La città del violino


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La liuteria cremonese in mostra a L’Aquila durante il G8
con “Il Carlo IX” di Andrea Amati ed il violino di Primo Pistoni premiato al Concorso Triennale

Le eccellenze della produzione italiana sono protagoniste, a L’Aquila, di una mostra all’interno della Caserma della Guardia di Finanza, sede del summit dei G8. La esposizione, che si protrae in seguito per circa un mese, e dopo il vertice internazionale sarà aperta pubblico, vuole proprio sottolineare la connessione tra passato e presente nella grande tradizione artigianale e artistica del nostro Paese. Con il Codice di Leonardo, i vetri di Murano, il grande design di arredamento, la Vespa, la moda e quant’altro, anche la liuteria di Cremona ha un ruolo da protagonista.
Il contatto con il Ministero è avvenuto tramite la Fondazione Stradivari che ha immediatamente coinvolto il Comune ed in particolare il Museo Civico. Si è così elaborato un progetto, immediatamente accolto con convinzione dal Ministero, per presentare ciò che può sintetizzare la storia della liuteria di Cremona: da un lato il violino di Andrea Amati “Il Carlo IX” (Le Violon du Roi) a simboleggiare l’inizio della grande scuola cremonese, e dall’altro lo strumento dell’ultimo vincitore cremonese del Concorso Internazionale di Liuteria. Si tratta di uno splendido violino del maestro Primo Pistoni, premiato nel 1997, proposto a simbolo dell’eccellenza della produzione contemporanea.
Il fatto che per la prima volta, in un’occasione così importante, sia stato il Ministero a pensare alla nostra liuteria è il segno tangibile del lavoro di promozione e divulgazione condotto in questi anni.
Da un lato la richiesta, già avallata dall’UNESCO, di riconoscimento della liuteria cremonese quale patrimonio immateriale dell’umanità avanzata dal Comune, dall’altra i numerosi contatti intrattenuti con il Ministero per alcuni grandi progetti internazionali ed in particolare quello più immediato della collaborazione con il Palazzo Reale di Madrid, hanno ottenuto lo scopo di mantenere alta l’attenzione del Ministero su Cremona.

Una delegazione - composta dal presidente della Fondazione Stradivari Paolo Bodini, dal direttore generale del Comune di Cremona, Vincenzo Filippini e dalla dirigente del Sistema Museale, Ivana Iotta in rappresentanza del Sindaco, trattenuto a Cremona dal delicato momento politico - si è, infatti, recata nel capoluogo abruzzese per il vernissage della rassegna

Assente il Ministro Bondi per improvvisi impegni, il Governo era rappresentato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Guido Bertolaso. Il folto gruppo delle autorità e giornalisti, guidato dal curatore della mostra dott. Nicosia, ha quindi percorso tutti i vari momenti espositivi soffermandosi per brevi presentazioni da parte dei vari allestitori o presentatori.

Per Cremona è toccato al presidente Bodini f presentare “le violon du Roi”, il Carlo IX di Andrea Amati esposto a fianco del violino del maestro Primo Pistoni.

Il Concorso internazionale degli Strumenti ad Arco: ecco tutti i dettagli, con giuria e date

di Sandro Rizzi


I liutai di tutto il mondo sono invitati alla loro "Olimpiade". Hanno tempo fino al 30 aprile per inviare la domanda di partecipazione. E' uscito il bando del XII Concorso Triennale internazionale degli strumenti ad arco, indetto dalla Fondazione Antonio Stradivari. Dal 23 settembre all'11 ottobre gli strumenti vincitori saranno esposti nel Palazzo Pallavicino Ariguzzi, in Piazza Sant'Omobono, attuale sede della Fondazione, e quindi suonati durante il concerto al Teatro Ponchielli che, tradizionalmente, chiuderà la manifestazione. Il concorso mira a trovare il meglio della liuteria contemporanea, nelle categorie violino, viola, violoncello, contrabbasso. Possono partecipare tutti i liutai professionisti, senza distinzioni di nazionalità, età e sesso, ciascuno con non più di due strumenti e non più di uno per categoria, costruiti dal 2006 in poi.

La giuria internazionale, presieduta da Paolo Salvelli (Fondazione Walter Stauffer), comprende cinque musicisti (Giovanni Gnocchi, Italia; Bing Huang, Cina-Usa; Natalia Lomeiko, Russia-Gran Bretagna; Vladimir Mendelssohn, Romania-Olanda; Nabil Shehata, Kuwait-Germania) e cinque liutai (Frédéric Becker, Francia; Christopher Germain, Usa; David Rattray, Gran Bretagna; Giorgio Scolari, Italia; Jan Baptista Špidlen, Repubblica Ceca). Sono previsti quattro primi premi-acquisto da parte della Fondazione "Antonio Stradivari" per il miglior violino (€ 12 mila), la miglior viola (€ 14 mila), il miglior violoncello (€ 20 mila), il miglior contrabbasso ( (€ 22 mila) con medaglia d'oro e diploma d'onore. Medaglie d'argento e di bronzo per i secondi e terzi classificati delle varie categorie, oltre a numerosi altri premi. Tutti gli strumenti vincitori dei Concorsi Triennali "Stradivari" sono esposti al pubblico in permanenza nella sede della Fondazione.

L'albo d'oro si apre con la prima edizione della Triennale, 1976 (Giorgio Cè, violino, Pietro Badalassi, viola, Erminio Malagutti, violoncello) e arriva alla XI del 2006 (il primo premio fu assegnato solo a Francesco Toto, per il violoncello).
Secondo Paolo Bodini, presidente della Fondazione, il concorso, che lui definisce "l'Olimpiade della Liuteria", è "la più importante manifestazione cui un liutaio possa partecipare per valutare la sua capacità costruttiva, ma soprattutto per confrontarsi con quanto avviene nel resto del mondo".
Palazzo Pallavicino Ariguzzi non è la sede definitiva per la Triennale perché - aggiunge Bodini - "è urgente per Cremona trovare una sede che diventi davvero la Casa della Liuteria dove concentrare le collezioni, le mostre e tutte le attività inerenti questo settore di primario interesse".

Cremona, aggiungiamo noi, non manca certo di palazzi liberi che potrebbero ospitare tutti i suoi numerosi tesori: l'importante è che enti pubblici e privati trovino, presto, un'intesa per scegliere la collocazione più razionale e adatta ad ogni settore. Evitando dispersioni o doppioni. Superando considerazioni elettoralistiche, ripicche o egoismi di parte. Esempi di altre città, anche vicine, potrebbero, o meglio dovrebbero, essere utili.

Indagini scientifiche non invasive su alcuni strumenti appartenenti alla collezione civica “Gli Archi del Palazzo Comunale di Cremona”.

La Giunta Comunale ha accolto la richiesta della “Fondazione Antonio Stradivari Cremona – La triennale” di adesione ad un progetto per l’acquisizione di dati tecnico-scientifici riguardanti le tecnologie costruttive degli strumenti storici cremonesi eseguendo indagini scientifiche non invasive sui seguenti violini appartenenti alla collezione civica “Gli Archi del Palazzo Comunale di Cremona”: Antonio Stradivari, Il Cremonese 1715; Giuseppe Guarneri del Gesù, Stauffer del 1734 (di proprietà della Fondazione Walter Stauffer); Enrico Ceruti, Stauffer del 1868 (di proprietà della Fondazione Stauffer). Le indagini saranno eseguite direttamente a Palazzo Comunale, senza spostare gli strumenti, curate dall’equipe di lavoro composta da Fausto Cacciatori, Claudio Canevari, Umberto Cesellato, Jean-Philippe Echard, Marco Fioravanti, Mario Lazzari, Curzio Merlo, Flavio Smerieri e Virginia Villa, in collaborazione con l’IPIALL Stradivari di Cremona. La Fondazione Walter Stauffer di Cremona ha già autorizzato, per gli strumenti di sua proprietà, l’esecuzione delle indagini conoscitive.

In occasione del programma triennale “Stradivari … ed oltre” 2008 – 2010 dedicato agli strumenti della scuola cremonese dal 1730 alla fine dell’ottocento, la Fondazione Stradivari ha infatti in progetto una campagna di acquisizione di dati sugli strumenti storici al fine di costituire un corpus di informazioni tecnico scientifiche sulla storia delle tecnologie costruttive dei violini cremonesi. I dati acquisiti saranno a disposizione degli studiosi anche al fine di poter realizzare confronti incrociati con altri strumenti musicali e con manufatti lignei coevi, per ricostruire la storia di una cultura materiale nella quale rimangono tuttora alcuni punti non ancora chiariti.

Il rigoroso indirizzo generale che verrebbe seguito è, in parte, quello già sperimentato nel corso delle indagini non invasive realizzate sugli strumenti della famiglia Amati i cui risultati sono stati esposti nelle mostre tematiche degli anni passati e precisamente: stereomicrospia e microspia ottica; luminescenza UV (Ultra violetto); radiografia RX (raggi X); riflettografia IR (Infrarosso); bianco e nero; Riflettografia IR in falsi colori; spettrografia di fluorescenza ai raggi X; spettrografia raman (microscopia m-Raman). A seguito di una prima interpretazione dei dati, si valuterà se procedere con la termovisione della superficie e con la determinazione dell’umidità. Il settore analitico delle indagini, al quale verrà dedicata una particolare attenzione, si basa sull’impiego di tecniche di recente introduzione e ad un altissimo contenuto tecnologico, divenute in alcuni casi irrinunciabili nell’ambito degli studi che vengono condotti in concomitanza con il restauro di importanti opere d’arte: tavole policrome, sculture lignee, manufatti mussali di vario tipo. Si tratta di metodi d’indagine non invasiva che non comportano altra interazione se non il contatto e la manipolazione da parte di operatori qualificati e l’esposizione nel corso delle indagini a radiazioni elettromagnetiche di vario tipo (luce visibile, infrarossa o ultravioletta, raggi X) in condizioni di assoluto controllo ed estrema sicurezza: tra questi metodi la spettroscopia FT-IR in riflettanza (senza prelievo di campioni) o con sonde a fibre ottiche, la spettroscopia microRaman, la spettroscopia di fluorescenza ai raggi X. Parallelamente al lavoro di tipo analitico e di rilevamento verrà svolto un ampio programma di ricerca sulla storia dei materiali e delle tecnologie impiegate nella liuteria e a partire dalle fonti storiche originali: nel complesso si tratterà di un lavoro interdisciplinare di ampio respiro che costituirà un ulteriore contributo ad una più approfondita conoscenza degli aspetti più complessi e poco noti del settore.

Richiesta del Conservatorio di Musica di Mantova all’uso del violino “Vesuvius 1727” per registrare alcune opere di Luigi Gatti. - Il Comune ha accolto la richiesta del Conservatorio di Musica di Mantova di poter utilizzare il violino di Antonio Stradivari “Vesuvius” appartenente alla collezione civica “Gli Archi del Palazzo Comunale di Cremona” per registrare alcuni brani di Luigi Gatti, nell’ambito del progetto in corso di realizzazione che prevede lo studio e la pubblicazione del catalogo delle opere del musicista mantovano. La registrazione, con le attrezzature di proprietà del Conservatorio, sarà effettuata a Cremona e lo strumento sarà suonato dal maestro Paolo Ghidoni.

Un violino di Francesco Ruggeri del 1675, di proprietà privata, in comodato per la sua esposizione all’interno della collezione “Gli Archi di Palazzo Comunale”

Un collezionista privato ha offerto in comodato, per la sua esposizione all’interno della Collezione “Gli Archi di Palazzo Comunale” (prestigiosa raccolta di esemplari della produzione dei più grandi maestri della tradizione liuteria cremonese) il violino di Francesco Ruggeri del 1675 di sua proprietà. Stante il grande valore storico ed artistico dello strumento, la Giunta ha ritenuto opportuno non rinunciare all’acquisizione, anche temporanea, dello strumento, ed ha formulato i seguenti indirizzi per la cessione in comodato: stipulare il relativo atto di comodato della durata di cinque anni; esporre lo strumento nella sala dove è ospitata la collezione “Gli Archi di Palazzo Comunale” ponendolo sotto lo stesso regime di tutela, consentendo che nella sala venga ammesso il pubblico così che lo possa ammirare.

Il violino, come da certificato dell’esperto Charles Bear, è un fine e caratteristico esemplare di lavoro del costruttore. Misura lunghezza 35,6 sul fondo, larghezze rispettivamente 17 e 21,1. Fondo in due pezzi con fiammatura corrente orizzontalmente, di taglio tangenziale sul lato degli acuti, con aletta originale riportata sul lobo anteriore. Le fasce sono di legno corrispondente. Il riccio più semplice, la tavola di abete rosso in due pezzi, a venatura variante da molto stretta a piuttosto larga, vernice bruna/arancio su fondo dorato.




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di Mar, 7 lug 2009