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Cultura e vita ebraiche in Provincia di Cremona



Marida Brignani, architetto e appassionata di storia locale, è andata "Sulle tracce di cultura e di vita ebraiche in Provincia di Cremona". Ne è nato un libro promosso dall'assessorato provinciale alla Cultura, presentato - in collaborazione con Anisa e Lyceum club - in Amministrazione provinciale. Il volume è illustrato dalle fotografie di Luigi Briselli.

Gli attuali confini non corrispondono alla suddivisione amministrativa dell'epoca e questo incide anche sulla permanenza di tracce tuttora riscontrabili. A Cremona il primo documento pervenuto è del 15 gennaio 1400: è il rogito dell'acquisto di un terreno da destinare a ospitare un cimitero. Sul finire del XVI secolo, gli Ebrei vennero espulsi. La loro era una comunità florida, molto colta. Non si occupavano solo di prestare denaro, ma erano artigiani
e commercianti ricercati, molti erano medici. La Chiesa condusse più di una campagna antisemita, fino ai ghetti e alle espulsioni. A Crema, governata dalla Serenissima, gli Ebrei vennero allontanati nel 1498.
Andò meglio nelle zone gonzaghesche oltre l'Oglio, dove le comunità ebraiche malgrado l'imperante clima antigiudaico - furono sostanzialmente lasciate in pace, fino alla promulgazione delle leggi razziali nel 1938.
E' quindi a Ostiano che si conservano le tracce più visibili e concrete. Lì la comunità ebraica decise di vivere attorno al castello, perché entro le sue mura si sentiva più protetta. Dell'antica sinagoga restano le mura perimetrali, e si possono tuttora vedere le 43 lapidi del nuovo cimitero (realizzato a partire dal 1789) che si sono conservate fino ai nostri giorni.
Una presenza ebrea, sulal quale sarà interessante ritrovare qualche traccia documentaria, si ebbe a Cremona quando le caserme furono occupate da ondate di profughi. Le altre foto sono appunto di Luigi Briselli.


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Al Senato l'Atlante del Po

Boretto - La motonave Stradivari ha tenuto a battesimo l' "Atlante per la navigazione sul Po", opera dell'editore Sometti. Si tratta di una guida turistico-nautica che illustra in 43 tavole - dal Monviso al Delta - tutto ciò che c'è da sapere sul Grande Fiume: attracchi vecchi e nuovi, i ristoranti che si affacciano sulle rive, i luoghi della pesca al siluro, le piste ciclabili, i campeggi, gli agriturismo, i musei e i parchi, le società canottieri e le chiese, i castelli e le abbazie, i club nautici e i circoli motonautici ed altro ancora. Una raffica di schede aggiornate con indirizzi e telefoni, identificate con una grafica "vista dal fiume", dalla parte cioè di chi naviga, chilometro dopo chilometro, dalle sorgenti di Pian del re (2020 m. s.l.m.) fino alle ramificazioni conclusive e leggendarie: Po di Levante, di Maistra, di Pila, di Tolle, di Gnocca, di Goro.
Di spessore la parte cremonese della Guida che cita, tra l'altro, tutti gli attracchi (anche privati), i camping, l'Acquario di Motta Baluffi ed il Museo del Bijou di Casalmaggiore, i locali da non perdere, le canottieri, persino le autoscuole.

La senatrice Albertina Soliani ha distribuito personalmente, in Senato "l'Atlante per la navigazione sul Po".Lo aveva annunciato la stessa parlamentare (nata a Boretto nel '44, oggi residente a Parma) nel corso del suo appassionato intervento. "Questa é una opera unica e preziosissima che in 43 tavole racconta il Grande Fiume, dal Monviso al Delta, come non é stato mai fatto, chilometro dopo chilometro. I miei colleghi devono conoscere l'importanza, anche culturale del fiume. Io lo conosco bene, da quella terribile sera del '51 quando l'alluvione stava per arrivare. Non ho mai smesso di amarlo, di studiarlo, di conoscerlo. Ora questo Atlante ci permette addirittura di guardare oltre il Po. Credo che sia una prima tappa, certamente l'Editore Sometti svilupperà i temi del volume".

A tenere a battesimo la singolare pubblicazione c'erano il curatore Dario Montardi (Università di Modena, esperto navigatore anche oceanico), il direttore dell'A.R.N.I. Ivano Galvani ("il turismo fluviale può essere incrementato ma scordatevi le cifre della Romagna o della Versilia"), l'ex direttore dei quotidani la Nuova Ferrara e la Provincia di Cremona, il giornalista Enrico Pirondini che al fiume ha dedicato diversi volumi corredati dalle foto di Arrigo Giovannini, vincitori di premi nazionali (Airone, Eridano).

A fare gli onori del padrone di casa il comandante della Stradivari, Giuliano Landini che ha raccontato il suo amore per il Po (fin da quando, pluricampione del mondo, lo percorreva con grossi bolidi "da 200 all'ora") e la sfida che sta vivendo tenendo sul Grande Fiume una barca da 400 posti, nata in uno straordinario cantiere di Cremona nel 1976".
Tra il pubblico alcuni piloti del raid Pavia-Venezia, amministratori pubblici e privati. Enrico Pirondini ha portato la testimonianza dell'attore Renato Pozzetto che nelle scorse settimane ha percorso in gommone il Po fino al mare definendo l'esperienza "la più bella vacanza della mia vita. Anche perchè lungo il fiume avrò trovato al massimo venti persone". (p.c.)

Tre liceali cremonesi giornaliste per un giorno alla statale di Milano

di Sandro Rizzi


Giornaliste per un giorno alla Statale di Milano tre giovani studentesse di licei cremonesi. Francesca Corno (IIA del Classico Daniele Manin), Linda Feraboli e Gloria Perdomini (IV classe del Liceo delle Scienze Sociali a indirizzo comunicazione "Sofonisba Anguissola") hanno partecipato alla prima edizione della Summer School di Giornalismo, un progetto voluto dai Master in Giornalismo delle tre università milanesi Statale, Cattolica e Iulm, coordinato dalla Direzione scolastica regionale. Una quindicina di studenti delle scuole superiori lombarde che avevano manifestato interesse per il mondo dell'informazione sono stati scelti fra quanti erano stati indicati dai presidi. Martedì 16 sono stati ospiti della Cattolica, dove hanno contribuito a realizzare un giornale radio. Mercoledì, alla Statale, nel Polo della Comunicazione di Sesto San Giovanni, in Piazza Montanelli, il gruppo ( un ragazzo e 13 ragazze) è entrato in redazione. Sette di loro hanno scritto articoli per il quotidiano online "La Sestina" (www.lasestina.unimi.it) gli altri sette hanno lavorato per alcune pagine speciali del quindicinale "MM" (cartaceo). Ai quotidianisti sono stati affidati "pezzi" da elaborare partendo da lanci di agenzia sui temi più vari, dagli esteri allo sport. Ai periodicisti è andato il tema dell'Expo 2015 sotto differenti punti di vista. Assistiti da alcuni allievi e dai giornalisti-tutor, hanno scritto con l'orologio alla mano. Corretti, gli articoli sono già in rete. Consegnati e corretti anche i servizi per il quindicinale, che andrà in stampa nei prossimi giorni. Giovedì ultima tappa delle tre giorni: il Master delloo Iulm. Nella foto le tre cremonesi: da sinistra, Linda Feraboli, Francesca Corno, Gloria Perdomini.

Gli ebrei, anche come profughi a Cremona

In appoggio al bel libro di Marida Brignani del quale parliamo nella colonna a sinistra un ricordo di Antonio Leoni: comunità ebraiche furono ospitate a Cremona per breve tempo nel secondo dopoguerra mondiale. Hanno lasciato tracce in alcune scritte che si possono ancora leggere nel monastero del Corpus Domini, fotografato da Antonio Leoni, in occasione dell'omaggio reso da Giancarlo Corada a questa presenza dei profughi ebrei

Premio Isola d'Elba: "austero e silente"

La letteratura di qualità ritorna in scena raccontando di esperienze di vita, amore, storia e memoria con il Premio letterario internazionale “Isola d'Elba – Raffaello Brignetti”. Un premio, riservato ad opere di autori

europei viventi edite in Italia, definito dal prof. Alberto Brandani (Presidente della giuria) 'austero e silente',

per il rigore della giuria che esprime il suo giudizio, che ritorna in scena il 20 giugno 2009 con la trentasettesima edizione.

In lizza per il premio sono tre autori che presentano opere differenti, ma dal grande contenuto emozionale. Si  tratta di Mario Fortunato, con il libro Quelli che ami non muoiono: una lunga storia d’ amore e di amicizia con gli uomini e le donne che hanno segnato la seconda metà del Novecento. Lee Stringer, secondo dei finalisti, presenta un'opera autobiografica Inverno alla Grand Central, basata sulla sua esperienza di homeless a New York. Una battaglia per la sopravvivenza quotidiana, dopo avere perso il lavoro di copywriter, dalla quale si riscatta proprio grazie alla scrittura diventando giornalista. E' un romanzo dove la memoria si mischia al racconto, la fantasia agli aneddoti, gli scenari reali alla geografia degli affetti. Infine terzo scrittore in lizza è l’italiano Giorgio Montefoschi, autore del romanzo Due ragazze con gli occhi verdi, storia di un amore assoluto, interrotto e ripreso e intricato, sullo sfondo di una Roma dalla bellezza sfolgorante.

Nel corso della sua lunga storia il Premio letterario internazionale Isola d'Elba è stato assegnato a nomi  davvero eclatanti, letterati di livello internazionale come Heinrich Böll ed Eugenio Montale, che solo successivamente sono stati insigniti del Nobel per la letteratura.

Il presidente della giura letteraria è il prof. Alberto Brandani, manager di lungo corso, ha amministrato per oltre vent’anni il Monte Paschi di Siena, passando poi nel cda dell’ Anas. E’ presidente di assicurazioni, banche estere ed aziende quotate in borsa, ed attualmente è il presidente della Fondazione Formiche.

Un premio letterario, quello dell'Isola d'Elba che vanta davvero personaggi illustri non solo nella giuria ma anche nel comitato organizzatore: il presidente del comitato promotore del premio letterario è Icilio Disperati, direttore dell’Azienda di Promozione turistica dell’Isola d’ Elba .

Durante queste giornate si respirerà un’ aria intellettuale all'Elba, e data la stagione, la vacanza per intenditori amanti della cultura e della letteratura di qualità, è assolutamente consigliata.

"La Castella" e storia e storie cremonesi el Medioevo"

(s.r.) -“Storia e storie cremonesi del Medioevo”: con questo accattivante sottotitolo Alberto Persico presenta il suo libro “La Castella”. Racconta le vicende di una cascina, chiamata La Castella, costruita alla fine del X secolo sulle fondamenta d’un antico fortilizio romano che doveva difendere Cremona dai barbari, in frazione Persico, un miglio e mezzo a nord della città. Molte furono le trasformazioni nei secoli: cascina-convento dei Benedettini, accasermamento per le truppe spagnole e, dall’inizio del XVIII secolo, azienda agricola. Oggi l’edificio ospita il “Relais Convento”, un centro congressi immerso nella campagna, attrezzato per convegni, pranzi, ricevimenti, sfilate, relax.
Persico, che è editore, collezionista raffinato di calendari, ricercatore curioso di documenti negli archivi, prende lo spunto dalla cascina per ripercorrere la storia di Cremona e del suo territorio: le guerre, i feudi, le rivalità tra i vari signori (tra i quali anche i Persico), le condizioni di vita. Realtà e leggende, curiosità e testimonianze. Utili le cronologie, suggestive le illustrazioni.
Il libro festeggiato domenica 18 al “Relais Convento”: si può acquistare (offerta libera) per contribuire alla Fondazione “Valeriano Pozzi” impegnata nelle cure ai bambini diabetici. Perché proprio questa fondazione? L'ha voluta Daniele Pozzi per ricordare il padre Valeriano, ideatore del Relais, morto (di diabete) prima di vederlo crescere.




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di Lun, 6 lug 2009