggetto dell'intervento, ospiterà, al piano superiore, sia la centrale operativa di gestione del sistema di videosorveglianza, sia la centrale comunicazione e la centrale radio della Polizia Locale.
L'intervento verrà realizzato solo se la domanda sarà accolta dal Ministero dell'Interno e richiederà circa 15 mesi per il suo completamento.

Col contributo del gruppo Triboldi il palazzetto dello sport raggiunge 3.513 posti a sedere

Riguardo al Palazzotto dello Sport di Cà de Somenzi, a seguito del costante aumento delle presenze di pubblico e all’avvenuta promozione in serie A1 della squadra di basket che fa capo al “Gruppo Triboldi” l’attuale capienza risulta insufficiente e, pertanto,si è varato un progetto per portarne la capienza sopra i 3.500 posti, nonché l’esecuzione di opere necessarie per adeguare gli attuali locali alla normativa F.I.P. (Federazione Italiana Pallacanestro). L’importo del progetto è di € 1.350.000,00.
Sarà demolita la parete di tamponamento, e l’ampliamento avverrà nel lato sud. La nuova struttura sarà realizzata con muri perimetrali in calcestruzzo atti a formare un parallelepipedo di contenimento delle gradinate, con finitura esterna in pannelli di lamiera grecata zincata coibentata, mentre le gradinate saranno costituite da una soletta inclinata in calcestruzzo, sorretta da setti in cemento armato, sopra la quale verranno ricavati, in opera, i gradoni per il pubblico. Questo volume centrale sarà affiancato da due volumi secondari in lamiera stirata lavorata, contenenti le scale di emergenza in ferro zincato, al fine di garantire i moduli necessari per l’evacuazione del pubblico. Nel volume posto al di sotto delle gradinate verranno ricavati nuovi servizi igienici per il pubblico (uomini, donne, handicap) una sala vip e magazzini. In angolo ovest verrà ricavata al piano primo la nuova sala stampa e al piano secondo una sala per la video-sorveglianza della questura, entrambe con l’affaccio verso l’interno del Palazzetto. Sono poi state aggiunte uscite di sicurezza necessarie per l’evacuazione del pubblico.
Poiché il Palazzetto avrà una capienza superiore ai 3.500 posti, risulta opportuna l’installazione di un impianto TV a circuito chiuso con quattro L’attuale capienza del Palazzetto dello Sport risulta essere di 2867 posti a sedere. Le nuove tribune, costituite da 21 gradoni, hanno uno sviluppo lineare di metri 382.62, per cui dividendo lo sviluppo per 0.48 risulta una capienza di 646 posti a sedere e la capienza complessiva della struttura è di 3.513 posti a sedere per le manifestazioni sportive.
A servizio della nuova tribuna in lato sud sono state realizzate apposite uscite di emergenza con le relative scale che consentono l’esodo degli spettatori sul lato est e ovest della stessa, per complessivi 16 moduli.


Un edificio della parrocchia di S.Abbondio sarà trasformato in scuola per l’infanzia


La Giunta ha approvato la bozza di Protocollo d’Intesa per la realizzazione di un intervento di edilizia scolastica finalizzato alle attività della scuola per l’infanzia da sottoscrivere con la Regione Lombardia e la Società Cooperativa Sociale Iride. l’intervento di recupero riguarda l’edificio ubicato in via S. Siro, di proprietà della parrocchia di S. Abbondio, con la quale in data 10 luglio 2009 IRIDE ha sottoscritto un contratto di comodato per l’uso dei locali per una durata di anni 18. La Società Cooperativa si impegna economicamente nella completa realizzazione dell’opera di cui, assicurando complessivamente la somma di € 610 mila euro.

Approvato dal Comune di Cremona il progetto di candidatura per "La Fabbrica della Bioenergia"


Con la Giunta Corada, a suo tempo dossier di candidatura del progetto “La Fabbrica della Bioenergia” da realizzarsi sull’area dell’ex Macello da presentare sul bando per i fondi emblematici 2009 di Fondazione CA.RI.P.LO,

Il progetto “La Fabbrica della Bioenergia” trova la sua origine nell’ambito dei lavori del Patto dello Sviluppo presso l’Amministrazione Provinciale. Nel corso del 2007, il tavolo tematico “Energia” del Patto, coordinato dal Settore Ambiente della Provincia, ha fatto proprie le sollecitazioni allora proposte da vari esponenti del Governo relative alla creazione di un distretto agroenergetico in Provincia di Cremona. Poiché il quadro normativo non delinea in modo compiuto una simile possibilità, è stato necessario confrontarsi a lungo con tutti i partecipanti al patto per trovare il modo di far emergere una proposta non velleitaria, che rispondesse allo stesso tempo alle vocazioni territoriali ed alla necessità di creare uno strumento in grado di permettere al territorio di connotarsi per la realizzazione di azioni innovative in materia di risparmio energetico e uso razionale delle risorse, in ottemperanza agli obblighi imposto dal Protocollo di Kyoto. La proposta del progetto è nata da un’idea del Politecnico di Milano – Centro per lo Sviluppo del Polo di.

In estrema sintesi lo scopo del progetto è quello di realizzare un luogo di verifica e di confronto di tecnologie, sperimentazione di nuove soluzioni impiantistiche, sviluppo e realizzazione di progetti imprenditoriali; favorire e rafforzare il confronto fra i diversi soggetti inseriti nel tessuto produttivo; promuovere e sostenere la ricerca, l’innovazione tecnologica e la formazione per il miglioramento continuo dell’efficienza e sostenibilità energetica, economica e ambientale della Provincia di Cremona.

Si è perciò stabilito di richiedere per il progetto un finanziamento significativo, destinato ad avere ricadute su tutto il territorio provinciale, nell’ambito dello stanziamento deliberato dalla Fondazione CA.RI.P.LO. per finanziare gli “Interventi emblematici” in Provincia di Cremona per l’anno 2009. Presso l’Amministrazione Provinciale è stato pertanto costituito un Comitato promotore, che vede la partecipazione del Comune di  Cremona, della Camera di Commercio, del Politecnico di Milano, di AEM Cremona, di SCS Crema e di Reindustria S.r.l., con lo scopo di mettere in atto tutte le azioni necessarie per il raggiungimento dell’obiettivo sopra descritto e di svolgere tutti gli approfondimenti necessari per la corretta applicazione delle disposizione sopra citate, nonché di portare avanti il progetto e di predisporre il dossier di candidatura per la partecipazione ai fondi emblematici CA.RI.P.LO. 2009. Il progetto “La Fabbrica della Bioenergia” è stato, tra l’altro, presentato alle Direzioni Generali Agricoltura e Reti e Servizi di Pubblica Utilità della Regione Lombardia che li hanno considerati meritevoli di attenzione. Il progetto in questione è stato inoltre proposto al tavolo territoriale EXPO ed ha ottenuto la possibilità di essere candidato come progetto di rilevanza territoriale.

 

Proposta alla Regione per il riconoscimento dei luoghi storici del commercio di Cremona e della valenza storica e di tradizione del principale mercato cittadino

La Giunta ha approvato la proposta di riconoscimento dei luoghi storici  del commercio di Cremona e della valenza storica e di tradizione del principale mercato cittadino.

Per i  negozi storici  è stato   pubblicato un avviso per invitare le imprese in possesso dei necessari requisiti a presentare le proprie candidature; a seguito di tale iniziativa sono pervenute 3 nuove domande; collateralmente,  sono state aggiornate le schede relative ai negozi già riconosciuti,  verificando i relativi requisiti, al fine di  definire la nuova categoria di appartenenza. A conclusione dell’istruttoria è stata elaborata una   proposta  che   prevede il riconoscimento  di 32 esercizi, (29 conferme e 3 proposte nuove) di cui 13 “insegne storiche e di tradizione”, 8 negozi storici, e 11 “storiche attività”. La proposta è  accompagnata  da una relazione illustrativa sulla realtà dei negozi storici cremonesi.

Per quanto concerne l’individuazione dei luoghi storici del commercio, è stata effettuata un’accurata ricerca presso l’Archivio di Stato e l’Archivio della Camera di Commercio, consultando anche numerosi  libri e pubblicazioni di storia cittadina  e raccogliendo  cartoline e  riproduzioni fotografiche;  sulla base delle notizie e dei  materiali acquisiti, è stata predisposta una relazione, da inviare alla Regione, in cui,  dopo aver illustrato le  principali vicende  del commercio a Cremona,  si propone di riconoscere come edifici storicamente adibiti a funzioni collettive per il sistema del commercio: la Camera di Commercio e l’annessa Sala Borsa; il Palazzo Vidoni di vVia Manzoni (attuale sede dell’ASCOM Provinciale); l’edificio delle “due colonne” di corso Mazzini,  angolo corso Matteotti; riconoscere come luoghi di storica ambientazione delle attività commerciali:

 

-       via Platina (portici)

-       via Solferino (contrada Beccherie Vecchie)

-       via Mercatello

-       piazza del Comune (Piazza Grande)

-       piazza Stradivari (Piazza Piccola)

-       largo Boccacino (ex Contrada delle Erbe)

-       piazza Zaccaria (ex Contrada Pescheria)

-       piazza della Pace (ex Piazza del lino)

-       via Gonfalonieri (ex Scala de’ Lupi)

-       corso Campi

-       corso Garibaldi

-       corso Matteotti

-       corso Mazzini (foto accanto durante i Giovedì d'estate)

-       via Antica Porta Tintoria

-       via Aselli

-       Via Robolotti

-       via Baldesio

-       Galleria 25 Aprile.

 

Nel contempo, e attingendo alle medesime fonti, è stato compiuto anche uno studio approfondito sul mercato bisettimanale, scoprendo che della sua esistenza si trova testimonianza già nello statuto comunale del 1339 che, peraltro, si limitava ad attestarne la localizzazione in un’area sostanzialmente coincidente con quella attuale, ovvero tra le vie Platina, largo Boccaccino, Diaz, Mazzini, lato meridionale di piazza Roma, corso Stradivari, Verdi, Monteverdi, Beltrami, ciò fa supporre che il mercato sia ancora più antico di quella data, anche se, purtroppo, non è stato possibile  risalire a fonti certe antecedenti. Si ritiene, pertanto, che il mercato di Cremona abbia sicuramente le caratteristiche per ambire al riconoscimento regionale di mercato storico e di tradizione. Da ultimo, poiché tutti i predetti  luoghi storici del commercio (edifici e vie), il mercato principale e la gran parte dei negozi storici ricadono entro l’ambito territoriale già riconosciuto come “distretto commerciale del centro storico”, si ritiene che vi siano i presupposti per richiedere alla Regione anche il riconoscimento aggiuntivo, per lo stesso ambito  di “addensamento o distretto storico del commercio”.

Questa furbata dei parcheggi "rosa"

Si trovano ad ogni angolo di Cremona: in piazza della Libertà, piazza Cadorna, piazza Risorgimento, piazza Marconi, in corso Vittorio Emanuele, corso Matteotti, corso Garibaldi, in via Dante, alla stazione ferroviaria, in via Mantova, piazzale Azzurri d’Italia e via Brescia. Sono ovunque, più di cento in tutto, tra quelli realizzati e quelli in fase di realizzazione. Sono i parcheggi “rosa” ovvero “per sole donne”. Di per sé non esistono, il Codice della Strada non ne parla. Sono un’invenzione del Comune di Cremona, che ha voluto così istituire per il gentil sesso al volante una sorta di oasi o di “aree protette”.
Qualcuno ha fatto notare, a suon di interrogazioni, come possa suonare non troppo carino alle orecchie delle interessate sentirsi paragonare, tutto sommato, a panda e foche monache. Ma tant’è. All’amministrazione municipale interessa non spiacere al “politicamente corretto” che sventola il bandierone ideologico delle “pari opportunità”.
La montagna che partorisce il topolino, quando poi si scopra come tutto, alla fin fine, si traduca nell’apporre graziosi cartelli con gigantesche “P” in rosa, ad indicare e delimitare i parcheggi “al femminile”. Sulla carta, ma non nei fatti. Innanzi tutto, niente sconti: quelli con le strisce blu, restano a pagamento, né più, né meno. Inoltre, nessun maschietto potrà mai esser sanzionato, per aver occupato uno di questi spazi alla disperata ricerca di un buco ove lasciare il proprio mezzo. Nessun “abusivo”, insomma, in quanto semplicemente non esiste alcun obbligo in tal senso.
Ben diversa l’idea posta in essere da Comuni anche vicini, come Casalmaggiore, dove già un paio d’anni fa han pensato di riservare zone auto, rigorosamente gratuite, delimitate con strisce rosa ed il simbolo della cicogna, per le donne in stato di gravidanza o con neonati fino a 6 mesi di età. Che non dovranno pagare nemmeno i parcheggi con le strisce blu, presentando in Comune una richiesta corredata dal certificato del ginecologo. Tutt’altra cosa, insomma, e con ben altre modalità, attenta alle esigenze “al femminile” ed al portafogli.
A Cremona no. Si paga e si tace. Ma perché a questo punto non rivendicare anche dei parcheggi per le famiglie con baby a bordo? O riservati alle persone anziane? O addirittura “azzurri” per soli uomini? E l’elenco potrebbe continuare.

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Caro direttore, mi riferisco alla nota in "Notizie e servizi" relativa all'istituzione delle strisce rosa, per comunicare che in data 01.04.09 la sottoscritta e il Consigliere Malvezzi presentammo, per l'esame in Consiglio, una mozioneche prevedeva le strisce rosa per mamme in dolce attesa o con figli piccoli al seguito. La mozione che è stata respinta, faceva riferimento ad un'Iniziativa di Quimamme.it e di «Donna e mamma» di Corriere.it. L'Amministrazione Corada ha scimmiottato l'iniziativa originaria con il provvedimento commentato anche da Il Vascello.
De Bona




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di Ven, 17 lug 2009