Le immagini (e le inchieste) dei reporter e dei lettori de "Il vascello" ©


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Cremona protesta - 1

Pericoli a Foce Morbasco nel comune di Bonemerse: la Lega Nord prende atto, verifica e promette attenzione

Caro direttore,

voglio denunciare un grave pericolo che è presente nel Comune di Bonemerse, terra dei miei avi. In seguito ai lavori per la sistemazione del canale irriguo Foce Morbasco, nei terreni di pertinenza della cascina Carettolo e Casazza, nonchè all'intersezione con la seriola Gambara, sui ponti e sulle sponte esiste una chiara e pericolosa situazione di allarme per i molti frequentatori fra cui podisti, bambini, nonni, immigrati indiani, lavoratori, fidanzati in cerca di pace... Manca totalmente una segnaletica che avverta del possibile pericolo di annegamento in causa di un accidentale caduta nelle acque del canale. I ponti non sono adeguatamente posti in sicurezza, mancano i parapetti e un'eventuale scala a pioli che consenta il recupero oppure l'aggancio del individuo che accidentalmente finisca nel vortice delle acque. Il sifone della Gambara ha sul lato destro una griglia che può essere aperta da un bambino in qualsiasi momento, mancando la chiusura a lucchetto, sul lato sinistro mancano totalmente le griglie, ed ogni accidente di sicurezza....potrei continuare per molte righe ancora.
Per quanto concerne il canale, i lavori sono stati fatti male, anzi malissimo, la situazione di pericolo è avvertibile e già commentata da me con qualche passante, con gli abitanti della zona che sono molto preoccupati.

Premessa, le opere edili sono di competenza del Consorzio Dugali e non del Comune, però ravviso alcune questioni che riguardano il Comune stesso: in prossimità del lato sinistro una profonda fessura, a causa del mancata legatura dei ferri tra il piedritto del ponte ed il muro di sostegno curvo. Conseguenze per il comune: al passaggio delle acque nel tempo il muro può cedere e provocare una frana nella strada comunale;
L'asfaltatura è ridicola e alle prime gelate salterà, provocando buche che danneggeranno le autovetture (e il Comune è responsabile).

Angelo Garioni, architetto

Caro direttore,

in merito alla segnalazione di un lettore del Suo sito circa i pericoli del nuovo tratto di canale del consorzio Dugali, Foce Morbasco, segnalo che il neo eletto Consigliere Comunale di Cremona, Giovanni Ferraroni della Lega Nord, si è personalmente recato presso la sede del Consorzio Dugali avanzando proposte per migliorare la sicurezza, come la posa di scale o di altri accorgimenti, e raccomandazioni circa l'attenzione ai rischi, oltre che assicurando la continua vigilanza sull'opera che, a detta dei tecnici, non è ancora conclusa e quindi potrebbe essere migliorata. In ogni caso noi controlleremo e siamo sensibili alla problematica segnalata.

Giacomo Zaffanella, Consigliere comunale Lega Nord Cremona

Parcheggio Coop di via Vecchia: troppo buio di sera, mi sento insicura
Uno scippo in piazza Cadorna avverte che la città brigante si fa più audace


Caro direttore,
apprezzo molto l'iniziativa che dà valore alle lettere dei cittadini presentandole anche in prima pagina. Così acquistano più autorità i loro elogi ma anche le loro denunce. Mi rivolgo quindi al suo giornale per segnalare un problema. Il parcheggio Coop di via Vecchia (zona Po) viene frequentato anche a tarda ora. Ma l'intera area è molto fiocamente illuminata. Per fortuna fino ad oggi non si sono avuti fatti spiacevoli. Tuttavia le notizie che giungono dai parchi di grandi città allarmano tutti noi, compresa la sottoscritta che spesso è costretta ad attraversarlo quando è ormai buio. Ebbene, non stento a confessare la mia inquietudine, anche se per fortuna non mi è mai capitato nulla di grave. L'altra sera però sono stata avvicinata da due ragazzini che mi hanno fatto proposte oscene. Li ho liquidati con una frase ben assestata, hanno continuato a seguirmi per un centinaio di metri. I due adolescenti erano spuntati dalle piante subito dopo il ponticello che attraversa il Morbasco e lì sono tornati quando ho preso ho acceso il telefonino minacciando che avrei chiamato i carabinieri. Di certo questo parcheggio è poco illuminato, dunque potenzialmente pericoloso. Non si potrebbe migliorare la situazione, prima che succeda qualcosa di più grave?
Lettera firmata
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Il problema della illuminazione della città è serio.Cremona è buia, molto buia. La Giunta comunale ha parlato di un deciso miglioramento di prospettiva. Ma intanto le luci persino in piazza del Duomo degradano o sono spente. In questo caso come in altri dove si prospetta un pericolo serio - confermiamo la preoccupazione della lettrice - non si può intanto provvedere di urgenza? Altre notizie depongono male: lo scippo di una donna in piazza Cadorna a Cremona ad opera di un motociclista. La società brigante fa passi avanti. Mettimocela tutta, dunque, per anticiparne le mosse e combatterla (ove è possibile).

La burocrazia dell'AEM e cinque regole per ... "ostacolare" la raccolta della carta negli uffici

L'AEM ha diffuso una pregevole pubblicazione nella quale esalta il servizio di raccolta differenzata della carta. Un capitoletto si rivolge allo smaltimento della carta negli uffici ricordando che qui si producono considerevoli quantità di carta di ottima qualità: fotocopie mal riuscite, vecchi tabulati, archivi obsoleti, quotidiani ecc., stimando che mediamente ogni postazione di lavoro produca circa 100 kg di carta all'anno.

Benissimo. L'AEM ritira questa carta.

Di conseguenza un ufficio privato, molto fiducioso nella efficienza pubblica e assai volonteroso, si rivolge al numero telefonico indicato sul depliant : 03782 41866, ed ecco il primo incidente, il numero del depliant è sbagliato, il numero corretto è 0372 - 41866. Errore di stampa, evidentemente, facilmente superabile a lume di naso. L'importante è concordare il poderoso smaltimento di carta esaltato dalla nota ufficiale di cui sopra. Ma che accade, come ci viene segnalato con lettera firmata?

Risponde soltanto una segreteria telefonica.

L'ufficio in parola non demorde, ma deve rilasciare ben quattro messaggi prima di essere richiamato.

Ed ecco i brillanti diktat della burocrazia AEM per favorire la raccolta differenziata della carta "prodotta in abbondanza dagli uffici e di ottima qualità".


1) si accetta solo carta pulita, senza cellophane, polistirolo e reggette (punti metallici), senza fazzolettini di carta usati. Dunque i cestini debbono essere rovesciati e sottoposti a rigorosa pulizia.

2) la carta deve essere collocata in piccoli contenitori di cartone (non troppo pesanti)

3) si deve riunire carta in modo da riempire almeno mezzo furgoncino (la cui capienza non è specificata), a occhio dunque

4) la carta va portata a livello strada (nel portone o sul marcipiedi). Anche un piano di scale è troppo.

5) l'AEM si impegna a passare dopo due o tre giorni dalla chiamata.


Cinque disposizioni che non sono certo il massimo per incoraggiare alla raccolta differenziata. A chi lo fa osservare, ecco la risposta sensazionale dell'AEM, un caso davvero da "Striscia la notizia":

"Sapete cosa vi consigliamo? E' meglio che continuiate a fare come facevate prima..."


Lo scandalo Colonie Padane: così il Comune tutela le sue evidenze architettoniche e fa turismo?

Via del Sale porta anche al bel Parco al Po con la sua pista ed è una delle realizzazioni di cui Cremona può andare soddisfatta. Ma eccoci alla vergogna. Una vergogna perchè le Colonie Padane disegnate dall'ingegner Gaudenzi sono alcune delle realizzazioni più pulite e più belle della prima metà del Novecento, come la sede storica della Baldesio (si vede che il fiume ispirava i nostri progettisti).Da spavento il degrado della costruzione (ed anche quello progressivo del parco a guardarci bene dentro) Diamo qualche esempio, ma a girarci dentro si prova un senso di ira e di sconforto nel medesimo tempo. Il problema è che bisogna avere qualche ideuzza e amore per il bello. I soldi non mancano, come constatiamo affrontando la raffica di progetti che ci vengono presentati in questi giorni e di cui, in gran parte, si potrebbe tranquillamente fare a meno.

Troppi intralci sulla ciclabile di via Riglio... e che rischio!

Caro Direttore,
intervengo per segnalare questa volta il pietoso stato di abbandono in cui versa buona parte della pista ciclabile che corre parallela a via Riglio. Avendo scelto tale itinerario per una tranquilla gita in bicicletta, ho potuto constatare come la folta vegetazione esistente a lato di tale percorso stia letteralmente invadendo lo spazio che dovrebbe consentire ai ciclisti di procedere in sicurezza. Anzi, in vari punti siamo stati costretti a deviare bruscamente avvicinandoci pericolosamente alla sede stradale dove, nella più completa assenza di qualsiasi specifica protezione, si corre il rischio reale di essere investiti dai veicoli in transito. Una striscia bianca e un po' di erba non costituiscono certamente una adeguata o sufficiente protezione. Oltre alle condizioni del fondo in alcuni tratti sconnesso, non è da sottovalutare infine la precarietà della segnaletica nel punto in cui tale pista ciclabile attraversa via Riglio per portarsi sul lato opposto: infatti, a prescindere dalla completa assenza della segnaletica orizzontale, quella verticale appare posizionata in modo anomalo ed anche assurdo. Spero che non si tratti di un caso di "eutanasia di una pista ciclabile". Il tutto è comunque documentato dalle foto allegate.

Francesco Badalotti

Auto che contraddicono il divieto di sosta in corso V. Emanuele

Egregio Assessore Soregaroli, le invio una foto del tratto di strada di Corso V. Emanuele II regolato da un cartello stradale di divieto di fermata, che non prevede eccezioni. Presumo che tale cartello sia stato messo perché la sede stradale, restringendosi, rende pericoloso il transito a biciclette e automobili e, di conseguenza, anche ai pedoni. Le auto in sosta sono 9 (nove). Non vorrei essere nei panni del Vigile Urbano, e lo dico in sincerità, che si trova nella condizione di valutare il livello di "tolleranza" da applicare ai vari "permessi" esibiti sul parabrezza delle auto. Oltre alla già citata pericolosità del tratto stradale, mi permetto di far notare che le regole, quando sono stabilite, vanno rispettate e fatte rispettare: se non si è in grado (e i motivi possono essere diversi) e per essere coerenti, forse è meglio cambiare le regole. Carlo Inzaghi

Dimenticati i disabili nel sottopasso dell'ospedale

Sono state installate queste pedane, evidentemente per favorire l'accesso ai disabili nel sotto passo antistante l'Ospedale.La pendenza è di circa il 45%. impercorribile soprattutto per le carrozzine e troppo stretta per accoglierle. Pericolosissima, come si vede, soprattutto in discesa. Bisognerebbe obbligare chi le ha pensate e realizzate a collaudarle personalmente a bordo di una carrozzella da disabili così la smetterebbe di far danni. Foto Cesare Castellani


Caro Direttore, temo che in merito alla pedana del sottopasso dell'Ospedale lei abbia preso un abbaglio. Penso che nessun disabile possa usufruire della pedana, semplicemente perchè non è una pedana per disabili ma, penso, solo per favorire la salita delle biciclette. Penso infatti al pedone con bici alla mano che anziché attraversare la via Giuseppina trovi più sicuro scendere nel sottopasso per passare dall'altra parte.MM
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Peggio ancora. Manca persino l'idea di un sottopasso per i disabili. Davanti all'ospedale!

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Caro Antonio , M.M. peggiora il giudizio : se la pedana è come dice lui per i ciclisti , i Mandarini dell'ospedale sono usciti dalla norma per favorire , entrando in ospedale , chi ha la forza di arrivarci in bici . Non che se ne sbattano , non pensano neanche che da quelle parti possa giungere un povero cristo che ha bisogno di tutto . Flaminio Cozzaglio


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di Ven, 31 lug 2009