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Il raddoppio dell'acciaieria ultratecnologica intricato da una serie di scadenze importantissime

Arvedi 2 a tutta birra verso l'autunno, stagione cruciale


Le autorità nazionali proclamano che la crisi sta allentando la morsa. La realtà è però che molti cittadini non se ne accorgono. Anzi. C'è tuttavia una nuova, enorme presenza alle porta di Cremona che effettivamente non sembra tenere conto del momento difficile dell'economia internazionale.

Ma in cassa integrazione
Cremona è seconda
solo a Lecco
Purtroppo l'Istat non conferma
il relativo ottimismo: per
cassa integrazione in
Lombardia, Cremona
(+ 852%) è seconda
solo a Lecco. Con un Pil
sconfortante. Cittadini e
lavoratori pagano caro:
aumentano gli sfratti e cresce
il debito delle famiglie. Ecco
il quadro completo della
povertà nel cremonese.

Ormai ha preso forma la Arvedi 2, la acciaieria ultratecnologica che ha ricevuto recentemente anche un riconoscimento internazionale con il prestigioso premio Bessemer Gold Medal assegnato a Giovanni Arvedi, il propulsore di questa innovazione che scuote un mondo piuttosto compassato e tradizionale come quello della produzione dell'acciaio.
Sotto il solleone eccezionale di questo luglio si lavora a tutto ritmo, quasi con rabbia, certo con la voglia di vincere la sfida, non solo per far fronte alla ferie, sicuramente per presentarsi al meglio nella stagione che l'economia guarda sempre con sospetto (e figuriamoci oggi), l'autunno, ovviamente.

Finarvedi: drastico taglio della valutazione della Cremonese

Nel 2008 il bilancio di Finarvedi segna una pesante svalutazione di ben 5,3 milioni della partecipazione alla U.S. Cremonese per adeguarla al valore di realizzo. L'utile di Finarvedi è pertanto sceso da 4,6 milioni a 816 mila euro. Vai
Per Arvedi 2 questa stagione sarà anche più cruciale: l'acciaieria attende il battesimo. Sul suo percorso però proprio ad autunno si prospettano due appuntamenti giudiziari, dopo i ricorsi ambientalisti: ovvero un secondo pronunciamento giudiziario di fronte al TAR di Brescia in seguito a un secondo esposto ambientalista, inoltre la pronuncia del consiglio di Stato sul ricorso dell'azienda contro una sentenza dello stesso Tribunale amministrativo che in alcune parti, , ha dato torto all'azienda a proposito della non avvenuta Valutazione di Impatto Ambientale. Al riguardo la notizia è che il consiglio di Stato avrebbe rinviato il suo pronunciamente oltre il mese di novembre. Un vantaggio o uno svantaggio per i piani di Giovanni Arvedi? Ancora attesa, dunque, per dare il via alla produzione.
Il che intralcia non poco i progetti di Arvedi e naturalmente comporta parecchie preoccupazioni anche di carattere finanziario. Ci sono poi i provvedimenti sanzionatori del comune di Spinadesco. Ma qui trattandosi di situazioni che si possono risolvere con il semplice pagamento di una somma, lo step non dovrebbe essere tranciante. Certo il quadro è complesso. Eppure domenica Giovanni Arvedi era a Merano per seguire una sua creatura che finora gli ha dato più dolori che gioie, la Cremonese impegnata in un triangolare. Arvedi trova tutte queste energie anche fuori dalla sua stretta attività imprenditoriale e tecnologica. Un vero miracolo. Di sicuro un uomo che tira diritto alla conquista dei propri obiettivi. Le fotografie sono di Antonio Leoni.


La Bessemer Gold Medal, premio assoluto della innovazione in siderurgia, al cremonese Giovanni Arvedi!

Al cavaliere Giovanni Arvedi va la "Bessemer Gold Medal". L'organizzazione inglese Iom (The institute of materials, minerals and mining) consegnerà il 7 luglio all'imprenditore cremonese il prestigioso riconoscimento istituito da Henry Bessemer nel 1874. Il premio riguarda il campo delle innovazioni in siderurgia. Se la Cremonese non lo ha sin qui troppo rallegrato, ecco che sul suo terreno l'imprenditore cremonese è riconosciuto come un autentico gigante. In una campo come quello del trattamento della fusione metallurgica i progressi nel tempo sono stati minimi, ma l'intelligenza di Giovanni Arvedi, la sua tensione a sperimentare ed innovare hanno dato il vero colpo di frusta. Tutto è cambiato nel mondo dell'acciaio da quando è sorta l'ISP. La strada era tracciata. Complimenti.

Messaggi da tutto il mondo. Leggi

Messaggi che giungono da tutto il mondo: il premio a uno ...scienziato

E' l'affermazione del Prof. Dr.-Ing. W. Bleck, direttore dell’”Institut für Eisenhüttenkunde”, Università di Aachen

La Medaglia d’Oro Bessemer 2009 è stata conferita al Cav. Giovanni Arvedi, Cremona, Italia. Questo premio della massima reputazione internazionale viene conferito quando si sono ottenuti eccezionali risultati nel settore della tecnologia siderurgica per meriti scientifici, ingegneristici o imprenditoriali.

 

Il vincitore del premio 2009 non è ne uno scienziato ne un ingegnere per titoli di studio, ma è entrambi per passione. Il proprietario di una acciaieria posta nel Nord Italia, in provincia di Cremona, ha sviluppato un processo di colata e laminazione per i nastri di acciaio che può essere considerato un passo rivoluzionario per le tecnologie di produzione a livello mondiale.

 

Il processo produttivo inventato da Arvedi riduce i costi di investimento, il tempo di produzione, l’impatto ecologico della produzione di acciaio in nastri, che rappresentano il singolo prodotto di maggiore importanza nei paesi sviluppati.

Inoltre egli ha dato inizio ad un lavoro scientifico di ricerca a livello internazionale per comprendere e sfruttare i benefici intrinsecamente legati ai suoi processi.

Ho avuto occasione di conoscere il Sig. Arvedi come una persona ambiziosa, completamente dedicata al suo lavoro, un vulcano di idee e di visioni,  capace di perseguire con perseveranza il cammino tribolato delle prove proprio dello sviluppo delle nuove tecnologie.

Io lo considero tra i vincitori della Medaglia d’Oro Bessemer essere degno del massimo merito.

 

Congratulazioni all’imprenditore, all’ingegnere ed io posso dire anche allo scienziato Giovanni Arvedi che ha dato un contributo così importante alla nostra comunità internazionale dell’acciaio.

Dichiarazione del Prof. Walter Nicodemi – Presidente AIM – Ordinario di siderurgia al Politecnico di Milano

Associo innanzitutto alle mie più sincere congratulazioni quelle degli oltre 2500 soci dell’Associazione Italiana di Metallurgia che ho l’onore di presiedere.

Sono particolarmente felice di complimentarmi con il Cav. Giovanni Arvedi per il conferimento della prestigiosa Medaglia d’oro Bessemer, universalmente riconosciuta come il più significativo premio nel campo della siderurgia, conferita per una importante invenzione che ho avuto modo di seguirne passo passo lo sviluppo sin dal suo nascere, prima come tecnologia ISP, poi come ESP; sono altresì entrato nello studio di particolari sia di processo che di prodotto in seguito a diversi contratti di ricerca con la Cattedra di Siderurgia del Politecnico di Milano, Cattedra che occupo da quarant’anni.

 

Statement by Dr. L.J. (Larry) Heaslip – Advent Process Engineering Inc./ Vesuvius, Canada



I must tell you that I was so very pleased when I heard the news that you had been Awarded the Bessemer Gold Medal for your outstanding services to the steel industry and in particular as recognition of your leadership in the remarkable innovations of the first ISP plant in Cremona.  This award was most exceptionally deserved--Congratulations.



However, I am certain that your latest pioneering commitment, the development of the ESP plant, will one day be recognized as an even greater achievement!  As we are all aware, current business conditions are quite terrible in the western world, but when these conditions improve and as the ESP process begins to meet its remarkable potential, I believe that your vision will again be celebrated.
Larry.

Le caratteristiche che rendono unica la tecnologia Arvedi, differenziandola dagli altri processi di laminazione in sottile, sono alcune invenzioni (oggetto di brevetti) e peculiarità, quali:

-    il collegamento diretto della colata, mediante la riduzione a cuore liquido, con la fase di laminazione;

-    il forno ad induzione a passaggio continuo per il riscaldo del semilavorato;

-    l’ingresso al finitore con spessori molto sottili (12,5 mm con ISP e 10 mm con ESP).

Cosa sorprendente è che, le elevate produzioni dell’attuale processo ESP (tre milioni e oltre di tonnellate / anno) vengono ottenute con una sola linea di colata e laminazione!

 

Già il brevetto originale ISP, depositato nei vari paesi a partire dal 1989, prevedeva, nella descrizione del processo, la gestione in continuo della produzione dalla stazione di colata alle soglie dell’aspo avvolgitore.

Solo in un secondo tempo si è dovuta accettare una soluzione d’impianto che prevedesse il Cremona Box  quale elemento disaccoppiante tra la colata, la prima fase di laminazione e la laminazione di finitura, poiché la velocità di colata delle prime sperimentazioni non consentiva di alimentare il laminatoio finitore alla giusta velocità, poichè l’acciaio, durante la laminazione, si sarebbe raffreddato al di sotto della temperatura necessaria per una corretta esecuzione.

Con la tecnologia Arvedi ISP si è riusciti a ottenere un nastro prelaminato dello spessore minimo di 12,5 mm con ottime caratteristiche di omogeneità strutturale e di planarità  che deve essere portato alla corretta temperatura di laminazione con un forno ad induzione  che consente precise  regolazioni della temperatura.

Questo forno ad induzione è un fattore chiave della tecnologia ISP ed è stato la prima applicazione al mondo (oggetto di brevetti), in quanto non sarebbe tecnicamente possibile riscaldare un nastro di 12,5 mm in un forno convenzionale.

Lo spessore sottile del processo è un fattore determinante per la produzione di nastri ultrasottili in modo economico e con ottime qualità.

A distanza di una ventina d’anni le innovazioni, in seguito ai test continuativamente condotti a Cremona, hanno consentito di realizzare con successo flussi di massa doppi rispetto a quelli iniziali.

I vantaggi dell’ESP, da un punto di vista del processo, consentono di produrre spessori molto più sottili di quelli usualmente utilizzati, effettuando inoltre i trattamenti termici in linea sulla via a rulli in condizioni stabili anche per alcune ore, con vantaggi di omogeneità e possibilità di produrre acciai particolari come gli HSLA e i polifasici.

I più interessanti vantaggi che si sono ottenuti con l’affinazione di questo processo sono quindi:

-      ridotti consumi energetici e quindi ridotti costi;

-      ridotti investimenti per ton/prodotto;

-      un prodotto di 0,8/1,2 mm di spessore con ottime caratteristiche di precisione e che volendo si presta pure ad una rilaminazione a freddo per ottenere spessori fino a 0,2 mm.

 

La capacità produttiva di Arvedi ESP che si può spingere fino a oltre 3 milioni ton/anno con una sola linea fa si che ESP sia un concorrente dell’impianto convenzionale con costi di investimento e di trasformazione di gran lunga più contenuti.

Per concludere, il  processo ESP messo a punto nei minimi particolari dal gruppo capitanato dal Cav. Giovanni Arvedi è una dimostrazione tangibile di come si possa arrivare ad una rivoluzionaria invenzione anche in un settore come quello dell’impiantistica siderurgica, da molti ritenuto erroneamente maturo, quando si ha non solo coraggio imprenditoriale, ma anche, ed è quel che più conta, una profonda competenza tecnica.

Così il Presidente del Centro Sviluppo Materiali (CSM) Dott. Roberto Bruno.

Il CSM è il principale Centro di R&S a livello europeo nel settore siderurgico, annovera fra i propri soci molte aziende internazionali. 

“Sono molto felice ed emozionato per l’assegnazione del Bessemer Gold Medal a Giovanni Arvedi. Per noi che operiamo nella R&S siderurgica da tanti anni il Cav. Arvedi è un esempio di imprenditore sapiente e coraggioso che ha veramente creduto e crede ancora con entusiasmo al ruolo della ricerca e dell’innovazione nel determinare il successo di una impresa siderurgica.

Abbiamo sempre condiviso, in tanti anni di collaborazione con Giovanni Arvedi, la sua idea base che le nuove tecnologie di produzione in continuo dell’acciaio realizzate presso gli Stabilimenti di Cremona e da Lui inventate e promosse con straordinaria tenacia rappresentano un profondo mutamento nello stesso concetto di industria siderurgica: da un’industria basata sull’economia di scala e quindi con grandi stabilimenti e grandi produzioni di massa, con inevitabili problemi ambientali ed energetici, ad una industria high-tech con linee di produzione a più ridotta capacità produttiva ma ad alta flessibilità e specializzazione e con una drastica riduzione delle emissioni nocive e dei consumi di energia.

Gli impianti “In line strip production” e “Endless strip production” di Cremona rappresentano un grande successo di Giovanni Arvedi, essi costituiscono un esempio e una guida sicura e irrinunciabile per gli operatori della R&S e gli imprenditori interessati ad accrescere la competitività tecnico-economica nonché l’immagine sociale di una moderna industria siderurgica, il cui futuro, superata l’attuale crisi, appare sicuramente brillante se fondato sull’innovazione tecnologica.





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di Dom, 16 ago 2009