Cicloturismo

Oltre il ponte di Po

La strada del Po e dei sapori della Bassa Piacentina



L'Abbazia cisterciense di Cortemaggiore. Sotto: passerella sull'Arda e le sculture moderne al Castello di San Pietro in Cerro



a cura di cesare castellani

Strada del Po e dei sapori della bassa piacentina: Una sessantina di chilometri, facili facili, nelle campagne della bassa piacentina, partendo dal ponte di Po e percorrendo una pista ciclabile ben segnalata, portano a conoscere una delle zone più belle nei dintorni della città. L'argine maestro della riva destra, è una eccellente ciclabile che si snoda per una decina di chilometri, perfettamente asfaltata, sino all'abitato di Olza tra campi di mais e, attualmente, soprattutto di pomodori. Sul lato sinistro si intravede il Po che scorre a circa un chilometro di distanza e si ammira tutta la golena. Sul lato destro svettano i campanili dei paesi vicini e sullo sfondo, nelle belle giornate, si stagliano i monti dell'Appennino piacentino e parmense. A Olza si imbocca la strada provinciale per Villanova d'Ardache si snoda per circa quattro chilometri tra due pareti di frutteti, soprattutto di ciliegi. Una località da visitare soprattutto nel priodo della fioritura. A Villanova d'Arda, traversata la statale, si imbocca la Strada dei ciliegi (molti sono ormai spariti, inghiottiti dal cemento e da coltivazioni pià redditizie) ma alcuni rimangono e la strada, poco frequentata, riserva comunque affacci interessanti sul corso dell'Arda sprofondato in un piccolo canyon che fende la terra per una decina di metri.

La strada dei ciliegi sfocia in quella dei Sapori della Bassa Piacentina verso l'abitato di San Pietro in Cerro con il suo bel castello. Sorge quasi sul confine con le province di Parma e Cremona, in territorio piacentino fondato nel 1460 da Bartolomeo Barattieri, giureconsulto e ambasciatore alla corte di papa Giulio II, famiglia che ne mantenne la proprietà sino al 1993. La struttura racchiude trenta sale riccamente arredate, due saloni d'onore, le cucine, le prigioni. Nel sottotetto trova spazio il Museum In Motion, collezione di oltre quattrocento opere - quadri, sculture e disegni - di maestri contemporanei, italiani e stranieri, con una sezione dedicata ai pittori di Piacenza. E' consultabile su appuntamento la biblioteca storica, ricca di circa 2.000 volumi. Il castello è visitabile, però, solo la domenica.

Da San Pietro in Cerro a Cortemaggiore si deve percorrere la statale. Bisogna fare una certa attenzione, ma si tratta di cinque chilometri soltanto per arrivare nella capitale dell'antico stato dei Pallavicino. Cortemaggiore, fondata col nome di Curtis Maior intorno al 960 da Adalberto I Pallavicino, comandante delle cavallerie di Ottone I, divenne nel 1400 una vera e propria reggia grazie a giovanni Lodovico Pallavicino che ne affidò la costruzione all'architetto Maffeo Vegio da Como, il genio che aveva già costruito il Castello Sforzesco di Milano volendo costruire una capitale più bella e più ricca di Busseto che era stata sino ad allora la residenza dei Pallavicino. Da Cortemaggiore, passando dietro l'Abbazia cisterciense e costeggiando l'Arda si arriva dopo un paio di chilometri soltanto, alla Pieve di San Martino in Olza, chiesa costruita in stile romanico, ma poi rimaneggiata e poi si arriva a Besenzone, altra frazione che porta il nome di uno dei comandanti del Conte Adalberto Pallavicino. Da Besenzone si può risalire a Villanova d'Arda attraverso una comoda strada provinciale, pochissimo trafficata, che attraversa gli abitati di Boceto e Bersano sfiorando Busseto e Villa Verdi a Sant'Agata.

Una puntata in montagna per chi è già allenato

L'Ortles a pedali

Dal passo dello Stelvio alla Val Venosta in bicicletta

Dalle carrozze trainate da cavalli al secolo delle automobili e delle motociclette, la Strada nello Stelvio, tra le cime innevate e i panorami senza confine della Regione Vacanza Ortles (BZ), ha sentito il peso di qualsiasi ruota. Ma l’unico momento in cui le sue curve da brivido sembrano sorridere è quello in cui ad attraversarla sono le gomme sottili ed agili delle biciclette.
Il 29 agosto 2009, la Scalata della Cima Coppi – Stelviobike è una manifestazione non competitiva ma soprattutto un’occasione di festa per tutti gli amanti della bicicletta. Come ormai da tradizione, la regina delle strade alpine ottiene dalle 8.00 alle 16.00, una vacanza da pneumatici ingombranti e motori accesi, per regalare una giornata intera ai ciclisti che, in piedi sui pedali, possono sognare di inseguire Fausto Coppi e i grandi campioni di cui questo tragitto ha assaggiato lo scatto e il sudore. Dagli 890 metri di altitudine della partenza, a Spondigna, fino ai 2760 del Passo dello Stelvio, tappa regina del giro d’Italia, i 48 leggendari tornanti sono l’unica cosa che importa, in questa gara che non è gara ma un viaggio nella storia senza inscrizione, senza lo stress del cronometro ma soprattutto senza macchine e moto.
Per chi solo un errore ha potuto dotare di piedi anziché di ruote e pedali, l’Avventura in bici nel Parco Nazionale dello Stelvio, dai ghiacciai d’alta montagna, passando per malghe e pendii e scendendo fino al fondovalle, nella formula di sette giorni dal 23 al 30 agosto 2009 o in quella di 3 giorni dal 27 al 30 agosto 2009, è un’esperienza che ha il sapore dei sogni improvvisamente tramutati in realtà. L’offerta completa prevede 2 bike tour con guide esperte, la partecipazione alla “Scalata Cima Coppi – Stelviobike” con festa dei ciclisti a Prato allo Stelvio, bikeshuttle all’ alloggio dopo le gite e servizio shuttle all’ alloggio da Stelviobike e dalla festa ciclisti, a partire da 360 euro per soggiorno a persona adulta in mezza pensione, programma incluso. La versione di tre giorni, a partire da 160 euro per soggiorno a persona adulta in mezza pensione, programma incluso, comprende invece la partecipazione alla “Scalata Cima Coppi – Stelviobike” con festa dei ciclisti a Prato allo Stelvio, e servizio shuttle all’ alloggio.
Ma pedalare nella Regione Vacanza Ortles significa anche escursioni in bicicletta e mountainbike in Val Venosta, attraversata da ben 150 km di piste e percorsi ciclabili, su tratti impegnativi o itinerari facilissimi che si snodano su strade asfaltate o tracciati impervi che conducono attraverso un meraviglioso paesaggio di prati e boschi, accarezzano le zone coltivate a frutteto della Bassa Valle - spettacolo da non perdere durante il periodo della fioritura tra aprile e maggio - e lungo il corso dell'Adige per addentrarsi infine in un cuore verde, ideale per le famiglie, che rimane sempre a debita distanza da strade trafficate. Innumerevoli, inoltre, i luoghi d’interesse storico-artistico toccati dai percorsi ciclabili della Val Venosta. Per non parlare delle tantissime aree di sosta, perfette per bere qualcosa in compagnia o organizzare una grigliata all'aperto con gli amici.



Anche la zona in cui convergono i confini tra Austria, Svizzera e Italia, il famoso Dreiländereck- ricco di valichi e sentieri - è particolarmente amato da appassionati di mountain bike e biciclette da corsa.
Da Prato a Passo Madriccio, la punta più alta per gli assi del pedale, da Solda fino alla piano dello Stierlückl, da Trafoi fino al rifugio Forcola, che offre uno splendido panorama sul gruppo dell’Ortles, da Stelvio fino alla Malga Stelvio, o ancora da Prato fino a Platzgernunhof o a Montoni, ogni spinta ha il suo percorso e la sua distanza ideale, con la costante di uno scenario che solo nell’immaginazione conosce termini di paragone.
Infine, l’Event Card apre le porte ad un’esperienza totalmente ecologica che, combinando 600 moderne biciclette e il treno della Val Venosta, rende la passione per le due ruote ancora più virtuosa e piacevole. L'EventCard al prezzo di 14 Euro include, un biglietto ferroviario ed una bicicletta a noleggio, con i quali spostarsi per un'intera giornata in lungo e in largo, per tutta la Val Venosta. Servizio gratuito per i bambini d'età inferiore ai 6 anni. Presso i punti di noleggio delle stazioni di Merano, Laces, Silandro, Malles, Naturno e Spondigna (ultimate entro settembre) sarà possibile prelevare e riconsegnare la bicicletta.
Chi invece preferisce andare alla scoperta della Val Venosta con la propria bicicletta, può affidarsi al comodo servizio trasporto biciclette "Rent a Radl". Ogni due ore le biciclette - in base alle dimensioni del furgone, fino a 50 - vengono trasportate dalla stazione di Merano fino a Malles oppure dalla stazione di Malles a Merano.

Dopo Adda e Oglio è il turno del Po

Quaranta chilometri tra le province di Lodi e Cremona




Foto e testo a cura di Giulia Manuelli

La partenza dell’itinerario è fissata in Via Umberto I a Castelnuovo Bocca d’Adda,  nel cui territorio si ha la confluenza del fiume Adda nel fiume Po. La storia di questo paese è antichissima, per la sua posizione strategica tra i due fiumi ebbe importanza già in epoca romana anche se le notizie più dettagliate risalgono al Medioevo quando all’insediamento militare si aggiunse anche un centro abitato “civile”. Il nome Castelnuovo Bocca d’Adda risale al XII sec, prima di allora era conosciuto come Isola di Roncarolo o Roncarolo. Nel corso dei secoli il comune è stato motivo di scontro tra cremonesi, piacentini e milanesi finché alla fine del XV sec venne ceduto alla famiglia Stanga che riuscì a mantenerne il possesso fino alla soppressione dell’istituto dei feudi.

Gli Stanga hanno lasciato numerose testimonianze della loro presenza tra le quali il loro palazzo, i numerosi stemmi sulle facciate delle abitazioni, la cappella Stanga a sinistra della chiesa parrocchiale e infine la cappella dedicata alla Madonna di Campagna, eletta a cappella mortuaria della famiglia che si trova fuori dal centro abitato lungo la via per Meleti.

Proprio in questa direzione, da via Umberto I, comincia il nostro itinerario: lasciatevi il centro del paese alle spalle e proseguite dritti per qualche km sulla SP 27, superate la piccola frazione di S. Antonio e dopo circa 300 - 400m girate a sinistra seguendo le indicazioni per Caselle Landi - S. Stefano;  proseguite per circa 5 km e poi svoltate nuovamente a sinistra seguendo le indicazioni per Mezzanone (più precisamente Via Mezzanone). Continuate lungo questa strada per qualche km e  arriverete ad un incrocio nei pressi di un gruppo di case, dopo circa 500 m prendete la stradina sterrata leggermente in salita alla vostra sinistra e una volta ritrovato l’asfalto tenete la destra: qui inizia la strada che costeggia l’argine del Po, proseguite quindi immersi nel verde dei campi e dei pioppi per qualche km. All’altezza del tredicesimo km alla vostra sinistra si scorge il Po e, se la giornata è sufficientemente limpida, in lontananza si possono vedere gli Appennini del piacentino.

Una volta arrivati nei pressi di una cava di ghiaia e sabbia la strada lungo l’argine finisce, svoltate a sinistra e continuate in direzione di S. Stefano lodigiano – S. Fiorano per circa 1,5 km, in corrispondenza di una rotonda alla vostra destra troverete una grande cascina gialla, girate a destra seguendo le indicazioni per Codogno; alla rotonda successiva proseguite in direzione Maleo sulla SP 193. Dopo poco vi troverete ad un altro rondò, girate a sinistra verso Lodi – Castiglione. All’incirca al ventiduesimo km dell’itinerario, all’ennesima rotonda, seguite le indicazioni per il centro di Maleo svoltando a destra, al semaforo continuate dritti oltrepassando la porta d’accesso al centro del paese; una volta superata la piazza, proseguite dritti in direzione Pizzighettone. Sul lato sinistro della strada c’è la possibilità di utilizzare la pista ciclabile da poco realizzata ma che  sfortunatamente  non si presenta nelle condizioni migliori: sassi, sassolini, rami e rametti sparsi ovunque la rendono poco attraente.

Alla successiva rotonda continuate dritti; una volta superata la stazione ferroviaria di Pizzighettone - Gera proseguite fino al ponte che attraversa il fiume Adda e svoltate a destra immettendovi in Corso Vittorio Emanuele, da qui sempre dritti fino al cimitero. Al semaforo continuate dritti verso Roggione, all’uscita dal centro abitato, al termine di un viale di pioppi abbandonate la strada che stavate percorrendo all’altezza del passaggio a livello (qualche metro prima per la precisione) e proseguite in direzione di Grumello Cremonese.

Continuate per qualche km fino a quando vedrete alla vostra sinistra il cimitero di Grumello, dopo qualche centinaio di metri la strada si biforca all’altezza di una Chiesa, tenete la destra in via San Martino, al primo segnale di precedenza girate a destra e dopo una breve discesa vi troverete fuori dal centro abitato, proseguite dritti in direzione Maccastorna – Castelnuovo Bocca d’Adda.

Dopo aver percorso un paio di km sorpassate un passaggio a livello e al successivo incrocio proseguite dritti seguendo le indicazioni per Castelnuovo, dopo poco vi troverete sulla destra il centro del comune di Crotta d’Adda, un paio di km più avanti attraverserete un ponte sull’Adda che separa le province di Cremona e Lodi. Continuate sulla SP 196 e superate Maccastorna seguendo poi le indicazioni per Meleti, dopo 3 km alla vostra sinistra troverete una fabbrica per la lavorazione dei pomodori, subito dopo prendete la strada alla vostra sinistra (SP 243) seguendo le indicazioni per Castelnuovo, qualche km più avanti vi troverete all’incirca al punto di partenza dell’itinerario nel centro di Castelnuovo Bocca d’Adda.

Per quanto riguarda questa pedalata ci sono solo un paio di annotazioni da fare: il percorso è adatto a tutti, non ci sono pezzi di strade sterrate e non ci sono salite (ovviamente); l’unica “difficoltà” è data dalle strade, praticamente sempre sprovviste di piste ciclabili e abbastanza trafficate. Il consiglio è, come al solito, di prestare attenzione. Buona pedalata. 

Lungo il corso dell'Oglio

Una trentina di chilometri da Pessina a Isola Dovarese

Paesaggi bucolici e insospettati lungo le sponde del fiume in un itinerario percorribile da tutti

Foto e testo a cura di Giulia Manuelli


 


Questa nuova proposta per una pedalata nel cremonese ha come punto di partenza Via Magrini a Pessina Cremonese, ovvero la via dove si trova il municipio del paese. Da qui proseguite in direzione del bel viale alberato che vi porta fuori dal centro del comune, all’incrocio girate a sinistra e al successivo segnale di stop girate a destra immettendovi sulla SS 10; proseguite su questa strada fino al comune di Gabbioneta, da qui seguite le indicazioni per Ostiano.

Una volta arrivati a Ostiano attraversate il Ponte sul fiume Oglio. Alla prima rotonda che troverete seguite l’indicazione per Volongo, attraversate il centro abitato di Ostiano e appena fuori dal paese fate attenzione alle strade alla vostra destra, dovrete svoltare a destra in Via Torcolo. Dopo poche decine di metri potrete vedere il cartello che indica l’inizio del territorio protetto del Parco Oglio Sud, che si estende lungo l’intero corso del fiume che va dall’affluenza del fiume Mella, al confine con il Parco Oglio Nord a Ostiano fino alla confluenza con il fiume Po, nel quale l’Oglio si immette dopo un percorso di 70 km, toccando le province di Cremona e Mantova.


Da qui in avanti dovrete prepararvi ad affrontare circa 8 km di strada sterrata abbastanza impegnativa, il fondo non è omogeneo ed è esclusivamente composto di sassi e ghiaia, sono ridotte al minimo le aree in terra battuta sulle quali è molto più piacevole pedalare. Al primo bivio che incontrate svoltate a sinistra lasciandovi a destra un bellissimo pioppeto. Proseguite sempre dritti fino al successivo incrocio dove dovrete seguire la strada alla vostra sinistra, qui potrete vedere un cartello indicante il sentiero n° 2 del Parco Oglio Sud.  Successivamente vi troverete ad un altro bivio, proseguite dritti lasciandovi una cascina bianca a sinistra. Il paesaggio è caratterizzato da campi coltivati, pioppeti e dall’alveo del Fiume Oglio che in questa zona è estremamente sinuoso e maestoso con meandri ben evidenti. Proseguendo nella passeggiata il fiume resterà alla vostra destra, alla vostra sinistra invece noterete alcune cascine, continuate dritti fino al successivo bivio dove dovrete svoltare a sinistra. Dopo qualche centinaio di metri vi troverete ad un incrocio, girate a destra immettendovi su una strada che scende leggermente, proseguite poi dritti lungo una bella e fresca stradina immersa nel verde; al successivo incrocio seguite la strada in salita alla vostra destra, dopo pochi metri ritroverete l’asfalto, quindi, al segnale di precedenza girate a destra e proseguite per circa 2 km in direzione di Volongo. Giunti a Volongo attraversate il centro abitato e seguite le indicazioni per Fontanella Grazioli, superate il ponte sul naviglio e continuate a seguire la SP3.

Dopo pochi km arriverete a Fontanella, attraversate il centro e al primo incrocio che troverete all’uscita del paese svoltate a destra in direzione Asola. Al successivo stop girate a destra verso Isola Dovarese e proseguite dritti per qualche km. Arrivati al cartello di Isola Dovarese, proseguite dritti, attraversate il ponte sull’Oglio e attraversate il paese. Se avete tempo vi consiglio un breve giro turistico all’interno del centro di questo comune ricco di storia, già importante punto d’approdo per i collegamenti tra Po e Adriatico nel Medioevo; sul sito internet del Comune http://www.comune.isoladovarese.cr.it potete trovare maggiori informazioni per esempio sul Palio delle contrade o sul Laboratorio della Memoria che si occupa di diffondere e tenere in vita la memoria individuale e collettiva del paese attraverso svariate attività e manifestazioni.

 Tornando all’itinerario, una volta superato il centro di Isola Dovarese la pedalata prosegue in direzione Pessina Cremonese.

Alla prima indicazione di stop che vedrete una volta usciti da Isola, girate a destra e immettetevi sulla SS10, strada trafficata ma larga, fortunatamente non manca lo spazio per pedalare in sicurezza. Proseguite dritti per un paio di km, superate la frazione di S. Antonio e all’indicazione per Pessina svoltate a destra, la strada vi riporterà alla partenza.

L’itinerario proposto non supera i 30 km e non presenta particolari difficoltà, è decisamente adatto a chiunque; nei tratti più “pericolosi” è sufficiente prestare maggiore attenzione.


 


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di Ven, 7 ago 2009