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Il centro destra ha conquistato il consiglio comunale di Cremona: vien fuori un altro buco?

Uno scrosciante entusiasmo accompagna l'insediamento di Oreste Perri, la sinistra resta muta e annichilita

Il bilancio varato dal centro sinistra è già sotto stretta osservazione, pare certo che si violerà il patto di stabilità per pagare molti creditori verso il Comune entro settembre

Il consiglio, le nomine e il gossip

In occasione del primo consiglio comunale sono state assegnate alcune cariche. Tanto per cominciare si è provveduto a ufficializzare la surroga di alcuni consiglieri che entrano così a pieno titolo nel Consiglio Comunale: Leonardo Siri, Roberto Panvini, Giovanni Ferraroni. Un quarto consigliere, Andrea Vacchelli, è subentrato dopo la rinuncia di Laura Carlino. (Tutti nell'ordine nelle foto a destra, di Mauro Gaimarri).
Si è poi proceduto a nominare il presidente del Consiglio Comunale. La minoranza ha candidato Alessia Manfredini (presentata da Fanti), la maggioranza ha candidato Alessio Zanardi (quinta foto). Una investitura di Maschi come capogruppo? Curiosamente, il compito di presentare Zanardi è toccato a Maschi, che gli ha conteso la poltrona di presidente fino all'ultimo nelle decisioni interne al Pdl.

Zanardi è stato eletto con 23 voti contro i 15 di Alessia Manfredini (3 gli astenuti: Perri, probabilmente Zanibelli e un componente della maggioranza non identificato).
Si è poi proceduto ad eleggere la Commissione Elettorale: i membri effettivi saranno Mirella Marussich e Giacomo Zaffanella per la maggioranza, Caterina Ruggeri per la minoranza. Membri supplenti Elena Guerreschi, Roberto Borsella e Giovanni Ferraroni.
La Lega Nord ha già annunciato che il suo capogruppo sarà Emiliano Ferrari, segretario cittadino (Zaffanella, già escluso dalla corsa agli assessori, resta quindi completamente fuori dai giochi).

Ma che elegantoni questi consiglieri, il più bello, ovviamente, Santo Canale che riceve lettere anche da Bari

E' proprio vero, i tempi dei politici alla Andreotti sono finiti. La classe dirigente di oggi si è adeguata ai tempi e cura molto di più il proprio aspetto estetico, la fotogenicità, la "bella presenza". Cosi nel salone del Consiglio Comunale abbiamo visto molti consiglieri vestiti in modo inappuntabile, a cominciare dagli elegantissimi leghisti che sfoggiavano tutti (o quasi) l'immancabile fazzoletto verde e la spilletta del "totem" Alberto da Giussano.
A farla da padrone è stato però certamente il giovanissimo Santo Canale, la cui elezione nella lista "Cremona nel cuore" ha suscitato tanto scalpore (gli elettori lo hanno preferito a molti professori nonostante un curriculum da modello senza esperienze in politica). Santo infatti è probabilmente il primo consigliere comunale della storia di Cremona che può fregiarsi di aver ricevuto una..lettera di un'ammiratrice. La ragazza non è neppure di Cremona ma di Bari ma tramite la sorella (residente a Cremona) ha fatto pervenire la lettera a Canale dopo aver notato la sua foto su alcuni rotocalchi nazionali. Vedremo cosa saprà fare come politico, ma di sicuro Canale ha già vinto la gara di popolarità fra il gentil sesso.
Da notare che anche nel pubblico si sono fatte notare diverse graziose figliole, altro segnale dei tempi. Fosse stato presente Berlusconi, ci avrebbe sicuramente regalato qualcuna delle sue celebri uscite...

Schifano, IDV, dà il gettone di presenza in beneficenza

Durante i lavori del primo Consiglio Comunale, il rappresentante dell'Italia dei Valori ha annunciato un'iniziativa diversa dal solito. Giancarlo Schifano, eletto appunto per il partito che fa capo a Di Pietro, donerà il proprio gettone di presenza relativo alle riunioni del Consiglio ad un ente di beneficenza che verrà precisato appena selezionato. Appoggiamo sicuramente l'iniziativa, sperando che non si tratti di una trovata populistica ma di un inizio di una attività finalizzata al bene comune e non al "poltronismo". A Schifano il compito di non deluderci.

di Alexandro Everet


Un clima decisamente diverso da quello del Consiglio Provinciale. Se la prima seduta dell'assemblea presieduta da Salini era stata noiosetta, in Comune si è subito trovato il modo assistere all'incrocio delle armi con le prime scintille tra maggioranza e minoranza. Andiamo però con ordine.
La seduta, iniziata in leggero ritardo, si è protratta per tre ore, fino alle 18, alla presenza di un pubblico folto e partecipativo, pencolante assai più verso il centrodestra che il centrosinistra. Le formalità iniziali sono filate via senza sussulti ma abbiamo comunque notato la tendenza ad applausi perfino eccessivi del centrodestra (a dimostrazione del clima euforico tra le fila della maggioranza) e la mancanza di galateo istituzionale del centrosinistra che non ha applaudito l'insediamento di Perri (proprio nessuno ha mosso le mani, qualche timido applauso da parte di una manciata di consiglieri al momento dell'insediamento di Zanardi invece: a nostro parere in certe occasioni si applaude la figura istituzionale e non la persona, sarebbe un atto dovuto e non politico, ma tant'è).

Qualche curiosità: un po' di caldo, alcune difficoltà col nuovo sistema elettronico di votazione (e alla fine il leghista Maffini si è lamentato con arguzia del fatto che le istruzioni erano in inglese e non in italiano:"piuttosto facciamole in dialetto cremonese", ma si è trattato solo di un disguido dovuto alla fretta).
Perri, apparso emozionato ma molto stanco dopo giorni di battaglie politiche (al contrario di un Malvezzi euforico, contento evidentemente delle tante deleghe strappate), ha esordito con un discorso conciliatorio ricco di elogi per Corada (e qui il centrodestra ha tributato un lungo applauso al sindaco uscente) e che ha sottolineato la volontà di essere un sindaco al servizio della gente, "anche di chi non mi ha votato" (contrariamente a Salini che aveva parlato di "responsabilità verso chi ci ha votato", escludendo gli altri). Perri ha anche promesso di non voler assecondare i partiti (ma come abbiamo già visto sarà tutt'altro che facile) e di voler essere pronto a discutere ogni proposta proveniente dall'opposizione.
Subito dopo ha preso la parola Corada con un dotto intervento (citazioni relative al '500 cremonese e a Winston Churchill) che non ha certo lesinato critiche a Perri: "Lasciamo una città ben amministrata e con i conti in ordine, il vostro non è stato un bell'inizio con il sindaco che batte i pugni e le ingerenze dei partiti, la delusione è palpabile, il sindaco non ha resistito alla pressione dei partiti e ci dispiace".
Parole condivisibili anche se sarebbe giusto ricordare che a suo tempo anche Corada ha ceduto ugualmente più volte alle pressioni dei partiti...
Atteso l'intervento di Zanibelli che ha parlato di "attacchi strumentali e interpretazioni faziose della posizione dell'Udc, una politica che non mi appartiene e che non vincerà" e ha poi annunciato l'appoggio a Perri.
Maschi del Pdl ha invece avuto parole di apprezzamento per Maura Ruggeri (elogiata anche da Corada e da altri, inizialmente ha diretto i lavori fino alla nomina di Zanardi quale nuovo presidente del Consiglio in quanto consigliere anziano).
Si è poi passati alle prime decisioni operative e qui sono arrivate le scintille. In merito al finanziamento dei lavori per il recupero della Cascina "Casella" a San Felice si è assistito a un acceso scontro Malvezzi-Soregaroli. Soregaroli infatti ha sottolineato le acque agitate nella maggioranza per poi chiedere delucidazioni tecniche sulla richiesta di finanziamento, Malvezzi ha risposto spiegando che in quanto ex assessore Soregaroli dovrebbe ben sapere che tali dati sono allegati agli atti e si possono consultare in altre sedi ("essendo il consiglio una sede amministrativa e non tecnica"). Soregaroli ha replicato invitando Malvezzi a dare un segnale di discontinuità col passato, come preannunciato dal Pdl in campagna elettorale. Ad ogni modo il provvedimento è stato approvato con l'appoggio della minoranza.
Ancora più acceso il dibattito sulla questione Ca' de' Somenzi. L'assessore al bilancio Nolli ha infatti spiegato che la prevista procedura negoziale di assegnazione dei lavori (cioè una gara tra 10 società che avevano già depositato la busta con la propria offerta, solo da aprire) è stata annullata in seguito a una lettera inviata dal gruppo Triboldi il 3 luglio che annuncia la disponibilità a finanziare il 50 per cento dei lavori da parte della società soresinese in cambio del diritto di superficie. Una buona opportunità per il Comune di risparmiare denaro ottenendo comunque lo svolgimento dei lavori, grazie appunto a Triboldi. Occorre però ovviamente rinegoziare la procedura.

Il dibattito si è acceso.
Nolli ha infatti replicato alla precedente affermazione sui "conti in ordine" lasciati da Corada dicendo chiaro e tondo "mi dispiace ma in sole 24 ore ho già appurato che il bilancio non è in ordine e avremo grossi problemi anche col patto di stabilità", tra gli applausi del pubblico. Nolli ha anche rimproverato la ormai ex maggioranza di non avere ancora ottenuto alcune autorizzazioni relative ai lavori del palazzetto e si è vantato della possibilità di ottenere lo svolgimento dei lavori a costo ridotto.
Corada si è difeso ricordando che i "conti sono in ordine ma questo non significa che non ci siano problemi dovuti soprattutto al mancato trasferimento dell'Ici e altre situazioni del genere". Soregaroli ha invece ricordato che la promozione della Vanoli non era prevista e prevedibile e quindi si dovuto operare in tempi stretti. Ad ogni modo il punto è stato approvato anche dalla minoranza e quindi il Comune stanzierà 2.500.000 euro per i lavori che dovrebbero però costare solo 1.000.000-1.200.000 euro, con un costo per il Comune finale di 500.000-700.000. Un bel risparmio.
Ultima battuta per Quinzani che ha invitato la maggioranza a non esagerare con gli applausi dopo ogni intervento:"Non siamo al circo".
Insomma, la combattività non manca alle parti in contesa. Speriamo che serva a produrre qualcosa di utile per la comunità e non si riduca a uno sterile esercizio sloganistico.

Laura Carlino, le ragioni del mio gesto: si è sposata una visione economicistica della cultura abbandonata persino dagli USA

Perri si muove in direzione opposta al programma di settore che ho scritto e fu fatto suo dal sindaco

Caro Direttore,
molti in questi giorni mi chiedono ragione della mia decisione di non accettare la nomina a consigliere comunale, e molte sono le illazioni in proposito: non meritano risposta. Ma una spiegazione la devo a tutti coloro che mi hanno dimostrato la loro fiducia.
Per dieci anni, dai banchi dell'opposizione, mi sono battuta spesso contro, a volte a fianco delle passate amministrazioni per affermare una visione della cultura della quale sono profondamente convinta, e che si esplica in una politica culturale di qualità che metta al primo posto le grandi risorse che in questo campo la città offre. Non mi dilungo, non è necessario, anche perché questa mia visione della politica culturale a Cremona risulta chiarissima dalla lettura del relativo programma che ho scritto, e che il sindaco Perri ha fatto proprio presentandolo agli elettori.
Ora la scelta di accorpare le deleghe di Cultura, Turismo e Attività produttive vede Perri e la sua giunta muovere in una direzione non diversa, ma opposta. E' infatti la scelta di sposare una visione economicistica e riduttiva della cultura che non mi appartiene, e che fra l'altro è stata ormai da tempo abbandonata in tutto il mondo occidentale, persino negli Stati Uniti che, qualche decina di anni fa, l'avevano introdotta e promossa. Se questa visione sopravvive oggi, grazie alla nuova amministrazione, in questo lembo di Padanìa, mi dispiace, ma non posso condividerlo. Chi mi conosce sa che non abdico alle mie convinzioni, e che non potrei quindi accettare di esprimere il mio consenso a scelte derivanti da una concezione della cultura che non è assolutamente la mia. Sono quindi spiacente di deludere le aspettative di chi mi ha dato fiducia con il suo voto, ma non ho scelta. Di sicuro continuerò a lavorare per la mia città in altro modo: non c'è solo la politica. Detto questo, rivolgo al sindaco Perri, all' assessore De Bona e a tutta la giunta comunale i miei auguri per un buon lavoro.

Laura Carlino

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Ci sono già molti sintomi che fanno davvero e purtroppo temere che si prenderà la strada indicata dall' ex consigliere del Pdl.

La Giunta Perri ha escluso il rappresentante dell' UDC

Zanibelli UDC: "Voto Perri, non mi dimetto perché non mi piego ai diktat che pesano sul sindaco, ma perché debbo rispondere ai miei elettori "

Il segretario Trespidi aveva già dato un avvertimento : valuteremo il comportamento di PdL e Lega
Ecco la nuova giunta

il Sindaco di Cremona Oreste Perri ha nominato gli Assessori della sua Giunta e conferito le deleghe. La Giunta d’insediamento si terrà questo venerdì 10 luglio alle ore 12,30. Sempre questo venerdì alle ore 15 si riunirà per la prima volta il Consiglio Comunale.


SINDACO

Oreste Perri

Affari Generali e Legali

Rapporto con le Istituzioni

Governance Enti e Aziende Partecipate

Coordinamento dell’Attività Programmatoria

Expo 2015

Comunicazione

Sport

 

VICE SINDACO 

Salvatore Carlo Malvezzi (PDL)

Funzioni sostitutive del Sindaco in caso di assenza o impedimento / Rapporti con il Consiglio Comunale / Pianificazione Urbanistica ed Edilizia Privata/ Attuazione Piani Insediamenti produttivi

Sportello Unico delle Imprese e dell’Edilizia

Servizio Informativo Territoriale

Piano Strategico e AQST (Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale)


ASSESSORI


Jane Alquati (Lega Nord)

Politiche Educative e della Famiglia

Politiche Giovanili e Informagiovani

Università e Formazione Professionale

Pari opportunità

Tempi e Orari della Città

 

Luigi Amore (PDL)

Politiche Sociali

Rapporti con le Istituzioni e Aziende Socio-Sanitarie del Territorio, l’Azienda Speciale Comunale,

Fondazioni e Mondo del Volontariato

comunale, le deleghe


Francesco Bordi (Obiettivo Cremona)

Politiche Ambientali e Agenda 21

Politiche energetiche

Sviluppo sostenibile

Politiche di Gestione dello Smaltimento Rifiuti e degli Impianti di Trattamento

 

Maria Vittoria Ceraso (Lista Ceraso)

Politiche delle Risorse Umane

Sviluppo Informatico e delle Nuove Tecnologie

Servizi Demografici e Statistici

Diritti di Cittadinanza

Innovazione Amministrativa


Irene Nicoletta De Bona (PDL)

Politiche Culturali

Sistema Museale

Turismo e Gemellaggi

Politiche Commerciali e Pubblici Spettacoli


Claudio De Micheli (Lega Nord)

Patrimonio Comunale ed Espropriazioni

Rapporti con i Cittadini, le Periferie e i Quartieri

Aree e Servizi Cimiteriali


Roberto Nolli (PDL)

Politiche Finanziarie e di Bilancio

Economato

Rapporti finanziari con Enti e Aziende Partecipate

Controllo di Gestione

Ufficio Europa

Sviluppo Economico


Alessandro Zagni (Lega Nord)

Sicurezza e Polizia Municipale

Protezione Civile


Francesco Zanibelli (PDL)

Lavori Pubblici

Edilizia Scolastica e Abitativa

Impiantistica sportiva

Verde Pubblico e Arredo Urbano

Gestione Mobilità, Traffico e Viabilità 


di Angelo Zanibelli UdC


Mi sia consentito di spendere alcune parole che mi auguro siano chiarificatrici per stigmatizzare la posizione dell'UDC e mia personale, oggetto nelle ultime settimane di capziose interpretazioni, di strumentali attacchi e di un ancor meno comprensibile epilogo.

Una vicenda in cui hanno prevalso un'idea ed un modo di far politica che non mi appartengono e che comunque non saranno mai vincenti, come ogni qual volta si crede di poter raggiungere un risultato calpestando la dignità delle persone, il diritto e la libertà di esprimere opinioni, la libera scelta, la libera scelta di chi in modo democratico elegge ed il dovere di essere coerenti verso coloro che col loro voto hanno espresso l'adesione ad un progetto.

Permettetemi quindi una rapida ricostruzione di fatti, per poi trarre le dovute valutazioni politiche.

Sono stato chiamato dall'UDC a capeggiare la propria lista dopo che la stessa era stata scaricata da una alleanza di programma nell'ambito della coalizione di centro destra, ed aveva deciso di correre da sola.

Ho condotto una campagna elettorale all'insegna della non appartenenza alla destra e alla sinistra, ma proponendomi all'elettorato come una forza di centro, con un proprio programma da attuare, che avrebbe svolto il proprio ruolo, chiunque avesse vinto, promuovendo e sostenendo ciò che fosse stato in linea col proprio programma e respingendo ciò che ad esso fosse stato contrario.

Con questo obiettivo e con questo posizionamento abbiamo ottenuto la fiducia degli elettori al primo turno, escludendo quindi ipotesi di apparentamento che, se fossero esistite le necessarie convergenze programmatiche, non vi sarebbero state ragioni per non effettuarle da subito.

Da qui il mio dissenso dalla scelta fatta dagli organi di partito di apparentamento con le liste che sostenevano Perri al ballottaggio.

Una questione solo ed esclusivamente di coerenza con una campagna elettorale e con un consenso ottenuto a fronte di un posizionamento al centro dei due schieramenti, che non privilegiava le alleanze ma i contenuti programmatici.

Non ho mai indicato un apparentamento col centro sinistra, che sarebbe stato altrettanto incoerente, ma solo pretendevo congruità e coerenza con due mesi di campagna elettorale.

Fermo restando che questa è stata e continua ad essere la posizione che avrei ritenuto politicamente più corretta, coerente e rispettosa degli elettori, non ho potuto ignorare che altra è stata la scelta degli organi del partito, di cui in consiglio sono l'unico rappresentante.

Da qui l'impegno assunto con la segreteria nazionale a sostenere la posizione dell'UDC che aveva portato alla elezione del Sindaco per due ragioni: la prima per rispetto della scelta maggioritaria del partito rivelatasi determinante per la vittoria di Perri, e la seconda per non fornire pretestuosi alibi agli alleati nel non rispettare gli accordi speculando sulla mia posizione di presunta non garanzia alle scelte del partito.

Quindi non una inversione di rotta, ma il rispetto di una scelta e la constatazione che l' Udc ed il suo elettorato avevano contribuito in maniera determinante ad eleggere questo sindaco: da qui la leale dichiarazione di fiducia al Sindaco e alla giunta da lui scelta.

Questi sono i fatti e questi fatti sarebbero dovuti bastare a non trovare altri pretesti, arrivati fino al ricatto di subordinare l'entrata in giunta dell'UDC alle mie dimissioni da consigliere.

Poiché voglio credere che non si tratti di questione personale, bensì di questione politica, ribadisco che non è questo un modo di far politica che mi appartiene, perché qualcuno deve spiegare agli elettori che sono stati determinanti per assicurare a questa maggioranza la governabilità della città, perché non hanno il diritto di essere rappresentati negli organi di governo del comune.

Non mi dimetto perché anzitutto rispetto i cittadini che mi hanno eletto, non mi dimetto perché non permetto a nessuno di scegliere al posto loro ed in particolare non permetto di fare ciò a chi neppure si è sottoposto al giudizio degli elettori.

L'UDC, che qui rappresento, rispetterà l'impegno preso quando ha deciso di sostenere l'elezione di Perri, per cui, pur non avendo rappresentanti in Giunta, voterà la fiducia al Sindaco.

Come ha detto giustamente il segretario provinciale dell'UDC, "da questa vicenda esce sconfitta l'idea che l'UDC, pur di occupare posti, è disposta a tutto, a passare sopra la testa delle persone, a partire da quella che ha deciso di candidare a sindaco di Cremona".

Resta l'amarezza di constatare la logica di PDL e Lega che pretenderebbero di scegliere chi deve sedere in consiglio anche se legittimamente eletto, e la delusione nel constatare come PDL e Lega siano capaci di minare l'autonomia del Sindaco costringendolo a sottostare alle loro posizioni che definiscono politiche:

Ma poiché più delle pochezze partitiche valgono gli impegni assunti verso gli elettori, confermo la mia fiducia al Sindaco, che ripeto dovrà spiegare agli elettori dell'UDC che hanno contribuito ad eleggerlo, perché non debbano avere il diritto di essere rappresentati negli organi di governo della città.

...Ma nell'UDC volano impietose sciabolate

Roberto Vitali attacca Trespidi: "Chi ha perso sei tu"


Caro Trespidi, è da tempo che ritengo ridicole le dichiarazioni che fai alla stampa. In particolare ieri ti sei superato ed allora qualcuno deve dirtelo: “Chi ha perso sei tu! ” . Tu e quei pochissimi amici che ti girano attorno, e che presto ti abbandoneranno. Sei perdente perché hai scommesso sul cavallo sbagliato. Sei perdente perché pensavi di far politica da solo, senza il partito. Sei perdente perché le potenzialità del dott. Angelo Zanibelli non sono state portate in risalto.
Nelle ricostruzioni dei fatti, che ho letto in questi giorni, ci sono dei punti sui quali intendo dare la mia chiave di lettura. Gli elettori, quelli che hanno votato UDC, non sono né tuoi né di Zanibelli. Loro hanno espresso un consenso, una volontà o un’opinione verso un’ideale che il partito gli assicura con i sui programmi.
Ovvio che il discorso assume connotazioni diverse circa le preferenze, dove le persone indicano in modo chiaro la fiducia verso il candidato. Capitolo a parte invece è Berlusconi. Lui incarna il moderno populismo ed è l’unico in grado di indirizzare da solo gli eventi. Non che questo mi trovi d’accordo, ma è un dato oggettivo. Dopodichè nell’attuale sistema bipolare bisogna schierarsi per realizzare i programmi.
Ora, a bocce ferme, ti faccio qualche domanda: credi di essere così bravo da riuscire a catalizzare in provincia di Cremona il voto di migliaia di persone, o forse è l’Unione di Centro che ha un discreto consenso? E allora come potevi pensare di fare a meno dell’appoggio dell’UDC per il posto al sole?
Pensavi veramente che Zanibelli potesse essere la pedina che ti avrebbe portato allo “scacco matto”? Bé hai sbagliato. Ora sei rimasto tu e lui. La tua partecipazione in consiglio provinciale e la sua in consiglio comunale. Due sedie occupate non per meriti personali ma che sono dell’UDC. Dopodichè, caro Trespidi, sei libero di girartela a piacere, ma credo che il Sindaco di Cremona, ed i segretari di Pdl e Lega sappiano rispettare la parola data agli elettori, mentre tu dovrai fare le opportune valutazioni e comportarti di conseguenza.
Replica Trespidi, affermando tra l'altro:L'UDC... "Non è l’UDEUR di Mastella dalla quale l’ormai ex responsabile delle politiche famigliari proviene. – continua Trespidi – Nell’UDC le discussioni vengono fatte e le decisioni vengono prese nel Comitato provinciale e alle decisioni, a partire dal Segretario, si devono attenere ed adeguare tutti i dirigenti del partito. Questa è la regola aurea che consente anche alle piccole formazioni politiche come la nostra di essere credibile nei confronti del proprio elettorato e delle altre forze politiche...".
Il consigliere comunale Angelo Zanibelli

attacca il segretario cittadino


Il segretario cittadino dell’UDC anziché perdersi in stucchevoli e inopportune dichiarazioni pensi a svolgere meglio il suo ruolo.
La fiducia data a Perri è stata data in conformità e nel rispetto degli elettori che hanno con il loro voto contribuito in maniera determinante alla mia elezione di consigliere comunale in quota UDC.
Dico questo in risposta al segretario cittadino UDC Zelioli per ricordare che le sole vere indicazioni da rispettare sono quelle dei cittadini che liberamente e democraticamente eleggono i propri rappresentanti e non quelle che vengono dalle stanze dei partiti. Se Zelioli avesse presente tutto ciò,non avrebbe sicuramente creato le condizioni perché i suoi amici nelle file del PDL si permettessero di chiedere la testa del consigliere eletto per far entrare l’UDC in giunta e tanto meno avrebbe assecondato e rafforzato tale richiesta anche nell’ambito del suo stesso partito.
Una simile politica oltre che non rispettosa degli elettori e della dignità di un partito - conclude Zanibelli - ha portato al risultato attuale per cui chi ha contribuito in modo determinante ad eleggere questo Sindaco e questa maggioranza non ha diritto di far parte del governo della città. A questo deve rispondere il Sindaco Perri.
E Zelioli, che tanti amici ha nelle formazioni alleate di PdL e Lega, potrebbe aiutare a cercare questa risposta visto che ne ha sempre favorito le istanze.

L'esordio di Massimiliano Salini in Provincia, un'aula stipata, discorso di principio, nessun dettaglio

Eletto presidente del consiglio Carlalberto Ghidotti

La giunta provinciale schierata, a destra Salini in un momento di pausa


di Alexandro Everet


La squadra

Presidente con delega a Bilancio e Personale
MASSIMILIANO SALINI

Vicepresidente con delega a sicurezza del territorio e rapporto con i piccoli comuni-turismo ed expo-innovazione
FEDERICO LENA

Assessore federalismo e semplificazione-rapporti con il consiglio-statuto e regolamenti
FILIPPO BONGIOVANNI
Assessore cultura-sport-giovani
CHIARA CAPELLETTI
Assessore patrimonio e servizi generali
GIUSEPPE FONTANELLA
Assessore Governo del territorio-opere pubblichee
GIOVANNI LEONI
Assessore istruzione-formazione-lavoro
PAOLA ORINI
Assessore agricoltura-ambiente
GIANLUCA PINOTTI
Assessore politiche sociali ed associative
SILVIA SCHIAVI
Assessore sviluppo economico
MATTEO SOCCINI

Tante gente, un po' di noia, alcune nomine e l'immancabile stilettata polemica. Il primo atto del nuovo Consiglio Provinciale (tenutosi nella sede del palazzo provinciale lunedi pomeriggio a partire dalle 15), per la prima volta dominato dal centrodestra, non ha riservato sorprese. Il dato forse più significativo riguarda i presenti, davvero numerosi. Per lo più giornalisti, ma anche diversi curiosi, evidentemente desiderosi di assistere dal vivo ad un cambio epocale.
Quanto ai protagonisti, i politici, abbiamo notato visi abbacchiati nelle fila del centrosinistra e visi sorridenti e magari un po' emozionati fra i banchi del centrodestra. Enigmatico Salini, che sembra non tradire nessuna emozione, quasi glaciale. Dal che si possono trarre conclusioni diametralmente opposte riguardo alla gestione del potere in Provincia.
Il discorso del neo-presidente non ha riservato sorprese: abbastanza formale e di principio, non è pressoché sceso nel dettaglio, tra un riferimento a Don Sturzo come pilastro ideale di paragone e una autodichiarazione di nuovismo un po' forzata ("per chi come me si affacciava per la prima volta sulla scena della politica attiva", non che il neo presidente Salini non abbia dalla sua una discreta esperienza di navigazione politica, quindi proprio nuovo non è... testimone Formigoni). I passaggi forse più interessanti sono quelli legati alla politica nazionale, col governo Berlusconi indicato come esempio da seguire per la capacità di dare soluzioni concrete come nel caso del terremoto in Abruzzo (opinione che come tale va rispettata ma coloro che in questi giorni manifestano il proprio malcontento nelle terre terremotate avrebbero probabilmente qualcosa da ridire...) e con l'affermazione del realismo quale vera questione morale della politica, in contrapposizione a chi "si autoproclama in modo farisaico migliore degli altri" (e qui secondo noi Salini ha le sue buone ragioni, basti pensare alle branche snob e autoreferenziali di certi partiti politici.) Il cenno sulla sicurezza è un omaggio alla Lega che mette però alle spalle - come osserverà poi Torchio - l'accordo sottoscritto anche da Crema. Ma qui, se si riferisce all'immigrazione, sulla quale ha in effetti pochi poteri, Salini galleggia tra nazionale e locale. Nell'insieme i contenuti sono ovvi e piuttosto modesti.

Le puntate sul locale sono rare e tenute tra i denti, parlano di gestione della precedente Giunta poco oculata sul patrimonio artistico e la cultura in genere richiamano alla necessità di nominare un direttore generale di fiducia. Risponde ovviamente Torchio: "Ci sono otto milioni di euro in arrivo, dovrebbe ringraziare l'ex assessore Spingardi e Rebecchi".

Dopo il discorso del presidente e l'insediamento ufficiale è stato eletto il nuovo Presidente del Consiglio Carlalberto Ghidotti del Pdl, con 20 voti all'attivo (la maggioranza più un voto proveniente dall'opposizione, probabilmente Trespidi). Battuto il candidato del centrosinistra Eugenio Mainardi con 9 voti, 2 gli astenuti. Vice presidente è swtato nominato Eugenio Vailati. Quindi è toccato ai capogruppo che sono i seguenti: PDL Maurizio Borghetti LEGA NORD Franco Mazzocco, UDC Giuseppe Trespidi, PD Giovanni Biondi, LISTA PER TORCHIO Giuseppe Torchio, ITALIA DEI VALORI Giacomo Guerrini, RIFONDAZIONE COMUNISTA-COMUNISTI ITALIANI Giampaolo Dusi
Prima di chiudere la seduta (durata in tutto un'oretta) ha preso la parola un solo consigliere, precisamente Dusi, che ha subito lanciato una bordata a Salini. Dopo le congratulazioni di rito per l'elezione ottenuta, Dusi ha infatti sostenuto che col suo discorso Salini pare pensare che questo sia "un ente a livello di fantascienza", dimenticando che per centrare gli obiettivi servono i soldi che potranno arrivare solo da stato e regione. Tutto dipenderà da quello. Insomma, senza soldi non si combina nulla.




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20:47:53
di Dom, 12 lug 2009